BCE, Lane: difficile capire se guerra sarà fase temporanea o shock più profondo (Teleborsa) - "Finché non sapremo con maggiore certezza quanto durerà questa guerra, è davvero difficile stabilire se si tratterà di una fase temporanea o di uno shock ben più grave per l'economia europea". Lo ha detto il capo economista della Banca centrale europea (BCE), Philip Lane, a un convegno a Francoforte. Il conflitto rappresenta uno "shock significativo, ma nell'ultimo mese…
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La Banca centrale europea sta ancora soppesando quale sia lo scenario in cui l'eurozona si troverà a navigare a seguito dello shock dovuto alla guerra in Iran. I danni in termini di forniture di energia sono "giganteschi", ha detto. "La perdita netta di petrolio è stimata a circa 13 milioni di barili al giorno, circa il 13% del consumo globale". Tuttavia "finora non abbiamo visto segni di rialzi dei prezzi dell'energia tali da spingerci nello scenario…
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L’incertezza sulla durata e sull’impatto della guerra in Medio Oriente rende necessarie «ulteriori informazioni prima di trarre conclusioni» sulla politica monetaria, secondo quanto ha detto ieri la presidente Bce Christine Lagarde in un incontro dell’associazione delle banche tedesche a Berlino. La Bce resta così alla finestra sui tassi. I mercati ritengono improbabile un rialzo il 30 aprile, mentre la stretta…
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Lo shock energetico all'offerta "è enorme" con una perdita netta stimata in 13 milioni di barili al giorno prima che intervenisse il blocco Usa dello Stretto di Hormuz, ma "finora non abbiamo visto un rialzo sufficiente dei prezzi energetici da metterci chiaramente sullo scenario avverso". Così la presidente della Bce Lagarde, a Berlino. "La doppia incertezza, su durata dello shock e ampiezza delle ripercussioni, richiede di raccogliere più informazioni prima di trarre conclusioni di politica monetaria".
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Sui mercati prevale l'incertezza, mentre si riaccendono le tensioni in Medio Oriente dopo che gli Usa hanno sequestrato una nave battente bandiera iraniana nel golfo dell’Oman: si tratta del primo uso noto della forza dall'entrata in vigore del blocco statunitense. E se l’Asia regge all'urto del conflitto in Iran – con il Nikkei di Tokyo che chiude a +0,6% – l’Europa invece reagisce con le vendite.
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