È tempo che si smetta di parlare di intelligenza artificiale. È tempo che si inizi a farla e si agevoli chi ha già iniziato. Troppi comitati si occupano di pericoli, rischi, etica e pochi delle cose che si fanno. In Italia, il lamento sul fatto che l’Europa regoli prima ancora che le cose avvengano è figlio di un approccio avverso al rischio, che caratterizza anche il nostro Paese. Di fronte a rischi concreti di cyberattacchi, è…
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Approfondimenti:
Senza lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, l’Europa rischia di finire nel Medioevo tecnologico. Stretta tra lo sviluppo avanzato di Cina e Stati Uniti, senza una strada propria, il vecchio continente potrebbe diventare una colonia di Paesi che detengono la tecnologia. Lo sostengono diversi scienziati europei, come il premio Nobel Giorgio Parisi che insieme a eminenti colleghi italiani e stranieri ha firmato un documento in cui chiede la…
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Diciamolo. Il 2026 sarà l’anno del primo vero stress test per l’intelligenza artificiale. E si inizierà anche a vedere quale sarà la vera forza dell’IA economy, quanto sarà pervasiva per le aziende e per la stessa vita dei cittadini e dei lavoratori. Insomma, nell’anno che verrà l’intelligenza artificiale smetterà di essere solo uno slogan da conferenza e da lettera agli azionisti. Capiremo se il “nuovo petrolio” è davvero tale.
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Il grande test è alle porte. Il 2026 sarà l’anno delle scommesse superate e di quelle perse sugli utili, ma anche quello dei vinti e dei vincitori della Prima era dell’Intelligenza artificiale. È l’ora per raccogliere i frutti ma anche per fare un bagno di realismo dopo un anno di Trump-tsunami e di decollo dell’IA Economy a tutto campo con il risiko geopolitico sullo sfondo e lo scontro Usa-Cina al centro.
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Il livello e tipo di governance che l’Unione europea (Ue) impone sulle tecnologie digitali, vedi AI Act, e il costante ritardo sull’innovazione del nostro continente sono due dei temi che hanno caratterizzato il dibattito sull’intelligenza artificiale (AI) durante l’anno. Questi due temi non sono separati, qualcuno imputa proprio alla governance europea il ritardo sull’innovazione: per competere con Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale, l’Ue…
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Immaginate l’inizio del Novecento: acciaio, meccanica, termodinamica, vapore ed elettricità. Henry Ford, già magnate dell’automobile, viaggia in Occidente per disincentivare gli investimenti nella stessa industria: «Le auto sono pericolose! Causeranno incidenti!», tuona. Non è accaduto, allora, ma oggi stiamo vivendo qualcosa di molto simile. Elon Musk già nel 2023 — prima che la sua influenza collassasse in Europa — aveva ritenuto di fare un lungo viaggio in diversi Paesi, tra cui l’Italia, per diffondere generosamente…
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Dire che dentro ogni crisi c'è un'opportunità forse è soltanto un mantra un po' consolatorio. Però Marietje Schaake, ex eurodeputata per il partito olandese Democraten 66, membro dell'Institute for Human-Centered Artificial Intelligence alla Stanford University e autrice del libro The Tech Coup: How to Save Democracy From Silicon Valley, è convinta che nell'eventuale, ma sempre più pronosticato, scoppio della bolla dell'AI, ci sarebbe una chance da cogliere per l'Europa.
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