Osimertinib, un farmaco a bersaglio molecolare, si conferma ancora una volta una delle molecole cardine per la cura delle diverse forme di tumore del polmone con mutazione nel gene EGFR. A Chicago al congresso dell'American Society of Clinical Oncology sono stati presentati gli staordinari risultati dello studio LAURA sull'utilizzo di osimertinib nell'adenocarcinoma polmonare con mutazione di EGFR allo stadio III non operabile, una condizione che ancora oggi non prevede uno standard di cura condiviso.
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Un trattamento per il tumore al polmone ha mostrato risultati a dir poco promettenti: si tratta della terapia basata sulla molecola Osimertinib e sul farmaco Tagrisso, prodotto dal colosso farmaceutico AstraZeneca, che ha ridotto dell’84% il rischio di progressione della malattia o di morte nei pazienti con cancro al terzo stadio. Osimertinib Tagrisso contro il tumore al polmone: cos'è Meccanismo d'azione della molecola Osimertinib Il…
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Nuove terapie contro il tumore al polmone non a piccole cellule. Si tratta della forma più diffusa di questo cancro. Quando arriva allo stadio III, si tratta di una condizione dove il carcinoma non è più operabile e ha anche una mutazione del gene Egfr. Riduzione significativa di progressione e morte con nuove terapie contro il tumore al polmone La terapia mirata con la molecola osimertinib riduce il rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti dell’84 per cento.
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Presentati al congresso Asco di Chicago due studi che dimostrano come in alcune popolazioni di pazienti sia possibile, grazie a terapie target e immunoterapia, aumentare la sopravvivenza libera da malattia. L'intervista a Filippo de Marinis, Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano di Letizia Gabaglio
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Passi avanti importanti nel trattamento di due forme di tumore del polmone particolarmente aggressive e caratterizzate da bisogni clinici finora insoddisfatti. I progressi sono evidenziati in due studi presentati in Sessione Plenaria al Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago, e approfonditi in un press briefing con i giornalisti italiani. Lo studio LAURA sull’uso della terapia target…
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Secondo i risultati del nuovo studio LAURA presentato durante il congresso dell’American Society of clinical oncology (Asco), la terapia mirata con la molecola osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell’84% nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc), la forma più diffusa di stadio III non operabile e con mutazione del gene Egfr. Osimertinib è il primo e unico inibitore di Egfr e terapia mirata che mostra un beneficio…
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Avanti a piccoli ma significativi passi nel trattamento di alcuni tipi di tumori polmonari. Dal congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago, arrivano dei dati che, sebbene riguardino delle popolazioni di pazienti limitate, sono considerati dagli esperti molto positivi. Riguardano da una parte i pazienti con il tipo di tumore del polmone più diffuso, quello non a piccole cellule (Nsclc), ma solo quelli con malattia di stadio III, che non può essere…
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IMAGOECONOMICA Nuove speranze di cura per tumori al polmone vengono dal congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in corso a Chicago (Stati Uniti). Sono stati presentati i risultati di due studi clinici dalla azienda farmaceutica AstraZeneca: il primo (Laura) mostra l’efficacia di una terapia mirata contro il carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc). Il secondo (Adriatic) quella di una immunoterapia contro il carcinoma polmonare a piccole cellule (Sclc).
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La terapia mirata con la molecolaosimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell'84% nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) - la forma... Leggi tutta la notizia
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MeteoWeb Passi avanti importanti nel trattamento di due forme di tumore del polmone particolarmente aggressive e caratterizzate da bisogni clinici finora insoddisfatti. I progressi sono evidenziati in due studi presentati in Sessione Plenaria al Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago. Lo studio LAURA sull’uso della terapia target osimertinib nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) di Stadio III non resecabile e con mutazione di…
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Una riduzione superiore all'80% del rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti con un tumore al polmone aggressivo in fase avanzata, la forma non a piccole cellule (Nsclc) di stadio... Leggi tutta la notizia
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Una riduzione superiore all'80% del rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti con un tumore al polmone aggressivo in fase avanzata, la forma non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non asportabile e con mutazione del gene Egfr. Il risultato ottenuto con la terapia al bersaglio osimertinib è fra i dati accolti con più entusiasmo al Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago
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Osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell’84% nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III con mutazione di Egfr. Lo comunica il produttore AstraZeneca spiegando che lo studio di fase III Laura presentato in sessione plenaria al Congresso Asco (American Society of Clinical Oncology) in corso a Chicago mostra che osimertinib è “il primo e unico inibitore di Egfr e terapia mirata che mostra un beneficio nel…
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La nuova terapia con molecola Osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell'84% nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) - la forma più diffusa - di stadio III non operabile e con mutazione del gene Egfr. A sottolinearlo, i dati che arrivano dallo studio Laura presentato in sessione plenaria al congresso dell'American Society of clinical oncology (Asco) in corso a Chicago
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Tumore polmone. Per osimertinib e durvalumab ottimi risultati negli studi Laura e Adriatic Buone notizie, per quanto riguarda il tumore del polmone, arrivano da due studi presentati al Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) che si sta svolgendo a Chicago. Nello studio LAURA osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell’84% nel tumore del polmone non a piccole cellule di Stadio III
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Guadagnare tempo. È questo uno dei più importanti risultati appena presentati all'American Society of Clinical Oncology (Asco), che si sta svolgendo a Chicago, nel trattamento del tumore del polmone. In particolare, in uno studio appena presentato durante la sessione plenaria del congresso, suggerisce come una nuova strategia si sia mostrato efficace nel prolungare la sopravvivenza dei pazienti affetti da una forma di tumore del polmone.
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La sopravvivenza libera da progressione di malattia a 5 anni è stata del 60% nel gruppo lorlatinib e dell'8% nel gruppo crizotinib ascolta articolo Un particolare farmaco inibitore ha fatto registrare il più lungo periodo di sopravvivenza senza progressione di malattia mai segnalato in pazienti con tumore del polmone avanzato non a piccole cellule precedentemente non trattato (Nsclc) con una mutazione del gene Alk (presente nel 3-5% di questi pazienti)…
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Contro il tumore del polmone in stadio avanzato, particolarmente insidioso poiché manca ad oggi una terapia mirata, arriva una nuova opportunità di trattamento. Un passo avanti importante per migliaia di pazienti. La terapia target con la molecola osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell'84% in soggetti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non operabile e con mutazione genica Egfr.
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Presentati al Congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO) 2024 in corso a Chicago e pubblicati contemporaneamente sul Journal of Clinical Oncology i risultati di follow-up a lungo termine dello studio di Fase 3 CROWN che ha valutato l’utilizzo di lorlatinib di Pfizer (inibitore della tirosin-chinasi (TKI) di terza generazione) rispetto a crizotinib, in pazienti adulti affetti da tumore del polmone non a…
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Contro il tumore del polmone in stadio avanzato, particolarmente insidioso poichè manca ad oggi una terapia mirata, arriva una nuova opportunità di trattamento. Un passo avanti importante per migliaia di pazienti: la terapia target con la molecola osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell'84% in soggetti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non operabile e con mutazione genica Egfr.
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Contro il tumore del polmone in stadio avanzato, particolarmente insidioso poichè manca ad oggi una terapia mirata, arriva una nuova opportunità di trattamento. Un passo avanti importante per migliaia di pazienti: la terapia target con la molecola osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell'84% in soggetti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non operabile e con mutazione genica Egfr.
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I progressi più rilevanti di questa edizione 2024 del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago, riguardano il tumore al polmone. Molte ricerche, tra le quali due presentate nella sessione plenaria (quella riservata alle novità di maggio rilievo), indicano l’efficacia di diverse strategie nell’allungare la sopravvivenza dei pazienti che per decenni è stata ferma a pochissimi mesi.
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Un particolare farmaco inibitore ha fatto registrare il più lungo periodo di sopravvivenza senza progressione di malattia mai segnalato in pazienti con tumore del polmone avanzato non a piccole cellule precedentemente non trattato (Nsclc) con una mutazione del gene Alk (presente nel 3-5% di questi pazienti), insieme ad un miglior controllo e prevenzione delle metastasi cerebrali. Lo evidenzia uno studio presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco) in corso a…
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Una nuova pillola prodotta da Pfizer ha raggiunto dei risultati senza pari nella storia nella cura del cancro del polmone non a piccole cellule (Nsclc): ha fatto registrare, infatti, il più lungo periodo di sopravvivenza senza progressione di malattia e migliori controllo e prevenzione delle metastasi cerebrali. Circa sei pazienti su dieci curati con la compressa giornaliera lorlatinib in cinque anni vivono senza che la malattia progredisca, rispetto all’8% dei malati…
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