Gli investitori iniziano a dubitare. Dopo mesi di euforia, le valutazioni stratosferiche dell’Intelligenza Artificiale (IA) cominciano a mostrare qualche crepa. Un recente sondaggio di elEconomista ci dice che l’80% dei gestori di borsa rimane fermo sulle posizioni, ma lo fa con una certa ansia. I massimi storici alimentano il timore di una correzione severa, e l’epicentro di questa ansia ha un nome preciso: IA.
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Il dibattito è aperto da diverso tempo: siamo alla vigilia dello scoppio della bolla dell’intelligenza artificiale? Secondo gli esperti ci sono alcuni segnali che puntano verso un possibile cambio di tendenza e a un aumento del rischio di correzioni sui tech. Per Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, tra i segnali emersi di recente che punterebbero ad una bolla c’è l’acquisto di opzioni put su Nvidia e Palantir da parte di Michael Burry, celebre investitore che anticipò la crisi dei subprime del 2008, scommettendo così…
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Se diamo ascolto al britannico The Economist, l’America sarebbe prossima a una nuova bolla speculativa, «peggiore di quella che scoppiò nel 2000 con le dotcom», poiché potrebbe mandare in fumo 35 mila miliardi di ricchezza. La previsione è condivisa da un altro analista inglese, Julien Garran di MacroStrategy, secondo il quale la bolla sui titoli dell’intelligenza artificiale (Ai) sarebbe 17 volte più grande di quella di 25 anni fa e quattro volte…
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