C’è un momento, quando il mare è in burrasca, in cui si smette di cercare il porto e si concentra ogni energia nel non affondare. L’Europa si trova esattamente qui, immersa in una tempesta perfetta in cui i venti soffiano da direzioni inattese, rendendo impossibile individuare una rotta chiara. Le prime raffiche arrivano da Ovest. Ormai abbiamo imparato a riconoscerle, anche se pochi ne accettano…
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Un debito pubblico in crescita costante, mercati azionari gonfiati e un’enorme espansione della finanza non bancaria e dei derivati: la stabilità dipende sempre più dagli interventi della Federal Reserve DONA ORA Gli aspetti geopolitici e le relative proiezioni militari, contenuti nel documento “National Security Strategy 2025”, hanno ricevuto la giusta, ampia e preoccupata attenzione. Ma c’è una parte che, sebbene nel paper non sembri centrale, merita una lettura approfondita.
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La strategia di Sicurezza Nazionale statunitense della seconda amministrazione Trump ha creato molto scalpore. Alcuni hanno provato a ridimensionare il contenuto, ma la maggior parte dei commentatori, che fossero analisti, giornalisti o politici, non hanno potuto fare a meno di constatare ciò di cui i primi accenni erano già arrivati con la fuga dall’Afghanistan: l’unipolarismo a guida stelle-e-strisce è finito.
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Spesso la via più semplice è distogliere lo sguardo da noi stessi. Ridurre la fatica della storia a una semplice faccenda personale e credere che quando Donald Trump non ci sarà più, tutto tornerà come prima. E in effetti chi meglio di lui sembra essere l’alibi perfetto per permettere all’Europa di fare la vittima. Beninteso, non ho alcuna volontà di minimizzare il ciclone Trump, la sua tracotanza e la sua discontinuità rispetto a ciò che lo precedeva.
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DONA ORA La Strategia per la sicurezza nazionale (NSS) degli Usa, lunga 33 pagine, ha suscitato scalpore in Europa quando è stata presentata la scorsa settimana, condannando gli alleati europei di Washington come "deboli" e offrendo sostegno ai partiti politici di estrema destra.Forse, come dice in modo particolare il cancelliere tedesco Friedrich Merz, i "decenni della 'Pax Americana' sono in larga parte finiti per noi europei, e la garanzia di sicurezza fornita dagli Usa all'Europa dopo la…
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Prima il leak di una versione “ufficiosa” della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale statunitense, con l'amministrazione Trump che vorrebbe rafforzare le relazioni bilaterali con alcuni Paesi europei - tra cui Italia, Austria, Ungheria e Polonia – per allontanarli dall'Ue o indebolire l'integrazione del continente. Poi – non sono servite a molto le smentite…
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"La svolta di Trump verso (e contro) l’Europa ha assunto ormai un carattere 'ideologico'. Non passa giorno in cui il presidente degli Stati Uniti non colga un pretesto per bacchettare e irridere i suoi alleati di una volta. La crisi ucraina ne è la manifestazione più evidente. Ma non l’unica. E’ come se a questo punto l’Atlantico fosse diventato tutto a un tratto più largo. Mettendo i paesi dell’Unione, e ovviamente anche l’Italia, dinanzi a un bivio.
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Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti 2025: analisi delle implicazioni strategiche, geopolitiche ed economiche Estratto dalla versione digitale del libro “Minacce Ibride”- Paesi Edizioni Esattamente un anno dopo la storica rielezione di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti, la Casa Bianca ha reso pubblica la nuova Strategia per la Sicurezza Nazionale, un documento di 33…
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Trump ha lanciato una sfida letale all'Europa: indebolirla economicamente e umiliarla politicamente. Così si smascherano tutte le ipocrisie su cui si è retta l'alleanza atlantista post-1989 Il nuovo documento di Strategia di Sicurezza Nazionale di Donald Trump non è una semplice critica all’Europa. È la prova tangibile di una verità geopolitica fondamentale: quando si è vassalli di una superpotenza, in questo esempio gli Usa, quando cambia il vento a Washington deve cambiare tutto anche da noi.
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La discussa National Security Strategy dell’amministrazione Trump ha segnato un passaggio politico che va oltre la consueta dialettica transatlantica. Il documento fissa una frattura visibile da tempo con il continente vecchio e sull’orlo del collasso di civiltà, ma questa volta ha fatto scalpore perché viene incorporata nella strategia per la sicurezza americana e non è mascherata da formule diplomatiche.
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La brutalità della National Security Strategy richiama le responsabilità di un’elite politica e tecnocratica europea che non ha capito dove andava il mondo Per gentile concessione dell’autore ripubblichiamo un articolo di Antonio Gozzi apparso su Piazza Levante. Venerdì scorso è stata pubblicata la National Security Strategy, il documento dell’Amministrazione Trump che delinea la strategia di medio-lungo termine degli USA
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«L’Europa è rovinata… il centro è l’America». Non è Trump. È Trotskj, nel 1921, al terzo congresso del Comintern. La fine dell’Europa è stata prevista più di una volta e ogni volta la notizia, per dirla con Mark Twain, è apparsa fortemente esagerata. Il recente rapporto dell’amministrazione Trump sulla strategia per la sicurezza nazionale si colloca sulla stessa lunghezza d’onda, ma con qualche aggravante: accuse alla regolazione, ispirate dai titolari delle grandi piattaforme digitali, Musk in testa, che, dopo una multa di 120 milioni di euro…
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