Bergamo. "La situazione si va facendo complessa: già alcune realtà industriali stanno pensando di spostare la produzione di alcune commesse in Cina, per bypassare il blocco del Canale di Suez. Sono ancora poche realtà, ma sicuramente dovremo capire come si svilupperà il panorama nelle prossime settimane". Luca Nieri, segretario generale della Fim Cisl bergamasca, riassume così il grado di attenzione nei confronti della crisi nell’area nel Mar Rosso, che ostacola la…
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Parlare di allarme è sicuramente eccessivo: diciamo che, in una situazione geopolitica che di anno in anno diventa sempre più complessa, qualche timore per le imprese - anche bergamasche - comincia ad affacciarsi a causa dell’ultimo scenario di crisi, quello del Mar Rosso. Al momento, nella metalmeccanica, le difficoltà sono circoscritte a poche aziende - si contano sulle dita di una mano - almeno stando a quanto riferisce il sindacato.
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La crisi nel Mar Rosso, con le navi commerciali che attraversano lo Stretto di Bab el-Mandeb, da o verso il Canale di Suez, nel mirino dei ribelli Houthi in Yemen, mette a rischio circa 2 miliardi di export da Torino e oltre 4 miliardi dal Piemonte. La nostra è la quinta regione italiana esportatrice verso Cina, India, Arabia Saudita, Giappone, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Iraq e Indonesia: i paesi maggiormente interessati per valore dell’intercambio commerciale via nave con…
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Secondo il presidente dell’Agenzia per l’internazionalizzazione “il nostro sistema imprenditoriale non può permettersi un altro contraccolpo” Le piccole e medie imprese italiane stanno cercando di mettere a fuoco ciò che potrebbe accadere loro nel corso di quest’anno a causa della Crisi del Golfo. In base a una survey di Promos Italia, agenzia per l’internazionalizzazione, su circa 200 piccole e medie imprese di tutto il Paese, il…
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Un rischio per tutto l’export italiano e in particolare quello agroalimentare: la situazione critica nell’area del Mar Rosso, e quel che sta accadendo nel canale di Suez con gli attacchi Houthi, ha e avrà conseguenze negative per le esportazioni made in Italy, il 90% delle quali avviene via nave. A lanciare l’allarme in questi giorni sono diverse aziende e associazioni di categorie, preoccupate per lo scenario che va delineandosi.
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Se la situazione nel Mar Rosso non trovasse soluzione a breve, i rischi per i consumatori sarebbero concreti e tangibili nella vita di tutti i giorni. Come avevamo già evidenziato, le navi portacontainer stanno disertando il Canale di Suez a causa del grave pericolo rappresentato dagli attacchi del gruppo armato Houthi; i successivi scontri con gli USA e i suoi alleati per il ripristino della situazione quo ante hanno reso ancora più incandescente lo scenario e la percentuale di navi…
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Le recenti vicende legate agli attacchi alle navi mercantili che transitano nel Mar Rosso da parte delle cellule combattenti di Ansari Allah, comunemente indicate come Houti, e l’impatto che inevitabilmente ne conseguirà per la logistica, i costi ed i tempi di approvvigionamento di materie prime, prodotti di consumo ed energia, ulteriormente richiama il dibattito sull’instabilità a livello internazionale e la valutazione dei rischi connessi.
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Boom di furti d'auto, ma non solo, anche carenza di pezzi di ricambio e ritardi nei tempi di consegna. Un effetto domino generato dalla crisi del canale di Suez che sta mettendo in ginocchio il settore delle auto. A lanciare l'allarme è Federcarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, che ha segnalato crescenti difficoltà per le imprese del settore e disagi per i cittadini: "Attraverso i nostri associati sul territorio stiamo registrando un aumento delle criticità per tutto il comparto delle…
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La crisi del Mar Rosso sta per travolgere l’industria dell’auto e la sua filiera. Lo choc nella disponibilità di merci provocata dagli attacchi dei ribelli Houthi alle navi portacontainer in transito nel Canale di Suez sta provocando ritardi nelle consegne e carenza di pezzi di ricambio. Il tutto ricade sugli automobilisti almeno in due modi: chi ha acquistato una vettura nuova sta subendo uno slittamento dei tempi di consegna; chi ha portato il proprio veicolo…
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Sui mercati le tensioni crescenti nel Mar Rosso aumentano il rischio di nuove pressioni al rialzo sull’inflazione, così come le continue perturbazioni nel Canale di Panama. A sottolinearlo in un recente report S&P Global Ratings ricordando come il Mar Rosso rappresenti “una rotta fondamentale per il transito di materie prime energetiche (in particolare petrolio e gas naturale liquefatto) e per le merci in generale”.
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Messina (Assarmatori): cali del 30% per i porti italiani se la crisi del Mar Rosso dovesse perdurare
Il presidente di Assarmatori Stefano Messina «Se il blocco parziale del transito delle navi mercantili attraverso il canale di Suez dovesse protrarsi c’è il rischio che l’attività nei porti italiani subisca un forte calo, anche del 30%. Ad avvantaggiarsi della rotta che passa per il Capo di Buona Speranza, circumnavigando l’Africa, nelle linee commerciali tra l’Europa e l’Estremo Oriente sarebbero infatti i porti del Nord Europa, a cominciare da…
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, h. 10:15 Comunicati stampa CRISI MAR ROSSO – In 3 mesi 8,8 mld i danni per commercio estero italiano. Alti rischi per Mpi Ammontano a 8,8 miliardi, 95 milioni al giorno, i danni per il commercio estero italiano accumulati tra novembre 2023 e gennaio 2024 a causa della crisi nel Mar Rosso. Lo rileva Confartigianato che ha calcolato l’impatto del calo di traffico di navi mercantili tra l’Oceano Indiano e il Mar Rosso sui flussi dell’interscambio…
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