Trenta membri del PKK, 15 donne e 15 uomini, si sono radunati tra le montagne della provincia curda irachena di Süleymaniye, deponendo le loro armi in un enorme calderone infuocato davanti a più di cento funzionari turchi e dell’Unione delle comunità del Kurdistan (KCK), tra cui esponenti del filocurdo DEM, il Partito della democrazia e dell’uguaglianza dei popoli e a un gruppo di selezionati giornalisti.
Leggi
Altri articoli:
C’era anche Jan van Aken venerdì nelle grotte di Jasana, nella regione curdo-irachena di Suleimaniya, ad assistere alla discesa dalla montagna di 30 combattenti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan che, guidati dalla co-leader del Kck, Bese Hozat, hanno distrutto i kalashnikov di fronte a 500 osservatori curdi e internazionali e a rappresentanti del governo turco. Lui, con il Kurdistan, ha un rapporto di lunga data: la sua prima visita nella regione risale a 15 anni fa.
Leggi
«Le cose migliori devono ancora arrivare. Noi dell’Akp (il partito di maggioranza, ndr) insieme ai partiti Mhp (alleato, ndr) e Dem (partito filo-curdo all’opposizione, ndr), abbiamo deciso di percorrere questa strada insieme. Ci sono difficoltà, ma unendo le mani supereremo gli ostacoli. Non c’è più bisogno di stringere i pugni.» Un discorso da processo di pace, si direbbe, ma che nel lessico del presidente non viene mai chiamato così: per Erdogan è il percorso verso una «Turchia senza terrorismo».
Leggi
Di: Riccardo Cristiano Nelle ore appena trascorse il percorso politico compiuto da Abdullah Ocalan e faticosamente condiviso negli anni con i vertici del suo partito, il PKK, ha portato a un evento di cui è difficile trovare precedenti così eclatanti: i militanti del suo disciolto partito hanno cominciato a distruggere le loro armi, nel corso di una cerimonia pubblica che ha avuto luogo in una cava di Jasana, a cinquanta chilometri dalla città di Sulaymaniya nel Kurdistan iracheno
Leggi
Turchia, Erdogan accoglie il disarmo del Pkk: "Si chiude un capitolo doloroso" 12 luglio 2025 Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accolto con favore il disarmo dei militanti separatisti curdi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) definendolo la fine di un "capitolo doloroso" nella storia della Turchia. Parlando durante una riunione del suo partito di governo ad Ankara, Erdogan ha detto che il "flagello del terrorismo" del Pkk…
Leggi
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha affermato che la Turchia ha vinto dopo la simbolica distruzione di armi da parte dei ribelli curdi. "La Turchia ha vinto. Ottantasei milioni di cittadini hanno vinto", ha dichiarato Erdogan. La cerimonia, venerdì nella regione del Kurdistan iracheno, ha segnato un passo importante nella transizione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) dall'insurrezione armata alla politica democratica, nell'ambito di un più ampio sforzo per porre fine a…
Leggi
Twitter WhatsApp Facebook LinkedIn Email Print Le fiamme che hanno avvolto i mitra ieri mattina nella valle montuosa di Jasana, nel nord dell’Iraq, hanno illuminato non solo una cerimonia simbolica, ma un momento decisivo per un intero popolo. Davanti agli occhi di funzionari turchi, iracheni e curdi, trenta combattenti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) – metà dei quali donne – hanno dato fuoco al proprio arsenale, suggellando con quel gesto la fine di una lotta armata durata oltre…
Leggi
Il manifesto del 12 luglio 2025 In un mondo di riarmi sfrenati c’è anche chi dice basta guerra. Cerimonia storica tra le montagne del Kurdistan dopo l’annuncio di Ocalan: addio del Pkk alla lotta armata, con la Turchia cambia la strategia ma non l’obiettivo. E ora tocca a Erdogan
Leggi
Kurdistan, i militanti del Pkk bruciano le armi 12 luglio 2025 I combattenti di un gruppo militante separatista curdo che da decenni conduce una guerriglia in Turchia hanno iniziato a deporre le armi in una cerimonia simbolica nel nord dell'Iraq, compiendo il primo passo concreto verso il disarmo promesso nell'ambito di un processo di pace. Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) ha annunciato a maggio che si sarebbe sciolto e avrebbe rinunciato al conflitto armato, ponendo fine a quattro decenni di ostilità.
Leggi
Il conflitto tra governo turco e Partito dei lavoratori kurdi (PKK) dura da oltre quarant’anni e ha fatto decine di migliaia di morti. Una guerra crudele e fratricida Ho partecipato ad Istanbul, il 1 e 2 luglio scorsi, a una conferenza internazionale a sostegno della pace in Turchia. L’iniziativa era stata convocata dal Partito DEM, che costituisce la terza forza politica del Paese dopo l’AKP di Erdogan e il CHP del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu.
Leggi
Quindici guerrigliere donne e quindici uomini del Pkk, il partito dei Lavoratori del Kurdistan, che fucili in spalla scendono in fila le ripide scale assolate che conducono alla grotta di Jasana, nel Kurdistan iracheno. Come in un rito, uno per volta depongono le armi e le munizioni in una grande caldera alla quale poco dopo daranno fuoco incenerendo simbolicamente le armi utilizzate dall’organiz…
Leggi
«È stata una cerimonia emozionante, mi ha ricordato quanto avvenuto nei Paesi baschi: la consapevolezza di trovarsi sull’orlo di una trasformazione, il punto di passaggio tra il prima e il dopo. È difficile, ma anche incoraggiante». È la reazione a caldo di Urko Aiartza Azurtza, avvocato basco, co-presidente dell’European Lawyers for Democracy and Human Rights. È parte del team di procuratori del Tribunale permanente dei popoli per il Rojava ed è stato deputato al parlamento spagnolo per il movimento…
Leggi
Non le hanno consegnate, non le hanno seppellite. Le armi le hanno bruciate, una ventina di kalashnikov, qualche fucile automatico e i caricatori appesi alla cintura. È sempre il fuoco l’emblema della rinascita: come due millenni fa Kawa, fabbro tirannicida che liberò i Medi dal re assiro Dehak, risvegliò la primavera in Mesopotamia; e come ogni anno da allora, per l’equinozio di primavera, le fiamme del Newroz incitano alla resistenza contro l’oppressione e celebrano l’arrivo del nuovo anno.
Leggi
Le armi utilizzate da oltre 40 anni per combattere contro l’Esercito di Ankara sono state bruciate, accatastate in mezzo a una valle tra le montagne del Kurdistan iracheno, nei pressi di Sulaymaniyya. È il segno tangibile che il Pkk ha abbandonato la lotta armata, dichiarata contro lo Stato turco nei primi anni ‘80. “Al fine …
Leggi
Di Shorsh Surme – I membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) hanno iniziato a deporre le armi in una cerimonia nel Kurdistan Iracheno, due mesi dopo che i combattenti curdi hanno dichiarato la fine del loro conflitto armato, durato quattro decenni, contro lo Stato turco. La cerimonia del disarmo segna una svolta nella transizione del PKK dall’insurrezione armata all’azione politica democratica, nell’ambito di sforzi più ampi per porre fine a uno dei conflitti più lunghi…
Leggi
ANSA Una cerimonia scenografica, alla quale hanno partecipato anche i deputati del Dem, il partito curdo nel Parlamento turco. Il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan ha iniziato concretamente la sua rinuncia alla lotta armata. Circa trenta militanti hanno distrutto le loro armi in una caverna tra le montagne nei pressi di Suleymaniye, nel Kurdistan iracheno, dove per anni di sono rifugiati dagli attacchi dell’aviazione turca.
Leggi
A Sulaymaniyah, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, si è tenuta la cerimonia alla quale hanno preso parte i militanti e hanno assistito anche deputati del Dem, la forza di orientamento filo curdo. "Siamo qui come segno di buona volontà e di un passo risoluto per il successo concreto del processo per la pace e la società democratica", hanno affermato in una nota Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha detto addio alle armi.
Leggi
Il futuro di Victor Osimhen è più in bilico che mai: dalla Turchia arriva un annuncio che complica la trattativa Napoli e Galatasaray sono in trattativa da giorni per definire i dettagli del trasferimento del centravanti. Il club turco ha presentato una proposta articolata in cinque rate da 70 milioni di euro con lettere di credito, ma il Napoli insiste per 75 milioni corrisposti in due rate e con garanzie bancarie chiare.
Leggi
