La guerra con Israele e Stati Uniti rischia di ridurre drasticamente le forniture mediche a ospedali e farmacie iraniane: sono diversi, ormai, gli allarmi lanciati dagli operatori sanitari sulle difficoltà delle catene di approvvigionamento a causa del blocco navale e delle gravi interruzioni nello Stretto di HormuzNegli ospedali inizia a farsi sentire la carenza di farmaci chemioterapici, analgesici e antipertensivi, nelle farmacie scarseggiano…
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I costi erano già cresciuti del 20% e ora si rischia di arrivare al 40%, specie se questa crisi durasse”. L’industria dei farmaci in Italia e in Europa, in effetti, si trova costretta ad affrontare un nuovo scenario fortemente critico, il terzo in quattro anni, dopo la pandemia Covid e le tensioni sul Mar Rosso: la sospensione delle rotte attraverso lo stretto di Hormuz, uno dei più importanti corridoi commerciali mondiali, espone tutta la filiera a rischi di carenze…
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Una confezione da 1.000 pezzi di guanti in gomma sintetica oggi può costare fino a 29 dollari, il prezzo medio è già salito del 40% secondo Reuters. Non solo, l’azienda malese Karex (Durex, Trojan) ha appena annunciato che i prezzi di preservativi, gel lubrificanti e cateteri aumenteranno fino al 30% in più. Come si spiega questo repentino incremento dei prezzi? C’entra ovviamente la guerra in Iran
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La guerra in Iran sta facendo aumentare i prezzi della gomma e del lattice e mettendo a rischio le forniture. Cosa che si riflette sui prezzi di preservativi, guanti, cateteri e numerosi dispositivi sanitari. I produttori di guanti in gomma e preservativi hanno aumentato i prezzi e avvertito che potrebbero essere costretti a tagliare la produzione, poiché il blocco di Hormuz sta limitando le forniture di materie…
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Il conflitto in corso in Iran continua a produrre effetti a catena sull’economia globale, con ripercussioni anche su beni di largo consumo. Tra questi rientrano i preservativi, il cui prezzo è destinato a crescere fino al 30% a causa dell’aumento dei costi di produzione e delle difficoltà nelle forniture. A lanciare l’allarme è Karex, il più grande produttore mondiale del settore, che ha sede in Malesia e realizza oltre cinque miliardi di preservativi l’anno, fornendo marchi internazionali come Durex e Trojan, oltre a sistemi sanitari pubblici…
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Aumentano i prezzi dei farmaci. Il conflitto in Medio Oriente ha fatto lievitare i costi dei medicinali di largo consumo. Specialmente in Inghilterra, come riportato dal Guardian, dove comprare gli antidolorifici sta diventando proibitivo. Secondo la National Pharmacy Association (NPA), le farmacie di quartiere stanno applicando ai clienti prezzi del paracetamolo superiori del 20-30% rispetto a febbraio, e molte hanno esaurito le scorte di alcuni dosaggi di aspirina e…
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Aumentano i prezzi dei farmaci. Il conflitto in Medio Oriente ha fatto lievitare i costi dei medicinali di largo consumo. Specialmente in Inghilterra, come riportato dal Guardian, dove comprare gli antidolorifici sta diventando proibitivo. Secondo la National Pharmacy Association (NPA), le farmacie di quartiere stanno applicando ai clienti prezzi del paracetamolo superiori del 20-30% rispetto a febbraio, e molte…
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Il conflitto in Iran rischia di incidere anche sul costo dei preservativi, con aumenti che potrebbero arrivare fino al 30%. A lanciare l’allarme è Karex, il più grande produttore mondiale di condom, che ha annunciato rincari legati alle difficoltà nelle catene di approvvigionamento globali. A spiegare la situazione è l’amministratore delegato Goh Miah Kiat, secondo cui i costi di produzione sono cresciuti sensibilmente…
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Mercoledì 22 aprile 2026 Pubblichiamo di seguito la notizia tratta da Bbc.com /// Malaysia-based Karex produces more than five billion condoms a year and supplies global brands like Durex and Trojan. Link alla notizia
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Richiesta e costi in aumento L'amministratore delegato di Karex Goh Miah Kiat ha dichiarato che i costi di produzione sono aumentati notevolmente dall'inizio del conflitto. L'azienda con sede in Malesia produce oltre cinque miliardi di preservativi all'anno e rifornisce marchi leader a livello mondiale come Durex e Trojan, nonché sistemi sanitari pubblici come l'Nhs del Regno Unito. Il blocco dello stretto di Hormuz ha significato il blocco delle catene di approvvigionamento globali: circa un quinto…
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PECHINO – La guerra in Iran renderà più costosi anche i preservativi. L’azienda malese Karex, la più grande al mondo per produzione di profilattici – produce un condom su cinque a livello mondiale – si appresta ad aumentare i prezzi fino al 30%, visto che il protrarsi del conflitto, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, sta destabilizzando le catene di approvvigionamento e facendo lievitare i…
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Da tenere in forte considerazione anche i ritardi già in atto sulle spedizioni, con i clienti che hanno aumentato la domanda e l’azienda che in questo momento fatica a tenere il prezzo costante sulla propria proposta Non soltanto il caro carburanti, l‘energia con un importante rincaro e l’acqua minerale a dei prezzi in ascesa ma un altro tipo di prodotto è pronto ad aumentare velocemente i propri prezzi a causa del conflitto in Iran.
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La guerra in Iran colpisce anche i profilattici. Karex Bhd, azienda malese considerata il principale produttore mondiale di preservativi, ha annunciato un aumento dei prezzi compreso tra il 20% e il 30%. Secondo quanto reso noto dal gruppo, ulteriori rincari potrebbero rendersi necessari se dovessero proseguire le difficoltà nella catena di approvvigionamento legate al conflitto. A riferirlo è stato l’amministratore delegato Goh Miah Kiat, rimarcando che la società sta registrando…
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/04/2026 St 2025/26 3 min La crisi nello stretto di Hormuz può far aumentare i costi dei farmaci. Rincari legati a materie prime, trasporti e dipendenza da Cina e India. Rischio carenze nei prossimi mesi, soprattutto per antibiotici e antinfiammatori. Farmacie pronte a proporre alternative, ma cresce la preoccupazione dei consumatori.
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Carenza farmaci Carenza farmaci Farmaci, Federfarma Roma: nessuna carenza generalizzata sul territorio. Possibile aumento costi Federfarma Roma interviene nel dibattito sulle possibili ripercussioni della crisi geopolitica sul settore farmaceutico: le criticità sono temporanee e legate a fattori produttivi e logistici, mentre il Servizio sanitario nazionale continua a garantire l’accesso alle terapie.
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