(di Greta Barbieri – ostetrica di Medici Senza Frontiere) In Sudan, dove la violenza sessuale non è episodica ma sistematica, nessun luogo è sicuro per donne, ragazze, bambine, che rappresentano il 97% dei casi di abusi sessuali assistiti nei programmi di Medici Senza Frontiere. La guerra in corso, ormai prossima al suo quarto anno, ha reso ogni momento della vita quotidiana un potenziale pericolo.
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Tra gennaio 2024 e novembre 2025 3396 persone in Darfur, Sudan, si sono rivolte alle strutture supportate da Medici senza frontiere (Msf) dopo aver subito violenza sessuale. Il 97% sono donne, ragazze, bambine. Numeri che non parlano di crisi, ma di struttura. «È una guerra combattuta sul corpo delle donne, per terrorizzarle, e con esse intere comunità spesso con una discriminante etnica», spiega Myriam Laroussi, ex coordinatrice delle attività di emergenza in Darfur, durante la conferenza…
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Città del Vaticano La violenza sessuale è diventata una componente pervasiva del conflitto in Sudan tra le Forze armate sudanesi (Saf) e le Forze di supporto rapido (Rsf), colpendo donne e ragazze non solo nelle aree di combattimento, ma anche lungo le rotte di fuga e all’interno di comunità già in lotta per la sopravvivenza. È quanto denuncia l’ong Medici senza frontiere (Msf), nel rapporto presentato oggi, 31 marzo, e intitolato C’è qualcosa che voglio dirti.
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«Il rapporto presentato oggi da Medici Senza Frontiere sulla situazione in Darfur non è solo un atto d’accusa, ma un grido di dolore che la comunità internazionale non può più ignorare. Le testimonianze raccolte ci restituiscono un quadro di ferocia belluina, dove lo stupro è usato sistematicamente come arma di guerra da alcune milizie sudanesi per annientare un intero popolo. È agghiacciante leggere che il 97% delle vittime sono donne e ragazze, ma ancora più atroce è sapere…
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L'organizzazione: almeno 3.396 sopravvissute a violenza sessuale si sono rivolte alle nostre strutture nel Darfur tra gennaio 2024 e novembre 2025 Nella guerra in Sudan, prossima ad entrare nel suo quarto anno, la violenza sessuale è utilizzata come arma di guerra e come mezzo sistematico per controllare i civili, in violazione del diritto internazionale umanitario. È la denuncia di Medici Senza Frontiere (MSF) che oggi ha presentato in una conferenza stampa internazionale il rapporto “C’è qualcosa che voglio…
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ROMA – “Msf ha contato in Darfur 732 sopravvissuti a violenze sessuali solo tra dicembre 2025 e gennaio 2026, un numero altissimo, ma sappiamo che è solo la punta dell’iceberg: il Sudan è un buco nero. Mancano i dati e manca la possibilità di raccoglierli perché abbiamo limitazioni estreme a raggiungere le comunità e fargli sapere che possono contare sui nostri servizi di cura e sostegno”. Myriam Laaroussi è ex responsabile Msf per l’emergenza in Darfur ed è tra le relatrici della…
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Protezione, assistenza e giustizia: sono le richieste delle sopravvissute a violenza sessuale assistite dalle équipe MSF. La violenza sessuale come arma di guerra Le donne e le ragazze del Darfur, in Sudan, chiedono protezione, assistenza e giustizia perché la violenza sessuale è ovunque, sia nelle zone di conflitto attivo che in aree lontane dai combattimenti. È quanto emerge dal nostro nuovo rapporto internazionale “C’è qualcosa che voglio dirti”.
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Oltre 3.000 sopravvissute hanno chiesto aiuto a Medici Senza Frontiere tra gennaio 2024 e novembre 2025 denunciando di essere state violentate e picchiate La guerra civile in Sudan, esplosa nel 2023 e arrivata nel 2026 al suo quarto anno di devastazione, ha già costretto milioni di persone a lasciare il Paese. Ma dietro alla devastazione visibile di bombardamenti, uccisioni, distruzione di case e infrastrutture, si nasconde una crisi spesso…
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Guerra in Sudan, il rapporto di MSF sulle violenze sessuali: «Noi braccate anche lontano dal fronte»
Come questa donna sudanese violentata dai miliziani, come il suo profilo velato che si confonde con le pieghe e i colori della tenda sullo sfondo, così è la guerra in Sudan, che in questo mese di aprile, per la precisione il giorno 15, compirà la bruttezza di tre anni. Passando inosservata agli occhi del mondo, la giovane la cui presenza si intuisce nella foto sopra è una delle 3.396 persone (97% donne, ragazze e bambine) che tra il gennaio 2024…
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Tra il 2024 e il 2025, almeno 3.396 sopravvissute si sono rivolte alle strutture supportate da Medici senza Frontiere nel Darfur per ricevere cure. Tuttavia, questo dato rappresenta solo una minima parte del fenomeno, poiché molte vittime non riescono neanche a raggiungere le strutture di assistenza Sono quattro anni da quando è scoppiata la guerra in Sudan che ha causato la più grande catastrofe umanitaria della storia recente.
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La violenza sessuale è diventata un tratto distintivo del conflitto in Sudan, scoppiato il 15 aprile 2023 tra le Forze Armate Sudanesi e le Forze di Supporto Rapido (Rsf), generando una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. A pochi giorni dal quarto anniversario, Medici Senza Frontiere (Msf) denuncia schemi chiari di abusi diffusi e sistematici che persistono anche al di là delle linee del f…
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Era aprile del 2025 quando Aisha e la sua famiglia hanno deciso di scappare dal campo profughi di Zamzam, nel Nord Darfur, assaltato dal gruppo paramilitare sudanese RFS (Rapid support forces). «Quel giorno hanno ucciso mio figlio, 12 anni, davanti alla porta di casa, poi hanno ucciso mio marito», racconta Aisha nella sua sofferta testimonianza a Medici senza frontiere. Lei è fuggita, ma lungo la strada è stata brutalmente picchiata e violentata più volte.
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