Così il viceministro della Giustizia Paolo Sisto spiegando le ragioni del sì al referendum nel corso di 'LetExpo 2026, la fiera dei trasporti e della logistica, in corso a Verona ''Votare si è quasi un dovere civico: in sintesi chi vota sì vota per il progresso della giustizia, chi vota in senso diverso fa una battaglia di retroguardia''. Così il viceministro della Giustizia Paolo Sisto spiegando le ragioni del sì al referendum nel corso di 'LetExpo 2026, la fiera dei trasporti e della logistica…
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Se vince il Sì al referendum, si sottrae al Csm la giurisdizione disciplinare per i magistrati ordinari. Non c'entrano le correnti, serve solo a dare un forte segnale al potere giudiziario Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Come è noto, la proposta di riforma costituzionale sottoposta a referendum prevede l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare…
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Tra poco in Italia si vota, in un referendum su una riforma della giustizia che sta animando da settimane il dibattito pubblico. Di cosa si tratta e perché è importante? Da quanto tempo se ne discute? Ne parliamo con Francesca Torrani, corrispondente radio RSI da Roma
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NAPOLI – “Il vero fulcro della riforma è il sorteggio, è questo il vero tema e il vero problema che il comitato del no non può dire, ma che in realtà è la sostanza della loro opposizione: perché con il sorteggio si riesce finalmente a separare l’Anm e le sue correnti dal Csm e si libera il Csm da compromissioni e pressioni da parte dei gruppi correntizi“. Lo spiega alla Dire…
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Quando si interviene sugli equilibri tra poteri dello Stato occorre farlo con estrema cautela e con strumenti normativi adeguati. Il referendum non lo è affatto Quando nel dibattito pubblico si parla di referendum sulla giustizia la discussione è spesso dominata da una narrazione emotiva: si invoca il riequilibrio dei poteri, si evoca la difesa dei cittadini contro gli abusi, si promette una giustizia più giusta, più rapida e più controllabile…
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La riforma della giustizia in votazione nel referendum del 22 e 23 marzo 2026 (nota come "Riforma Nordio") introduce modifiche profonde all'assetto istituzionale della magistratura italiana. Il centro della trasformazione consiste nella creazione di un nuovo organismo denominato Alta Corte Disciplinare. Dall'esame puntuale delle disposizioni modificate e potenzialmente modificabili risulta un complicato rapporto tra l'art.
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Alberto Ancarani, avvocato e consigliere comunale di FI, è apertamente schierato a favore del Sì. Ancarani, perché gli elettori dovrebbero votare Sì? "Perché è ora che venga completato quel percorso di vera indipendenza del giudice che venne sancito nel 1999 dalla modifica della Costituzione che istituì il cosiddetto ‘Giusto processo’". Non c’è invece il pericolo che proprio l’indipendenza venga intaccata con il pretesto di dover intervenire sul problema del cosiddetto correntismo? "Contesto…
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Stando alla lettera delle norme l’Alta Corte non potrà sospendere né rimuovere i magistrati dall’ordine giudiziario, e nemmeno infliggere la sanzione accessoria del trasferimento di sede o di funzioni “Una novità importantissima”, anzi “una svolta” che renderà “la giustizia più efficiente” e “i magistrati più responsabili”. Nei giorni decisivi della campagna, il governo e il fronte del Sì al referendum spingono soprattutto su un contenuto della…
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Non sono comparabili, capisco. Quando il Capo dello Stato viene messo in stato d'accusa, devi sapere, i membri della Corte Costituzionale incaricati di giudicarlo vengono integrati da cittadini scelti col sorteggio. Hai presente il Tribunale dei ministri? È l'organo che indaga sui reati ministeriali e che rimette al Parlamento le richieste di autorizzazione a procedere, e che decide chi debba condurre indagini su responsabilità politiche: roba delicata, sei d'accordo? Ecco: è composto da magistrati estratti a sorte.
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Ne abbiamo già scritto più di una volta, qui su La Voce del Patriota, ma conviene sempre tornare su quello che è il vero spartiacque che divide le ragioni del SI’ alla riforma della Giustizia da quelle del NO. Chi avversa la riforma del Governo Meloni, PD e M5S in testa, insieme ad una parte della magistratura, agita da mesi, all’insegna di un terrorismo mediatico che cerca di spaventare più che portare al ragionamento, lo spauracchio ideologico del disegno della destra di porre sotto il proprio controllo i…
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“Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati”. E invece no. Il dibattito sul referendum del 22 e 23 marzo per settimane sembrava limitato ai magistrati e agli esponenti politici, con la partecipazione delle Camere penali, da sempre favorevoli alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e, soprattutto, degli avvocati penalisti. Sino a quando altri avvocati hanno sentito la necessità di irrompere nel dibattito pubblico e di manifestare il proprio dissenso dalla generica…
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Se la riforma della giustizia fosse davvero l’attentato alla democrazia che alcuni descrivono, la Magistratura italiana dovrebbe essere compatta come una falange macedone. Silenzio assoluto, linea unica, coro unanime per il No. Invece non è proprio così. Succede che le toghe abbiano idee diverse, e che si scontrino. E pure parecchio. Per fare un solo esempio, il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri non ha dubbi: separare le carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri sarebbe un errore e rischierebbe di…
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Otto e Mezzo, il confronto sul referendum sulla giustizia si accende tra Paolo Mieli e l’ex ministro Alfonso Bonafede. Nel corso della discussione, Mieli prova a replicare citando dati e casi concreti, ma viene più volte interrotto. A quel punto protesta: “Scusi, ma questo è un dibattito? Io non l’ho interrotta”. La conduttrice Lilli Gruber interviene per chiudere il blocco: “Siamo a 31 minuti, andiamo avanti”.
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A confronto le ragioni del "sì" e del "no" dell'avvocato Lapenna e della giudice Iura sulla riforma della giustizia, la separazione delle carriere e i nuovi Csm. Il dibattito organizzato dall'associazione "Il Centro storico"
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Mieli ha ricordato a Alfonso Bonafede il caso Palamara: “Forse lei poteva fare un intervento più deciso perché qualcosa cambiasse”. Bonafede ha risposto con decisione: “Abbiamo lavorato su una riforma che cambiava i meccanismi interni al CSM. Per la prima volta abbiamo scritto una norma sul blocco delle porte girevoli: il magistrato che entra in politica non può tornare alla magistratura. Abbiamo cercato di mettere in piedi un assetto…
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Durante la trasmissione Otto e mezzo, l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha criticato duramente uno dei punti della riforma al centro del referendum sulla giustizia: il sistema di sorteggio previsto per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. Secondo Bonafede, il meccanismo introdotto dalla riforma sarebbe profondamente squilibrato. Con la separazione tra giudici e pubblici ministeri, infatti, verrebbero creati due CSM…
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Durante la trasmissione Otto e mezzo, Paolo Mieli ha difeso il sorteggio previsto dalla riforma del CSM, uno dei punti chiave del referendum sulla giustizia. Secondo Mieli, i magistrati saranno eletti come oggi, ma il sorteggio servirà a limitare l’influenza delle correnti interne. “Il sorteggio sarà ponderato o temperato in base all’esperienza dei candidati”, ha spiegato, precisando che i decreti attuativi permetteranno anche la…
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Weston Mckennie ha firmato il suo rinnovo con la Juventus fino al 2030, confermandosi così come uno dei pilastri di questa squadra. Ma la sua avventura bianconera non è stata sempre rose e fiori e ha visto anche momenti complicati. Lo conferma lo stesso calciatore, che racconta in un’intervista la sua perseveranza nel riuscire a conquistarsi un ruolo sempre più importante in bianconero. Mckennie e i momenti non facili alla Juve: “La Juve voleva vendermi” Intervenuto al podcast “The…
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Nella seconda puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza porta in scena la coppia Gratteri-Nordio, con il magistrato che racconta la sua vita impegnativa, mentre discute con il ministro le difficoltà del sistema politico-giudiziario e del referendum sulla giustizia.
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Nella seconda puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza veste i panni di Giorgia Meloni che, tra stupendi da alzare, asili da aprire e assunzioni da gestire, commenta le difficoltà politiche legate ai giudici e l'episodio di un suo video ufficiale oscurato dalla capo di gabinetto Giusi Bartolozzi.
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Nella seconda puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza commenta il dibattito politico sulla magistratura: dalle dichiarazioni sul decreto Caivano di Matteo Salvini e le critiche di Giorgia Meloni contro i giudici sul caso dei bambini nel bosco, fino alle recenti polemiche nate dalle parole della capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi.
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