Per la procura di Palermo è il principale responsabile della scomparsa del guanto ritrovato nell’auto utilizzata dal killer di Piersanti Mattarella, il 6 gennaio 1980. L’ex prefetto Filippo Piritore ha però respinto tutte le contestazioni che gli sono state mosse nei giorni scorsi, nel corso di un interrogatorio fatto davanti al gip Antonella Consiglio, dopo la richiesta di arresti domiciliari av…
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Approfondimenti:
Sulle aperture dei giornali, la svolta sull'omicidio di Piersanti Mattarella: Filippo Piritore, ex dirigente della Squadra mobile di Palermo, è ai domiciliari con l'accusa di depistaggio. Vertice della coalizione dei Volenterosi a Londra, con Zelensky che accusa Putin di puntare a "un disastro umanitario quest'inverno in Ucraina". L'inviato russo Dmitriev vola a Washington per trattare sulle sanzioni americane alla Russia
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E dopo il colpo di scena nelle indagini sulla morte di Piersanti Mattarella, oggi il commento di Mario Ajello riguarda le manifestazioni pro-Palestina, in America sono comparse spie molto particolari e molto sexy di cui ci parla Angelo Paura, la campagna contro i dazi americani del Canada fa infuriare Trump a spiegarci la strana guerra è Anna Guaita, per la storia di sport con Massimo Boccucci parliamo di stadi e di come…
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Manine, depistaggi, sbirri infedeli a braccetto con pm ideologizzati, ossessionati da trame indicibili. Sono 50 anni e più che la mafia è sempre più forte nonostante leggi speciali e straordinarie, ci sono magistrati che hanno collezionato più poltrone che condanne. L'elenco di chi oggi è nella polvere dopo anni sull'altare grazie a scenari suggestivi, buoni per libri o show tv ma non in aula, da ieri si allunga.
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«È scritto nelle carte processuali, c’è stato un depistaggio». Era il 7 gennaio del 2016 e l’allora presidente del Senato, Piero Grasso, il magistrato che indagò sul delitto di Piersanti Mattarella, scolpiva non uno scenario, una trama o un’ipotesi investigativa. Ma una certezza che tracciava un percorso preciso. Un crocevia investigativo dal quale si potevano diramare le indagini per smascherare quello che oggi, a distanza di quasi 12 anni, sta affiorando da una storia che…
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Con una cadenza lenta ma costante, lunga quasi mezzo secolo, l’inchiesta infinita sull’assassinio di Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980) ci restituisce frammenti che concorrono a comporre un quadro a dir poco sconcertante di un “mondo istituzionale” che si è mosso pesantemente per nascondere l’inconfessabile movente di quell’omicidio, certamente commesso dalla mafia ma non nel suo esclusivo int…
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L’omicidio di Piersanti Mattarella non è dunque solo un delitto politico rimasto impunito da 45 anni. Ora assume il profilo di un depistaggio per mano di uomini dello Stato. Organici a un sistema che si muoveva nell’ombra, mimetizzandosi dentro le istituzioni, pronto a sacrificare, per la protezione dei propri interessi e dei propri uomini, verità e giustizia. E capace, dunque, come nel caso di P…
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«Ma dai falla finita, sei ridicolo. Sei proprio ridicolo. Ma che c..devono fare dopo quarant’anni». Così la moglie del prefetto Filippo Piritore rassicurava il marito preoccupato, nel settembre 2024, cinque giorni dopo la convocazione in procura. Lui rispondeva: «E invece qualcosa fanno». E infatti ieri il prefetto in pensione Piritore è finito ai domiciliari su richiesta della procura di Palermo. A distanza di…
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LA PISTA NERA La prima ipotesi investigativa battuta per far luce sull’omicidio di Piersanti Mattarella – presidente della Regione Sicilia ammazzato il 6 gennaio 1980 e fratello dell’attuale capo dello Stato – c’è quella del terrorismo nero. Una telefonata rivendica il delitto a nome di un sedicente gruppo neofascista. Per l’eversione di destra è un periodo di attività intense, ma la traccia non porta a nulla.
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Qualche cosa fanno», ripeteva con tono preoccupato l’ex prefetto Filippo Piritore qualche giorno dopo essere stato citato come testimone dalla procura di Palermo sul guanto del killer che non si trova. Era il 22 settembre dell’anno scorso. «Tutto quello che mangio mi fa acidità per ora — diceva ancora e non sospettava di essere intercettato dalla Dia — è lo stress... tu non sai quello che...». La…
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Quel guanto di pelle marrone abbandonato dal killer sotto il sedile della Fiat 127 avrebbe potuto svelare il nome di chi ha premuto il grilletto il 6 gennaio del 1980 in via Libertà a Palermo uccidendo il presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, il fratello dell’attuale Capo dello Stato. Invece quel reperto pieno di tracce del Dna dell’assassino è sparito. Uno dei tanti misteri di…
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In quei giorni, fecero di tutto per fermarci e per impedirci di arrivare alla verità», dice Piero Grasso. Era il sostituto procuratore di turno quel giorno dell’Epifania del 1980. «Non fui neanche avvertito dalla polizia — racconta — seppi dell’omicidio di Piersanti Mattarella dal telegiornale delle 13. Chiamai subito il medico legale, il dottore Verde, che passò a prendermi con la sua auto». Cos…
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Filippo Piritore era agente poi divenuto Questore. È accusato di depistaggio, avrebbe fatto sparire la traccia lasciata dai killer del presidente della Sicilia Quando il ministro dell’interno Virginio Rognoni prende la parola davanti al Senato martedì 8 gennaio 1980, due giorni dopo l’uccisione di Piersanti Mattarella tutti sperano che abbia una pista da seguire. Il presidente della Regione Siciliana è stato ucciso la mattina di domenica mentre usciva con la sua Fiat 132 dalla casa in via Libertà …
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L’Ombra lunga della storia torna ad allungarsi su uno dei delitti più dolorosi della nostra Repubblica: l'assassinio di Piersanti Mattarella, Presidente riformatore della Regione Siciliana, ucciso a Palermo il 6 gennaio 1980. Non fu solo un agguato mafioso, ma un colpo al cuore dello Stato, compiuto da Cosa nostra per fermare l'uomo politico che aveva osato spezzare il legame storico tra politica e affari, opponendosi a figure come Vito Ciancimino e all'intero sistema degli appalti.
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Per anni si è detto che nella storia della Sicilia vi fosse un prima ed un dopo, racchiuso in una data: 6 gennaio 1980. La data dell’uccisione di uno dei politici migliori e perbene della mia Terra, Piersanti Mattarella. È uno sbaglio. Quella data ha dentro una storia – che ho tentato di raccontare in libri e scritti – che non inizia e non finisce in Sicilia. E quella storia è anticipata da un piano eversivo molto lucido, chiaro, architettato ad altissimo livello e passa, come detto, dalla successiva strage di Bologna, da imputati assolti, da…
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