La guerra era iniziata il 28 luglio del 1914 e in pochi mesi aveva fatto un milione di morti. Non a caso, come abbiamo ricordato nel libro «24 ottobre 1917, Caporetto: storia e leggenda di una disfatta » Papa Benedetto XV aveva espresso la propria condanna per quel conflitto che, profeticamente, aveva definito «inutile strage». L’appello lanciato a tutti i capi di governo dei Paesi belligeranti rimase inascoltato: «Il mondo civile dovrà dunque ridursi a un campo di…
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Fin da quando viene dichiarata la Prima Guerra Mondiale nel 1914, il pallone ne fece parte: gli eserciti alleati incentivavano le partite tra soldati perché contribuivano a tenere i soldati in forma e col morale alto, il pallone venne utilizzato come strumento per il reclutamento (è dovere di ogni buon sportivo servire la patria, si legge sui manifesti), e nelle fabbriche di munizioni, che impiegano oltre 900mila donne, nacquero tante squadre…
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Nel Natale del 1914, lungo le trincee della Prima Guerra Mondiale, soldati tedeschi, britannici e francesi sospesero spontaneamente i combattimenti e, tra canti e scambi di doni, alcuni di loro giocarono una storica partita di calcio nella “terra di nessuno”
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Una storia diversa sarebbe possibile? Sebbene per molti la risposta non possa che essere negativa, sarebbe ingiusto non tener conto che vi sono aspetti vissuti oggi in maniera diversa, rispetto ad esempio ad una civiltà quale fu quella greca antica. Pericle dava infatti per scontato che gli ateniesi dovessero mettere quanti più figli al mondo per consentire all’esercito di contare sul maggior numero possibile di uomini e consolarsi essi stessi nella malaugurata ma…
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