Zan (Pd): Riarmo? "Piano Von Der Leyen non è per difesa comune ma per 27 nazionalismi" 16 marzo 2025 "Il Pd in realtà non si è spaccato, perché nessuno degli eurodeputati ha votato contro quella risoluzione. Risoluzione che peraltro diceva tante,a lcune delle quali ci convincevano. Va detto però che il piano di riarmo di Von Der Leyen non è quello della difesa comune, ma è un'accentuazione dei 27 nazionalismi.
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Si dice che l’uomo non impari dalla storia, ma possiamo aggiungere che, probabilmente, non impara nemmeno dalle storie. Sì, perché davanti ad uno scenario geopolitico sempre più complesso, che rende l’Europa sempre più precaria, la vicenda di Davide e Golia potrebbe ricordare che non si affronta un gigante con le sue stesse armi. Quello di Davide e Golia è uno degli episodi biblici più noti e al di là degli aspetti leggendari, il fatto che resta è che in un duello, colui che è sfavorito…
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Il dilemma davanti alla guerra scatenata da Putin Europa: riarmo o equilibrio? La mia incertezza davanti a un bivio storico. Non so cosa pensare. Davvero. Leggo analisi, ascolto esperti, osservo il mondo muoversi su traiettorie sempre più instabili, eppure non riesco a capire cosa sia giusto per noi europei. Il riarmo è la soluzione? Oppure stiamo solo scivolando dentro un meccanismo che ci farà spendere miliardi senza garantirci sicurezza? Mi sento intrappolato tra due spinte contrapposte.
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Vi racconto la babele dei fondi Ue per la difesa Cosa fa l'Europa per la difesa in attesa di ReArme Europe. Estratto da Appunti di Stefano Feltri. Molti che non seguono i complessi dibattiti sulla difesa nel dettaglio possono essere confusi dal dibattito sulla difesa comune o il riarmo e allora proviamo a fare ordine. La distinzione riguarda soprattutto le risorse da usare: non c’è alcun esercito europeo e non c’è modo di fare operazioni militari europee, il coordinamento tra Paesi europei nella difesa è soprattutto…
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Il generale francese Charles de Gaulle riteneva che le alleanze internazionali fossero contingenti per definizione e che la garanzia della difesa di un alleato forte e potente non valesse per sempre. Per questo motivo egli non rinunciò mai a sviluppare una forza militare e in particolare, una deterrenza nucleare autonoma per il suo Paese. La Nato La Nato era una buona idea per De Gaulle ma scommettere sulla permanenza a tempo indeterminato della esatta convergenza…
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Non sono un esperto di relazioni internazionali, né di questioni militari. Né di geo-politica. Sulla guerra in Ucraina non sono intervento quasi mai, e quando l’ho fatto è stato più per porre domande ed esprimere dubbi che per suggerire condotte di azione. Ora però, con i venti di guerra che spirano in Europa, è difficile fare gli spettatori. L’Europa ha scelto la strada del riarmo, la gente scende in piazza per l’Europa, ma a quanto pare non per l’Europa che c’è, bensì per il fantasma dell’Europa ideale che ognuno coltiva dentro di sé.
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Una opzione difensiva europea esiste già con la Nato ma non basta senza l'”ombrello USA” che ci ha protetto per 80 anni e ora in chiusura. A questa dobbiamo aggiungere una autonoma difesa europea e in un futuro prossimo un esercito e infrastrutture integrate per ricostruire una deterrenza monca e continuare nel sostegno umanitario e militare all’Ucraina per dissuadere Putin da altri attacchi e aprire a una negoziazione credibile.
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Gli scienziati si uniscono per opporsi alla recente proposta di riarmare l’Unione Europea. Hanno pubblicato “Scienziati contro il riarmo – Un manifesto” e invitano scienziati, ingegneri, professionisti del settore medico, matematici, studiosi e l’intera comunità scientifica a sostenere la loro posizione. Ecco il link al manifesto per aderire. Scienziati contro il riarmo – Un manifesto Carlo Rovelli & Flavio Del Santo In qualità di scienziati – molti di noi impegnati in settori in cui viene sviluppata la tecnologia militare –…
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Il piano dell'Unione Europea ReArm Europe, che si prefigge di rinforzare la difesa dei Paesi dell'Ue e non di stabilire un esercito europeo, rappresenta un primo passo verso la razionalizzazione dei programmi per gli armamenti del Vecchio Continente. Il mettere insieme il procurement dei sistemi d'arma, è sicuramente una buona idea sebbene si debba ancora capire in che modo verrà
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– Giorgio Gori, lei è tra i dieci europarlamentari del Pd che hanno votato a favore della risoluzione al piano di Ursula von der Leyen. Il Pd, quasi da tradizione, si è spaccato. "Avrei auspicato il voto favorevole di tutti. Avremmo evitato di trovarci in una posizione debole tra i socialisti europei, che ha votato in massa la risoluzione, che peraltro non ha come oggetto solo il piano von der Leyen.
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L’Unione europea sta dimenticando le sue priorità. Già l’esperienza drammatica della pandemia aveva rivelato le debolezze della Ue. Era evidente a chiunque – anche ai più euroscettici – che davanti a shock globali così forti l’unica strada percorribile, e urgente, era quella di portare a compimento il progetto europeo. Le conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa avevano infatti consegnato un percorso che rendesse le nostre istituzioni più trasparenti, democratiche e resilienti, ancorando la…
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Difesa comune non equivale a militarizzazione. Vuol dire essere consapevoli delle proprie responsabilità e della necessità di costruire una sicurezza che non sia delegata ad altri. C’è una differenza sostanziale tra la difesa comune e il riarmo. Purtroppo, la proposta di Ursula von der Leyen ha scelto un titolo equivoco e fuorviante, alimentando un dibattito polarizzato e poco lucido. L’Europa ha bisogno di una difesa comune? Sì.
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Una Europa amata fino ai denti! Amata per difendere e salvaguardare il “nonfine” che l’unisce al resto del mondo, sessanta nazioni in guerra comprese. Un’Europa che erra? Che va qua e là, e/o sbaglia? Un’Europa frattaglia, battaglia? In questa Neuropatia, si vedono nervi scoperti, al buio del sole, piena di stelle, sì, ma cadenti. E allora esprimiamolo sto desiderio: an…
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Il Parlamento europeo ha dato il proprio benestare al piano “Rearm Europe”, proposto dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sostenendo che le risposte ai rischi e alle minacce alla sicurezza devono essere “simili a quelle in tempo di guerra” e, perché sia chiaro quello di cui stiamo parlando, bocciando la proposta (in realtà, una foglia di fico) di ri-denominare il piano “Defend Europe”.
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«Nel dibattito politico infuocato sul riarmo europeo hanno fatto discutere le cifre del professor Cottarelli neo entrante nella squadra degli editorialisti del Corriere della Sera»: introduce così la nuova puntata della sua rubrica "Oriente Occidente" Federico Rampini «Cottarelli ha dimostrato che l'Europa oggi in realtà spende già di più per armarsi di quanto spenda la Russia di Putin. In parte questo è normale perché gli europei hanno la fortuna di vivere in nazioni molto ma molto più ricche della Russia e quindi anche se spendono poco in…
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Il piano ReArm Europe, approvato recentemente dal Parlamento Europeo, ha suscitato un acceso dibattito politico e finanziario. Nonostante l’obiettivo dichiarato di rafforzare la difesa del continente, il progetto presenta numerosi punti deboli che ne mettono in discussione l’efficacia e la sostenibilità. Innanzitutto, il piano prevede un indebitamento massiccio degli stati membri, con una deroga alle regole di bilancio che esclude le spese militari dal…
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La manifestazione del 15 marzo “Una Piazza per l’Europa" è un momento cruciale per abbattere i tabù sulla difesa europea. Bisogna esserci. Costruire capacità di difesa comuni non è bellicismo, è un passo necessario per la stabilità internazionale e verso un’Europa più unita e forte dentro e fuori i suoi confini. L’opinione pubblica deve partecipare a questa fase, dobbiamo assicurarci che questa forza si sviluppi nel rispetto dei nostri valori fondamentali e dei…
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(di Michele Nones, IAI) La competizione globale ha cambiato forma e tono, imbarbarendosi e dimenticando persino il linguaggio di ogni civile confronto. Gli impegni internazionali, presi dagli Stati e non dai Governi, sembrano essere considerati da molti governanti carta straccia e, nella nuova giungla globale, si torna a far valere la legge del più forte. Le nuove potenze mondiali e regionali crescono velocemente e pesano sempre più nello scenario internazionale.
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L’Europa, fra strategie di difesa, il piano per il riarmo dell’Unione europea, la manifestazione di domani nelle piazze italiane e la pace in un mondo rissoso, pieno di preoccupanti incognite e pericolosamente destabilizzato da Donald Trump e dal suo governo. In questo fragile contesto è inevitabile chiedersi: essere pacifisti significa rinunciare a difendersi? La deterrenza è necessaria per preservare i diritti, le conquiste sociali, la…
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La debacle della segretaria del Pd al Parlamento Ue, dove nessuno del suo partito ha votato no al riarmo, è dovuta anche alla inconsistenza furbesca delle sue posizioni. Schlein afferma di essere contraria al piano di riarmo di 800 miliardi di Ursula von der Leyen, perché sarebbe distribuito tra i singoli eserciti nazionali, mentre si dichiara favorevole alla cosiddetta difesa comune europea. Ma cosa vuol dire davvero difesa comune e da chi l’Europa…
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Politica, tensione tra i partiti sul riarmo In Italia continua la tensione tra i partiti dopo la spaccatura sul voto per il riarmo europeo. Servizio di Augusto Cantelmi Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Dopo la spaccatura della delegazione Pd a Strasburgo, di cui fa parte come indipendente, Lucia Annunziata, in un'intervista alla Stampa, attacca Elly Schlein: "Dal primo giorno è così. Sulla guerra in Ucraina, sulle armi, ci sono sempre state posizioni diverse tra noi". Ora "è tutto molto esagerato, quello che
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L’Ue ha cercato soluzioni alternative alle armi? Si potrebbe partire ad esempio dal pensiero di Silo
Di Antonella Galetta Da circa due settimane stanno arrivando immagini e informazioni su ciò che i leader mondiali stanno organizzando per cercare di mettere fine alla guerra in Ucraina. Non descriviamo qui ciò che già conosciamo (la ridicola marcia indietro dell’America dopo che per tre anni ha armato l’Ucraina). Donald Trump, in una delle sue sparate, ha detto chiaramente all’Europa che non intende più spendere soldi per aiutare l’Ucraina.
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Oggi vi voglio parlare delle follie di questa Unione Europea – dalla quale prima usciamo e meglio è – sempre in tema di riarmo europeo. Non solo la sospensione del Patto di Stabilità, che come sapete è un mantra indiscusso dell’Europa, non si può derogare, e invece per fare la guerra sì. Ma la Commissione Europea sembra anche andare verso un incremento del debito degli Stati. Insomma, chi assorbirà le emissioni dei titoli di Stato? Questa è la vera…
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