Dopo gli attacchi americani ai siti nucleari iraniani, sale la tensione nel Golfo: l’Onu lancia l’allarme su un’escalation pericolosa e incontrollabile. Nessuna contaminazione nei siti nucleari, ma lo scontro tra Iran e Stati Uniti potrebbe aggravarsi drammaticamente. Le autorità iraniane hanno riferito che, dopo gli attacchi condotti dagli Stati Uniti contro tre impianti nucleari, non sono stati rilevati segni di contaminazione radioattiva.
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Non bastavano i dazi. Ora c’è anche un’altra guerra, quella iniziata da Israele contro l’Iran, a pesare sul futuro delle economie europee e di quella italiana. Perché anche se il conflitto è relativamente lontano da un punto di vista geografico, le sue conseguenze sono invece dirette, anche per noi. E, in particolare, sono i rincari energetici a peggiorare le attese e a mettere a rischio il timido tentativo di ripresa della produzione industriale dopo due anni di declino inarrestabile.
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L'ennesima guerra, quella tra Israele e Iran, peggiora le attese per l'economia italiana, principalmente a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia. E' la fotografia scattata dal Centro studi di Confindustria nella congiuntura flash di giugno. Gli investimenti hanno sorpreso in positivo nel 1° trimestre (+1,6%), con tutte le componenti in aumento ma per il secondo gli indicatori sono deboli: a maggio, infatti, aumenta poco la fiducia delle imprese, su…
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Sono parole del ministro della Difesa israeliano Israel Katz e spiegano il senso compiuto dell’operazione di attacco all’Iran intrapresa dal governo Netanyahu. Chi andava cercando spiegazioni alle parole del cancelliere Friedrich Merz, «Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi», ha avuto risposta. L’Occidente si affida a Israele per risolvere militarmente la questione mediorientale. La comunità di affari che ne guida le sorti vuole campo libero.
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Roma, 20 giu. – “Un altro shock” per l’industria italiana. Lo scenario, già complesso, è aggravato dall’aumento del prezzo del petrolio a causa del conflitto Israele-Iran. Ma secondo l’indagine “Congiuntura Flash” di Confindustria di Giugno 2025 “l’industria italiana ha tenuto all’ inizio del secondo trimestre e gli indicatori sono migliorati per i servizi”.Tuttavia “i dazi sull’export e l’incertezza stanno deteriorando la fiducia, brutto segnale per i consumi e gli investimenti.
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Un altro shock. Lo scenario dell’economia, già complesso, è aggravato dall’aumento del prezzo del petrolio a causa del conflitto tra Israele e Iran. L’industria italiana ha tenuto a inizio del secondo trimestre e gli indicatori sono migliorati per i servizi. Ma i dazi sull’export e l’incertezza stanno deteriorando la fiducia, brutto segnale per consumi e investimenti. Peggiorano le attese. Positivo invece è il proseguire del taglio dei tassi nell’Eurozona.
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Dopo una settimana al trotto, i prezzi di benzina e gasolio partono al galoppo. A una settimana esatta dai primi attacchi di Israele all'Iran, le quotazioni dei prodotti raffinati accelerano con decisione, con il gasolio in particolare ai massimi da metà gennaio. Il riflesso sui prezzi alla pompa non si fa attendere: medie nazionali ai massimi da metà aprile. Gli aumenti Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e…
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I venti di guerra che soffiano sempre più forte dal Medio Oriente all’Ucraina, il rischio di un’escalation militare con il coinvolgimento delle superpotenze, l’incubo della minaccia atomica: tutti scenari che continuano a proiettare lunghe ombre sui mercati mondiali e che alimentano i rischi di una recessione. Anche ieri le Borse europee hanno registrato cali vistosi, sull’onda lunga delle notizie arrivate soprattutto dal fronte dell’Iran e delle prese di posizione dei leader coinvolti nel conflitto.
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È largo appena 33 chilometri e per attraversarlo le petroliere devono incanalarsi, a seconda della direzione, in due canali paralleli la cui ampiezza non supera i tremila metri. È lo stretto di Hormuz, la tagliola del greggio. Una tagliola con cui gli iraniani minacciano di rispondere agli attacchi americani innescando una crisi energetica a livello mondiale. Non a caso ieri Behnam Saeedi, membro del Comitato per la sicurezza nazionale del Majlis, il Parlamento di Teheran, ha spiegato che "la chiusura…
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