Le tre incognite sulla nuova Siria La caduta di Assad in Siria e l’arrivo dei nuovi padroni guidati da Abu Mohammed al Jolani, capo dei ribelli siriani dalla militanza jihadista forse dietro le spalle, pone tre questioni al resto del mondo. Il taccuino di Guiglia. Nessuno rimpiangerà i 24 anni del regime feroce di Bashar al-Assad, moltiplicati per due e oltre, avendo la sua famiglia governato la Siria col pugno di ferro per 54 anni di fila.
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Assad è da cinque giorni in Russia, probabilmente a Mosca, ma non ci sono tracce del presidente siriano deposto né della sua famiglia. Nessuna loro foto o video. E anche il... Leggi tutta la notizia
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Alla preghiera del venerdì della storica moschea degli Omayyadi il leader dei ribelli di Hts, al Jolani, ha fatto un bagno di folla. Pronte migliaia di nuove bandiere con la striscia verde. La folla ha scandito: «Vogliamo giustiziare Bashar al Assad».
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Il comandante in capo della nuova amministrazione siriana del dopo-Assad, Ahmed al-Sharaa, nel primo venerdì dopo la caduta del regime ha invitato i siriani a scendere nelle piazze "per celebrare la vittoria della rivoluzione". In un discorso video diffuso su Telegram, al-Sharaa - noto in passato con il nome di battaglia Abu Mohammed al-Jawlani - si è congratulato "con il grande popolo siriano per la vittoria della rivoluzione benedetta", invitando la popolazione…
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Pier Ferdinando Casini e l'inquietante messaggio di Putin: "Il vero motivo per cui ha salvato Assad"
I ribelli prendono il potere in Siria, costringendo Bashar al-Assad alla fuga in Russia. A Damasco perdono un dittatore e guadagnano dei tagliagole. Finisce la dinastia degli Assad, Bashar è rimasto al potere dal 2000 al 2024. E le prospettive del paese, così come dell'impatto della nuova Siria in tutto il Medio Oriente, sono ancora tutte da comprendere e da scrivere. I presupposti, però, non sembrano essere i migliori.
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Di Euronews Dopo la caduta del governo di Assad le forze ribelli che hanno istituito il nuovo governo di transizione hanno preso il controllo dell'aeroporto di Damasco per riavviare i collegamenti commerciali. Nella capitale molti cittadini sono tornati alle attività quotidiane PUBBLICITÀ La nuova amministrazione siriana ha preso il controllo del principale aeroporto internazionale del Paese dopo che le forze di sicurezza del deposto governo di Bashar…
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In Libano e Siria la sfida tra Israele, Turchia e Iran Il cessate il fuoco, molto imperfetto, in atto dall’alba del 27 novembre 2024 fra Israele e le milizie sciite Hezbollah resta fragilissimo, fra accuse di reciproche violazioni, nuove scaramucce e incursioni a singhiozzo. Ma intanto la caduta del regime di Damasco fa incassare a Israele un successo geopolitico già sfruttato con la fulminea occupazione della fascia smilitarizzata sul Golan.
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«Il regime di Assad stava da tempo marcendo da dentro. Certo, avrebbe potuto durare ancora, ma sotto la pressione dell’attacco delle milizie guidate dall’Hts è crollato come un castello di carte», dice Luigi Narbone, già ambasciatore Ue presso i paesi del Golfo, direttore della Mediterranean Platform della Luiss School of government. Sul piano militare «le milizie non hanno incontrato nessuna vera resistenza nella rapida marcia che li ha portati a Damasco».
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Il terremoto provocato dall’eccidio del 7 ottobre 2023 si espande superando i confini di Israele e della Striscia di Gaza, coinvolgendo attori non solo regionali, ma anche internazionali, trascinando infine la martoriata Siria. Perché, come è facile intuire, la crisi siriana riemersa in questi giorni rappresenta una parte del conflitto più ampio già in atto nell’area: un altro tassello che salta …
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La Russia, alle prese con un posizionamento in Medio Oriente più debole, non sorride. L'Iran ha perso con la cacciata di Assad un solido alleato e per Hezbollah si è chiusa la via di accesso ai rifornimenti in Libano. Tel Aviv festeggia, ma il maggior "vincitore" è la Turchia di Erdogan. Gli Stati Uniti si limitano a osservare?
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È l'ora della resa dei conti in Siria. Il regime di Assad si è dissolto ma la guerra civile continua più violenta che mai, con la furia che si è scatenata contro gli aguzzini del deposto rais. Li sono andati a prendere nelle loro case, tirati giù dai nascondigli improvvisati. Siria, Israele avanza (e attacca): raid contro basi, porti e depositi. Erdogan: «Si rispetti l’integrità territoriale» Siria, la resa dei conti Trascinati in strada, a…
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La caduta del regime più che cinquantennale della dinastia degli Assad in Siria rappresenta uno dei momenti di svolta più importanti della storia recente del Medio Oriente. Ciò è vero in considerazione della rilevanza strategica e simbolica della Siria per gli equilibri regionali negli ultimi decenni. Tassello fondamentale della cosiddetta “mezzaluna sciita” che rappresentava la proiezione dell’Iran nella regione; attore cruciale per le sorti politiche del Libano, su cui ha sempre avuto un’influenza determinante, anche grazie al supporto a Hezbollah; ultimo…
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A Damasco si incrociano le strade che arrivano da Kiev e da Gaza. Solo se contestualizziamo l’ennesimo terremoto siriano nel quadro dei due conflitti che stanno insanguinando lo scacchiere al confine fra Balcani e Mediterraneo possiamo comprendere la convulsa evoluzione che ha portato al collasso del regime di Assad. In pochi giorni un esercito straccione ha sbaragliato le forze che difendevano il clan del dittatore siriano, attraversando il paese…
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Ora che il tiranno è fuggito, scappando dall’implosione repentina del suo regime, resta da capire quale futuro aspetti la Siria, uno dei Paesi più tormentati del Medio Oriente. Il nuovo apparente uomo forte, Abu Mohammed al-Jolani, il capo del movimento post-jihadista Hayat Tahrir al-Sham (Hts), promette libertà e tolleranza per le tante minoranze etniche e religiose del Paese. Ma la storia, così come le cronache più recenti, ci hanno dato continue dimostrazioni di quanto le parole di questi islamisti…
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Nessuno può uscire indenne da una guerra civile che in Siria ha frantumato il Paese in mille pezzi, con milioni di profughi: oltre 12 milioni di siriani in questi anni hanno dovuto lasciare le loro case, la metà fuggendo fuori dai confini. PAESI TRA I PIÙ FORTI E RICCHI del mondo arabo in una generazione si sono disintegrati e in Siria il regime è evaporato senza opporre resistenza: un segnale positivo – non ci sono state troppe vittime – ma anche negativo perché significa che lo stato…
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Qual è la nostra visione dell’identità, della storia e della cultura a cui apparteniamo? Come realizziamo l’identità che adottiamo? La nostra storia personale e collettiva ne riflette la natura? Sono queste alcune delle domande che molti siriani si pongono da ieri, domenica 8 dicembre 2024, data che segna la caduta di un regime familiare durato più di mezzo secolo e la fine di un partito unico, il Baath, che dominava la Siria con la sua visione e la sua identità dal 1963
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La dissoluzione del regime di Bashar al-Asad, sotto molti aspetti inattesa e rapida, ha travolto il paese in un vortice di speranze e timori. Per una parte significativa della popolazione, il crollo del potere che ha dominato la Siria per oltre mezzo secolo rappresenta una liberazione. Per altri, il vuoto lasciato dal regime porta con sé l’ombra di un futuro incerto, in cui…
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Il regime dittatoriale di Assad in Siria è crollato tra il 7 e l'8 dicembre 2024 dopo 11 giorni di offensiva militare guidata dai ribelli sunniti jihadisti di Ha'yat Tahrir al-Sham e sostenuta da Turchia e USA. La rapidità dell'operazione e la presa di Damasco hanno sorpreso anche gli alleati di Assad: Russia, Iran e Hezbollah. Ora la situazione è instabile, con diverse fazioni, tra cui i curdi, che si spartiscono il territorio.
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