Inflazione Ue in Italia al 1,9%, rallenta come previsto di Redazione ETI/Reuters L’indice dei prezzi al consumo armonizzato Ue in Italia è aumentato dello 0,1% a maggio su base mensile, mentre il tasso di inflazione annuale è sceso all’1,9%, secondo i dati preliminari pubblicati venerdì dall’Istat. Le stime, in linea con quanto previsto da un sondaggio di Reuters tra 21 analisti, indicavano una variazione mensile nulla e una crescita annua dell’1,9%.
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I milanesi ne erano certi già prima del dato ufficiale Istat: il carrello della spesa costa sempre di più, e l'aumento dei prezzi accelera. Secondo i calcoli dell'istituto di statistica, a maggio la crescita è stata del 3,1% su base annua, contro il +2,6% del mese precedente. Guardando ai dati più dettagliati su Milano, fermi ad aprile, il primo posto per aumento di prezzo va alle bevande a base di caffè e cacao, con un +17,1%.
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Inflazione in calo nel mese di maggio 2025 Inflazione in discesa rispetto al mese di aprile 2025. Raffreddamenti dei prezzi nel settore energetico sia regolamentato che non regolamentato. Pressione in aumento sui beni alimentari lavorati Autore: Lucia Giampà Secondo le stime preliminari, nel mese di maggio 2025 l'inflazione in Italia mostra segnali di rallentamento, pur rimanendo su livelli positivi.
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L’inflazione scende in Italia abbondantemente sotto il 2%. Trascinata al ribasso dai prezzi energetici, a maggio è diminuita fino all’1,7%, viaggiando in parallelo con quella spagnola arrivata all’1,9%. I due dati sembrano destinati a dare un’ulteriore spinta alla Bce per un nuovo taglio dei tassi nella prossima riunione del 5 giugno, ma un elemento di freno non indifferente arriva dalla Germania…
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Nonostante le difficoltà dovute alle tensioni internazionali, l’economia italiana si conferma su un percorso di crescita, mettendo a segno un lieve aumento del PIL – dello 0,3% – anche nel primo trimestre dell’anno: un risultato migliore delle nostre attese iniziali. Quello che continua a mancare è una maggiore spinta da parte dei consumi…
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Torna a scendere l’inflazione, anche se il dato resta alto. Stando alla stima provvisoria dell’Istat, a maggio l’indice registra una variazione nulla su base mensile, ma su base annua cala dell’1,7%, rispetto al +1,9% del mese precedente. Ma il dato che preoccupa secondo quanto fa sapere quifinanza è quello relativo al carrello della spesa: si passa da +2,6% a +3,1%. Il rallentamento dell’inflazione è legato soprattutto al calo dei prezzi…
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Nel mese di maggio 2025, l’inflazione italiana ha segnato un rallentamento, scendendo all’1,7% rispetto all’1,9% registrato ad aprile. A riferirlo è l’Istat nelle sue stime preliminari. Il dato che segnala l’inflazione in calo è stato determinato soprattutto da una frenata dei prezzi dell’energia, sia regolamentata che non, e da una riduzione della crescita dei prezzi di alcuni servizi e alimenti non lavorati.
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Nonostante le difficoltà dovute alle tensioni internazionali, l’economia italiana si conferma su un percorso di crescita, mettendo a segno un lieve aumento del PIL – dello 0,3% – anche nel primo trimestre dell’anno: un risultato migliore delle nostre attese iniziali. Quello che continua a mancare è una maggiore spinta da parte dei consumi delle famiglie, che registrano una variazione sì positiva, ma più che dimezzata rispetto all’anno precedente (+0,6% contro +1,5).
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L’inflazione in Italia rallenta, ma le famiglie continuano a sentire la pressione sul portafoglio. Secondo la stima preliminare dell’Istat, a maggio l’indice dei prezzi al consumo registra una variazione nulla su base mensile (0,0%), frenando rispetto al +0,1% atteso e al dato del mese precedente. Su base annua, l’inflazione scende dal +1,9% di aprile all’1,7%, in linea con le aspettative degli analisti.
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A maggio carrello della spesa caldo nonostante le temperature piacevoli del mese mariano. Secondo Istat, il dato preliminare di maggio indica che i prezzi al consumo del grocery (beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) si attestano, su base annua, al +3,1% dal +2,6% di aprile. L’indice generale (comprende tutti i prodotti e servizi) si assesta al +1,7%, in decelerazione rispetto al +1,9% di aprile.
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In particolare, si notano rallentamenti nei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (scesi da +3,6% a +3,0%) e nei servizi relativi ai trasporti (in calo marcato da +4,4% a +2,6%). Ma, con tutto ciò, non mancano le spinte rialziste. Un contributo importante alla dinamica generale arriva dall'accelerazione decisa dei prezzi degli alimentari lavorati. Questi passano da un +2,2% di aprile a un più robusto +3,2%.
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Nelle stime preliminari Istat, a maggio l'inflazione scende all'1,7% dall'1,9% di aprile. Lo comunica l'Istat. Il rallentamento risente del calo dei prezzi energetici, degli alimentari non lavorati e alcune tipologie di servizi. L'inflazione di fondo scende al 2% a maggio dal 2,1% di aprile. Continua però a salire il carrello della spesa: dal 2,6% di aprile al 3,1%. L'aumento è trainato dalla accelerazione degli alimentari lavorati (+3,2% da +2,2%), rileva l'Istat.
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Secondo le stime preliminari comunicate da Istat, a maggio 2025 l’Inflazione in Italia rallenta, come da attese, dall’1,9% all’1,7%. Su base mensile, invece, i prezzi rimangono al palo, sotto le attese poste a +0,1%. Questa leggera frenata dell’inflazione è dovuta soprattutto al rallentamento dei prezzi dell’energia (la cui flessione passa da -0,8% a -1,8%). Tra gli alimentari, invece, si hanno due andamenti differenti: i prezzi dei lavorati mostra una crescita in accelerazione da +2,2% a +3,2%, mentre quelli non…
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A maggio 2025, secondo le stime preliminari dell'ISTAT, l’inflazione scende all’1,7% dall’1,9% di aprile. Il rallentamento, spiega l'Istituto di Statistica, risente della marcata decelerazione dei prezzi degli Energetici regolamentati (+29,1% da +31,7% di aprile) e dell’accentuarsi della flessione di quelli dei non regolamentati (-4,3% da -3,4%); in decelerazione anche i prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,7% da +4,2%) e di alcune tipologie di servizi.
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Torna a scendere l'inflazione, seppure i dati restino alti. Stando alla stima provvisoria dell'Istat, a maggio l’indice registra una variazione nulla su base mensile, ma su base annua cala dell’1,7%, rispetto al +1,9% del mese precedente. Ma il dato che preoccupa è quello relativo al carrello della spesa: da +2,6% a +3,1%. Calo per l'energia, ma l'alimentare sale alle stelle Il rallentamento dell’inflazione è legato soprattutto al calo dei prezzi dell’energia: quelli…
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L'inflazione italiana registra un rallentamento su base annua a maggio, influenzato dalla decelerazione dei prezzi degli energetici regolamentati e dall'accentuarsi della flessione di quelli non regolamentati. Secondo i dati preliminari diffusi stamani da Istat, nel mese osservato il Nic ha evidenziato una variazione mensile nulla - le attese erano per un +0,1% - a fronte di un tendenziale all'1,7%, in linea con il consensus Reuters
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Inflazione: Istat stima variazione nulla a maggio, +1,7% su anno (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 30 mag - L'inflazione in base alle stime Istat e' rimasta ferma a maggio su base congiunturale ed e' salita dell'1,7% su anno. bab (RADIOCOR) 30-05-25 11:21:19 (0281) 3 NNNN
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I prezzi al consumo italiani armonizzati secondo gli standard dell'Unione Europea (HICP) sono aumentati dello 0,1% su base mensile a maggio, mentre il tasso d'inflazione annuo è rallentato all'1,9%, secondo i dati preliminari diffusi venerdì dall'ISTAT, l'agenzia nazionale di statistica. Un sondaggio Reuters condotto su 21 analisti aveva previsto una variazione mensile nulla e un incremento annuo dell'1,9%.
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Dopo un aprile ancora segnato da rincari diffusi, l’inflazione italiana tira il fiato. A maggio, secondo le stime preliminari dell’Istat (link ai dati completi in pdf) i prezzi al consumo non sono aumentati rispetto ad aprile e su base annua crescono dell’1,7%, in rallentamento rispetto al +1,9% del mese scorso. Se il dato generale si stabilizza, le famiglie continuano invece a fare i conti con un aumento dei prezzi nel carrello della spesa: alimentari, prodotti per la casa e per la cura della persona sono saliti del 3,1% rispetto allo…
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ROMA A maggio 2025, secondo le stime preliminari dell'Istat, l'inflazione scende all'1,7% dall'1,9% di aprile. Il rallentamento risente della marcata decelerazione dei prezzi degli energetici regolamentati (+29,1% da +31,7% di aprile) e dell'accentuarsi della flessione di quelli dei non regolamentati (-4,3% da -3,4%); in decelerazione anche i prezzi degli alimentari non lavorati (+3,7% da +4,2%) e di alcune tipologie di servizi.
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Il dato NON SOLO INFLAZIONE, IL DATO SUL PIL DOMANDA INTERNA IN CRESCITA RICEVI GRATIS LE NOTIZIE IN ANTEPRIMA RICEVI GRATIS LE NOTIZIE IN ANTEPRIMA L’inflazione del mese di maggio ha registrato un calo attestandosi all’1,7% su base annua, contro il +1,9% registrato ad aprile. Il dato arriva dalla stima provvisoria dell’Istat. Rispetto al mese precedente, l’inflazione non ha subito variazioni. Da registrare, tuttavia, l’aumento dei prezzi del carrello della spesa, passati da +2,6% a +3,1%.
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A maggio 2025, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione scende all’ 1,7% dall’1,9% di aprile. Il rallentamento risente della marcata decelerazione dei prezzi degli energetici regolamentati (+29,1% da +31,7% di aprile) e dell’accentuarsi della flessione di quelli dei non regolamentati (-4,3% da -3,4%); in decelerazione anche i prezzi degli alimentari non lavorati (+3,7% da +4,2%) e di alcune tipologie di servizi.
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Secondo le stime provvisorie dell’Istat, a maggio l’inflazione fa registrare una variazione nulla su base mensile e dell’1,7% su base annua dal +1,9% del mese precedente. I prezzi dei prodotti del carrello della spesa, invece, salgono da +2,6% a +3,1%. La decelerazione del tasso d`inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +31,7% a +29,1%) e non regolamentati (da -3,4% a -4,3%), degli Alimentari non lavorati…
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Roma, 30 mag. – Scende l’inflazione. A maggio l’indice registra una variazione nulla su base mensile e dell’1,7% su base annua dal +1,9% del mese precedente. E’ la stima provvisoria dell’Istat.I prezzi dei prodotti del carrello della spesa, invece, salgono da +2,6% a +3,1%.
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