Dopo anni di resistenza eroica, in cui il consumatore italiano ha cercato di salvare porzioni e dignità con il prezzo più basso disponibile, il carrello torna a parlare. E a dire qualcosa di nuovo. Secondo il Rapporto Coop 2025, la spesa alimentare sta cambiando pelle: più attenta, più domestica, più selettiva. I dati lo dicono chiaramente: nei primi sei mesi dell’anno la spesa grocery cresce del +3,8% a valore e del +2% a volume.
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Parole chiave: lavoro, salute, tempo Il Rapporto segnala un paradosso strutturale: tra il 2019 e il 2024 ogni dipendente ha lavorato in media decine di ore in più all’anno, ma il salario reale per ora lavorata è calato; le rendite da capitale crescono più dei redditi da lavoro e la percezione di insufficienza salariale è molto diffusa. Questo determina mobilità, turnover e una domanda crescente di servizi che aiutino a conciliare lavoro…
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In Italia abbiamo una fissazione: trovare un’etichetta per tutto. Un fenomeno complesso, che richiederebbe analisi e studio? Noi lo impacchettiamo in una parola e via, archiviato.Così, tra i mille neologismi che spuntano come funghi, l’altro giorno mi sono imbattuto nel termine “deconsumo”. Il prefisso “de- privativo” dice già tutto.E subito, per associazione di idee, ho pensato al vecchio cavallo di battaglia di Beppe Grillo; la “decrescita felice”.
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La globalizzazione mostra segni di arretramento, con la metà delle imprese esportatrici italiane che prevede un calo dei flussi commerciali nel 2025. L’anteprima del Rapporto Coop 2025 descrive uno scenario globale caratterizzato da conflitti, instabilità e trasformazioni economiche profonde. La spesa militare mondiale ha raggiunto i 2,7 trilioni di dollari nel 2024 (+17% rispetto al 2022) e il 78% degli opinion leader intervistati prevede un aumento dei conflitti nei prossimi anni.
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Si compra solo ciò che serve, si ripara ciò che si rompe. Anche la tecnologia, quando entra nel carrello, lo fa per utilità, non per desiderio. Sembra questa la tendenza alla spesa degli italiani, secondo il Rapporto Coop sui consumi e gli stili di vita
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L’ultimo modello di smartphone non serve più. Le nuove sneakers indossate dall’influencer, nemmeno. Nell’Italia del 2025 si compra solo l’essenziale. Altro che scelta etica: è una questione di sopravvivenza economica. La Coop la chiama “era del deconsumo”, ma è il consumo che si ritira, battuto dall’inflazione, dall’erosione del…
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Grazie al rapporto redatto da Coop per il 2025, è possibile delineare le nuove tendenze di consumo degli italiani, soprattutto nell’ambito culinario. Gli avvenimenti che stanno scuotendo il mondo in questo periodo si rinfacciano anche su usi e costumi contemporanei della società. In un periodo di guerre e di sfiducia generale l’atteggiamento degli italiani è drasticamente cambiato. Se nell’immediato post-covid c’è stata una ripresa fiorente dell’economia, questo slancio si è già esaurito.
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È stato appena presentato il Rapporto Coop 2025 che fornisce interessanti indicazioni a tutti coloro che si occupano di economia e consumi. Nel compendio curato dall’Ufficio Studi Ancc-Coop, colpiscono in particolare tre aspetti legati a questioni che riguardano da vicino la Romagna. Un primo aspetto riguarda i consumi fuori casa (bar e ristoranti) sempre più contratti. Secondo elemento: chi fa la spesa…
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La Coop, come sempre nel periodo più ansiogeno dell’anno – il ritorno dalle vacanze per i privilegiati che possono permettersele – ha presentato il rapporto sui Consumi e gli stili di vita degli italiani definendo il momento che stiamo vivendo «l’età del caos». Aumentano le guerre e le spese militari che porteranno altre guerre e la supremazia dell’Occidente ormai è una favola che non incanta nessuno.
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Solamente qualche ora fa, a Milano, è stata presentata l’anteprima digitale del Rapporto Coop 2025 - Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani, che è stato realizzato dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop) insieme al Nomisma, a NielsenIQ e a Circana, GS-1 Osservatorio Immagino, Cso Servizi, Gfk e Mediobanca Ufficio Studi. All’interno del documento si evidenzia la crisi della società…
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Il futuro non è più una dimensione certa. È questa una delle prime considerazioni che Albino Russo, direttore generale di Ancc Coop ha condiviso con i partecipanti alla presentazione del Rapporto Coop 2025 su “Consumi e stili degli italiani di oggi e di domani”. Un rapporto da cui è emerso come quello che stiamo vivendo sia il tempo dell’incertezza. Il contesto internazionale Se fino al 2019 il nostro mondo aveva regole chiare e una direzione definita, nonostante l’11 settembre e la crisi del…
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Nei primi sei mesi dell’anno le vendite a volume nella grande distribuzione sono cresciute del 2% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, una crescita che a valore tocca il +3,8%. E’ quanto emerge dal Rapporto Coop 2025 che, tuttavia, evidenzia come questo sia contestualmente accompagnato da un calo della spesa reale per la ristorazione fuori casa pari a un 2,2%. Il rapporto evidenzia come seppure l’inflazione alimentare sia meno alta nel nostro Paese che nel resto d’Europa, le…
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Italiani popolo di risparmiatori. Mai come ora, secondo quanto dimostra il Rapporto Coop 2025 sui consumi e gli stili di vita delle famiglie. La tendenza al risparmio, soprattutto quando si fa la spesa, è l’aspetto principale per il 42% degli italiani, che guarda con sempre più attenzione ai prodotti in offerta e al marchio. Un nuovo modo di consumare che porta il rapporto a parlare di tempo del “deconsumismo”: non solo nei supermercati, ma per l’acquisto di tutti i beni indispensabili.
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Il contesto: l’età del caos Tra guerre, deglobalizzazione e corsa all’AI, gli opinion leader prevedono più conflitti (il 78% nei prossimi 3-5 anni). L’Europa resta condizionata da una governance incompiuta; in Italia la crescita attesa è modesta e pesa la produttività in calo. I redditi familiari tengono grazie all’aumento delle ore lavorate. Umore e valori degli italiani Aumentano timore (20%→39%) e inquietudine (24%→37%), cala la serenità (34%→24%).
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Alla presentazione del Rapporto Coop 2025 i vertici hanno delineato la rotta: una private label sempre più forte, che presidia tutti i segmenti, insieme a efficienza e nuove promozioni per sostenere il potere d’acquisto. I consumatori oggi premiano i prodotti Coop e le vendite crescono più della media del retail. Consumi più consapevoli, ritorno di centralità dei supermercati e attenzione al lavoro guidano le scelte.
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Economia Spese alimentari, cresce la Gdo e frena la ristorazione Secondo il Rapporto Coop ’25, nei primi sette mesi dell’anno cresce la ricerca di convenienza: la Gdo segna +3,8% a valore e +2% a volume, i discount +1,8%, mentre la ristorazione cala del 2,2%. L'inflazione alimentare italiana resta sotto la media Ue (+3,1% contro il +3,3%)
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Ripresa delle vendite nei carrelli della spesa, caduta della spesa reale nella ristorazione e performance dei supermercati rispetto ai discount grazie agli italiani che prediligono i prodotti in promozione e a marchio del distributore: questi e altri temi al centro del Rapporto Coop 2025 presentato a Milano e dedicato ai “Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”. Ne parliamo con Albino Russo, direttore generale di Ancc Coop e curatore del Rapporto.
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Il rapporto Coop: “Consumi più alti di 5 anni fa, ma gli italiani lavorano di più e sono più poveri”
MILANO – Gli italiani sono (più) poveri, si mettono a dieta e hanno paura del futuro, anzitutto per la guerra. Il rapporto Coop, tradizionale appuntamento di fine estate, scatta la fotografia del Paese. Ed è in bianco e nero, pure un po’ stropicciata. I consumi, nel 2024, tornano a superare il livello del 2019 a 1,099 miliardi di euro (+0,5%) ma non è un dato positivo. Il consumismo è alle spalle, dice la ricerca coordinata da Albino Russo…
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