True Alessandro Rico Flaminia Camilletti and Svelata la farsa di Sánchez: «Dalle basi in Spagna partono navi e aerei Usa» Il mito di Schlein & C. si vanta del no a Trump. Ma secondo la stampa, 24 caccia sono decollati verso l’Iran da Morón e Rota. Il cui sindaco socialista conferma i movimenti.Le armi nucleari di Aviano sono affare Nato. L’Iran: «Atto ostile se date hub agli States».Lo speciale contiene due articoli.
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Così il premier spagnolo Sánchez è diventato il volto dell'Europa che si oppone a Trump Marco Bresolin 'No a la guerra', 'no alla guerra'. Con questa frase, che riprende lo slogan delle manifestazioni oceaniche del 2003 contro l'intervento militare in Iraq, Pedro Sánchez è diventato il simbolo dell'Europa che si ribella a Donald Trump. Il premier spagnolo era stato il primo a criticare esplicitamente l'operazione militare di Stati Uniti e Israele in Iran
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Mercoledì scorso, rivolgendosi alla nazione dal Palazzo della Moncloa, il primo ministro spagnolo Pedro Sànchez ha parlato della guerra in Iran in maniera per qualcuno ingenua, per taluni sprovveduta, per altri visionaria, per altri ancora matura e saggia. Leggendo il discorso di Pedro Sànchez non ho potuto fare a meno di andare con la memoria a un libro pubblicato in italiano una decina d'anni fa da Sellerio, ma scritto in latino oltre 520 anni fa.
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Aerei militari statunitensi dalla basi spagnole in volo verso la zona del conflitto in Iran ma con scalo. È questa la strategia messa in campo dagli Stati Uniti per aggirare il No di Pedro Sanchez all’utilizzo delle basi sul suolo spagnolo per la guerra contro Teheran. Nel corso dello scontro tra Usa e Spagna, Donald Trump oltre ad avere definito Madrid un alleato “terribile” non ha usato giri di parole: ”Potremmo usare le loro…
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La decisione di inviare la fregata "Cristobal Colon" a Cipro e un inteso via vai dalle basi americane di Rota e Morón. All'indomani del discorso di Pedro Sanchez sul "no alla guerra", che ha tanto esaltato la sinistra italiana, la posizione del premier spagnolo appare quanto mai contraddittoria rispetto
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Nel suo discorso "No alla guerra", rivolto alla nazione, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha puntato i piedi e si è esposto in prima persona contro Donald Trump, vietando agli Stati Uniti di utilizzare le basi situate sul territorio spagnolo per attaccare l'Iran. Tuttavia, secondo un articolo del quotidiano El Mundo, dall'inizio del conflitto ci sono stati decine di "movimenti" a Rota e Morón, tra arrivi e…
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Roma, 6 mar. – “Io non credo mai che le guerre dei dazi servano, però certamente è stata una scelta politica quella di (Pedro) Sanchez, che non mi pare che abbia granchè a cuore le relazioni transatlantiche. Si possono dire le cose anche in maniera diversa”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, parlando al programma Start su Sky Tg24 della possibilità di esprimere solidarietà al premier spagnolo per gli attacchi ricevuti da Donald Trump
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Venerdì 6 marzo 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// “C’è un tema di postura politica che segna in maniera indelebile la posizione di Giorgia Meloni e del suo governo rispetto l’attacco di Trump e Netanyahu all’Iran. Il Movimento 5 Stelle non mette in discussione l’alleanza con gli Stati Uniti. Ma mette in discussione il modo in cui si sta dentro a quell’alleanza.
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L’energia conta. E tanto. Basti vedere le quotazioni schizzate verso l’alto di petrolio e gas dopo gli attacchi americani e israeliani all’Iran. Petrolio e gas sono tra le fonti principali proprio per produrre energia. E sebbene dallo Stretto di Hormuz che l’Iran tiene sotto ricatto e controllo passi solo il 20% del gas mondiale l’andamento dei prezzi dimostra quanto i mercati siano sensibili. Disporre delle fonti utili a produrre energia è quello che garantisce a Paesi e aree economiche gran parte della propria indipendenza da quando…
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Il conflitto in Medio Oriente si allarga e dalla strategia del caos iraniana dobbiamo «aspettarci di tutto». Per questo non è il momento della propaganda, ma del realismo e della prudenza Non ci sono stonature nelle parole e negli atti prudenti e realisti con cui il governo italiano sta affrontando la crisi iraniana causata dall’avventato attacco israelo-statunitense. Ieri la presidente Meloni in radio e i ministri Crosetto e Tajani in parlamento hanno fortemente sottolineato un unico messaggio: l’Italia non è in guerra e si…
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Il comitato Empoli per la Pace ha inviato una lettera ufficiale all' Ambasciata del Regno di Spagna in Italia , chiedendo la trasmissione del testo al Presidente del Governo spagnolo, per esprimere...
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Pedro Sanchez l’ha fatto di nuovo. Pochi giorni dopo le aggressioni militari degli Stati Uniti e di Israele all’Iran ha deciso di schierarsi apertamente contro Donald Trump e l’intero asse atlantista. In un discorso pronunciato nella mattinata di ieri, 4 marzo, il premier socialista ha rimarcato un messaggio chiaro, già annunciato nelle sue ultime apparizioni pubbliche: «la posizione del governo di Spagna si riassume in quattro parole, no alla guerra».
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Il comitato Empoli per la Pace ha inviato una lettera ufficiale all’Ambasciata del Regno di Spagna in Italia, chiedendo la trasmissione del testo al Presidente del Governo spagnolo, per esprimere “ringraziamento e solidarietà per la posizione della Spagna a difesa della pace”. Nella comunicazione, il comitato sottolinea di aver voluto manifestare al governo spagnolo “la solidarietà e la gratitudine che gli stanno facendo mancare il nostro governo e l’Europa”, ribadendo che “la pace è…
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La guerra di Netanyhau e Trump contro l’Iran è iniziata con grande clamore, diciamo dei due “amiconi” piuttosto che delle loro nazioni perché la loro iniziativa si è rivelata del tutto “unilaterale”, non ha infatti comportato nessuna consultazione dei parlamenti statunitense ed israeliano, e tanto meno una valutazione di come potesse essere popolare questa guerra in Israele e negli States. Siamo di fronte a due “Capitan Matamoros” che non sentono ragioni per agire come vogliono, e dove vogliono, senza che alcun organismo…
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Prima lo scontro, poi il chiarimento di posizioni. Poi il giallo pieno sul destino delle basi americane in Spagna a fronte della necessità di Washington di usarle per attaccare l'Iran. In prima battuta c'era stato un semplice "no alla guerra", pronunciato ieri dal premier spagnolo dal Palazzo della Moncloa; senza possibilità di domande da parte dei giornalisti, il leader socialista aveva rivendicato il mancato via libera all'utilizzo delle postazioni…
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Spagna, Díaz attacca Trump: «Le sue politiche violano il diritto internazionale» La vicepremier difende Sánchez: l’Europa deve restare un progetto di pace La posizione del governo spagnolo. La vicepresidente del governo spagnolo Yolanda Díaz, ministra del Lavoro e leader del movimento di sinistra Sumar, rivendica la linea politica dell’esecutivo guidato da Pedro Sánchez nel contesto delle tensioni internazionali.
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In un’Europa che rivendica la propria autonomia strategica, ma che finisce quasi sempre per inchinarsi al più potente alleato americano, indipendentemente da quale presidente si trovi alla Casa Bianca, una voce si leva sempre più distinta dal coro quasi unanime degli Stati membri. Lo ha fatto anche mercoledì, quando per bocca del capo del governo, Pedro Sánchez, ha risposto alle minacce del presidente Usa, Donald Trump, di interrompere ogni rapporto commerciale dopo il…
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Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha risposto direttamente, in modo duro e netto, al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che aveva minacciato la Spagna di tagliare tutti gli accordi commerciali tra i due paesi. Trump ormai parla solo minacciando chiunque osi pensarla diversamente da lui. Ma da Pedro Sánchez arriva una risposta da leader coraggioso e determinato, all’altezza del momento drammatico…
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Chi non vorrebbe vivere un’ora da Sánchez per poter sbattere in faccia all’omaccione di Stato quello che tutti pensano di lui. Che sta giocando alla roulette russa con le nostre vite. Che si può essere amici degli americani senza diventarne servi. E che la violenza fuorilegge resta un crimine, anche se usata contro i tiranni iraniani. Sì, un’ora da hombre vertical. Un’ora e un quarto, magari, così da avere il tempo di dire a Trump quel che si merita senza preoccuparsi delle conseguenze, e rivendicandolo addirittura: «Noi non saremo tuoi complici solo per paura delle…
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Home > Podcast > 05/03 – Sanchez tiene testa a Trump e conferma il “no” alla guerra – Chi è Mojtaba Khamenei – Lucrezia Stefanini minacciata di morte Sanchez tiene testa a Trump dopo le minacce di tagliare i rapporti commerciali e conferma il no alla guerra: “Non saremo complici per paura di ritorsioni”. Da Macron, Costa e von der Leyen solidarietà alla Spagna. Gelo con Berlino dopo il…
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«La nostra posizione si riassume in poche parole: no alla guerra». E «no a ripetere gli errori del passato». Con un messaggio video dalla residenza della Moncloa, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha risposto a tono a Donald Trump, dopo che il presidente degli Stati Uniti aveva minacciato «di interrompere qualsiasi relazione commerciale» con il Paese iberico, bollando Madrid come alleato «terribile» per via dell’opposizione all’aumento delle spese Nato per la difesa.
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Unica voce in Europa contro la campagna americana, quella del premier spagnolo Perlo Sánchez. Nega le basi militari alle forze statunitensi, dice no alla guerra, non saremmo complici per paura di rappresaglie. Trump minaccia di tagliare tutto il commercio con la Spagna, Sánchez riceve il sostegno di Von der Leyen, Costa, Macron e altri alleati europei. Il cancelliere tedesco Merz, dopo l'incontro con Trump alla Casa Bianca, dice di sostenere l'operazione militare contro il regime terroristico…
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«La posizione della Spagna si riassume in tre parole: no alla guerra». Nel suo messaggio di ieri mattina, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha deciso di cavalcare esplicitamente lo slogan che il socialista José Luís Rodríguez Zapatero aveva usato per vincere le elezioni del 2003, contro l’impopolare decisione di José María Aznar (del Pp) di infilare la Spagna nell’altra grande guerra in Medio Oriente, quella contro l’Iraq.
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Lo scudo europeo contro la sparata di Trump sulla Spagna si alza il giorno dopo: da Bruxelles a Parigi, passando per Dublino, si misura la risposta dell’Europa alla minaccia del presidente Usa di mettere sotto embargo Madrid per non avergli concesso l’uso delle basi in Andalusia. Germania e Italia le illustri assenti. «Siamo pienamente solidali con tutti gli stati membri e, attraverso la politica commerciale comune, pronti ad agire» è la risposta affidata a uno dei portavoce della Commissione europea che fa…
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La netta presa di posizione del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez contro la guerra in Iran, che ha fatto irritare Donald Trump e mette in risalto le divisioni all’interno dell’Unione europea. Quali sono le basi militari italiane (e come sono regolamentate) il cui uso gli Stati Uniti potrebbero chiedere al nostro governo. Il ruolo che i curdi iraniani potrebbero svolgere all’interno della crisi scatenata nel Paese dai bombardamenti di Usa e Israele
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Luca Pirondini, lei oggi è Capogruppo al Senato per il M5S e, proprio a Palazzo Madama (Commissione Esteri), passava qualche settimana fa la mozione bipartisan sull’Iran con l’astensione della sua forza politica. L’intento era quello di scongiurare un intervento armato unilaterale a discapito dell’autodeterminazione del popolo iraniano. Alla luce di quanto sta accadendo in queste ore in Iran, come legge oggi quel passaggio politico?…
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«L’Europa sta giocando con il suo futuro. È nata come un progetto di pace e benessere sociale. Il bivio che si trova ad affrontare sta diventando un faro di diritto internazionale e di speranza». Yolanda Díaz, vicepresidente del governo spagnolo, ministra del Lavoro e leader del movimento di sinistra Sumar, difende Pedro Sánchez e «dà la sveglia» agli alleati europei. Nessun timore delle…
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