Martedì 7 aprile 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Sul tavolo la risoluzione proposta dal Bahrein per riaprire lo Stretto di Hormuz Link alla notizia
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Il blocco dello Stretto di Hormuz provoca carenze di carburante in Asia e Africa: razionamenti, blackout e tensioni sociali. Filippine in emergenza, Sri Lanka limita i consumi, mentre cresce il rischio di crisi energetica globale.
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Aggressione a Pesaro: un gambiano ferisce quattro poliziotti (77 giorni di prognosi) durante un controllo e viene poi rilasciato. In provincia di Bergamo inseguimento ad alta velocità: arrestato un irregolare senza patente dopo una fuga pericolosa.
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L’asta dello Stretto è in corso. I paesi “non ostili” devono pagare, pare, fino a due milioni di dollari a nave per passare. Magari pesando anche lo sconto “amicizia” nel listino criptato delle Guardie Rivoluzionarie. Se circa 140 navi al giorno versassero davvero tali importi, i ricavi annuali potrebbero superare i 100 miliardi di dollari, secondo la stima raccolta da fonti iraniane. Una nuova miniera per Teheran
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ROMA La Marina dei Pasdaran ha minacciato, in un post su X, che lo Stretto di Hormuz "non tornerà mai più al suo stato precedente soprattutto per Usa e Israele", aggiungendo di star completando i preparativi per quello che ha definito un nuovo ordine regionale nel Golfo. .
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L'Iran e l'Oman stanno trattando per la riapertura dello stretto di Hormuz. Lo riferiscono gli Esteri dell'Oman. All'incontro hanno partecipato i sottosegretari degli Esteri e specialisti dei due Paesi. Discusse "possibili opzioni per garantire il regolare transito nelle circostanze attuali della regione", si legge in una nota. Ieri la rete satellitare Al-Jazeera riferiva di un'ipotesi iraniana per catalogare le navi per appartenenza: gratis transito ai Paesi amici; pedaggio per i neutrali, no transito per gli ostili.
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"Le opzioni dell'Europa per lo Stretto di Hormuz: poche e rischiose". Questo il titolo di un'analisi del New York Times , che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un "corridoio umanitario" che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali.
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True Matteo Giusti Un dollaro a barile, pagato in cripto I pedaggi voluti dal Parlamento sciita si riscuotono in yuan o, meglio, in stablecoin. Eludendo i circuiti occidentali. Un deputato alla «Verità»: «Ci lavoriamo da tempo».Il passaggio dallo Stretto di Hormuz è stato trasformato dalle Guardie della Rivoluzione iraniane (Irgc) in un checkpoint a pagamento, dove le navi devono presentare una documentazione per ottenere il permesso di transito.
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«Un fiorino!», anzi, un dollaro al barile di petrolio, pagato in yuan cinesi o, ancora meglio, in stablecoins. È la gabella che devono riconoscere ai Guardiani della Rivoluzione le poche navi “amiche” dell’Iran alle quali è concesso, in cambio appunto di una tassa spesso milionaria, il transito protetto attraverso lo stretto di Hormuz. Secondo la ricostruzione dei cronisti di Bloomberg, ciò che sta accadendo è che a diversi…
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