Il passaggio dello Spid PosteID a un modello a pagamento rappresenta un cambiamento significativo nel sistema di identità digitale italiano. Finora, milioni di cittadini hanno scelto PosteID per gestire l’accesso a servizi pubblici e privati senza costi diretti. Con l’annuncio di un canone annuale di 6 euro (esenti alcune categorie come over 75, minorenni, residenti all’estero e professionisti), si apre la questione della convenienza nel mantenere questo servizio.
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BorsaInside.com Rialzo dello 0,4 per cento a 22,1 euro per le azioni Poste Italiane in una seduta di borsa che è caratterizzata soprattutto da vendite (-0,2 per cento il dato del Ftse Mib a metà mattinata). Grazie alla progressione la quotata gialla porta il verde accumulato nell’ultimo mese al 7 per cento e quello su base annua al 59 per cento. Il dato che più di tutti stupisce, però, è quello da inizio 2026.
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“`html Introduzione Negli ultimi anni, con l’aumento della digitalizzazione e dell’uso dell’identità digitale, lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è diventato un elemento fondamentale per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione e ad altri servizi online. Con l’annuncio da parte di Poste Italiane che il suo SPID è diventato a pagamento, molti cittadini si sono trovati disorientati riguardo alla gestione di questo servizio essenziale.
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SPID POSTE | l 1° gennaio 2026 a segnato la fine di un’era per il digitale in Italia: lo SPID di Poste Italiane (PosteID) non è più gratuito per tutti. Poste Italiane, che gestisce oltre 24 milioni di identità digitali, ha introdotto un canone annuale per la gestione del servizio, allineandosi ad altri provider privati. Tuttavia, non tutti dovranno pagare immediatamente e, soprattutto, esiste una soluzione tecnologica gratuita e definitiva: la CIE (Carta d’Identità Elettronica).
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