Solo poche settimane fa Leonardo presentava numeri da capogiro: crescita degli ordini, dei ricavi e della redditività. Dati che raccontavano un’azienda in piena accelerazione. Risultati certamente sospinti anche dai venti di guerra che attraversano il mondo, ma frutto di un piano industriale pluriennale che aveva in Roberto Cingolani il principale artefice. Dopo la comunicazione del Mef sul nuovo cda della più importante azienda partecipata dallo Stato italiano, l’uscita di scena di Cingolani appare una contraddizione difficile da ignorare.
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