L’Iran detta le condizioni al tavolo negoziale . Gaiani a Il Contesto Nonostante le affermazioni del vicepresidente Jd Vance, secondo cui l’accordo di cessate il fuoco raggiunto con l’Iran grazie alla mediazione pakistana non si applicava al Libano, il post pubblicato a caldo dal primo ministro Sharif sul suo profilo X non lascia adito a dubbi: l’intesa prevedeva l’estensione della tregua al Libano.
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Quattro sedili vuoti e quattro zainetti poggiati sulle poltrone, accompagnati ciascuno da un fiore bianco e dalle fotografie di altrettanti bambini e di alcuni oggetti sporchi del loro sangue. Mohammad Ghalibaf, capo della delegazione che per conto dell'Iran guida le trattative di pace con gli Stati Uniti in Pakistan, descrive quei piccoli come i suoi "compagni di volo" nell'immagine postata su X che lo ritrae a bordo dell'aereo diretto a Islamabad
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"La controparte non è riuscita a conquistare la fiducia della delegazione iraniana in questo ciclo di negoziati". Lo dichiara Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, su X. .
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I negoziati tra Stati Uniti e Iran, attesi in Pakistan, si aprono in un clima di forte tensione internazionale, con il rischio che le condizioni poste da Teheran possano far slittare l’avvio del dialogo. La Repubblica islamica ha infatti annunciato che non parteciperà ai colloqui senza un cessate il fuoco “su tutti i fronti”, compreso il Libano, mentre le Forze di difesa israeliane hanno ribadito di essere “in stato di guerra” contro Hezbollah
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"Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell'inizio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati inizino". Lo scrive sui social il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, che insieme al ministro Araghchi guider&agr…
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Roma, 10 apr. – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di venerdì 10 aprile sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con ripercussioni sull’economia globale. Dopo l’intesa su una tregua di due settimane, ora le speranze sono riposte nei negoziati a Islamabad.-14:17 Incontro Papa-Macron, focus sui conflitti nel mondo: “Dialogo e negoziato”.
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Nella nuova guerra del Golfo ci sono tanti aspetti assurdi. La preparazione degli Usa è stata quasi inesistente. L’effetto è stato paradossale. L’Iran bombardato oggi pretende per sé dominio assoluto su Oman, Stretto di Hormuz, Gaza, Cisgiordania, Yemen, Iraq. Ma soprattutto cerca di far passare il principio che il Libano è Iran. LE DIFFERENZE TRA ISRAELE E USA Israele ha ottenuto i suoi obiettivi immediati: voleva indebolire l’Iran.
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L’Iran alza il prezzo politico dei negoziati con gli Stati Uniti e lega la partecipazione ai colloqui di Islamabad a una condizione precisa: il cessate il fuoco deve essere rispettato su tutti i fronti, compreso il Libano. È questo il messaggio arrivato da Teheran attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, che ha chiarito come la presenza iraniana al tavolo pakistano resti subordinata a garanzie concrete sull’estensione della tregua regionale.
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/ --: Cara presidente del Consiglio Meloni, cari ministri Tajani e Crosetto, avete imbarcato l’Italia in un comunicato congiunto in cui si chiede che il cessate il fuoco raggiunto (in realtà già traballante) tra Stati Uniti, Israele e Iran riguardi anche il Libano. Sebbene siano evidenti le buone intenzioni, così come la buona compagnia – molti nostri alleati e partner europei – la richiesta rivela una mancata comprensione del contesto libanese
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