Washington, 22 ott. – I rischi a breve termine per la stabilità finanziaria globale restano contenuti ma le crescenti vulnerabilità del sistema rischiano di amplificare potenziali shock avversi che sono diventati più probabili a causa dei conflitti in corso e delle incertezze geopolitiche.E’ quanto emerge dalla nuova edizione del Global Financial Stability Report presentato a Washington dal Fonfo Monetario Internazionale durante i suoi incontri annuali.
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L'Italia crescerà quest'anno dello 0,7% e il prossimo dello 0,8%. Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale, confermando la stima per il 2024 e limando al ribasso dello 0,1% quella per il 2025 rispetto alle previsioni di luglio. Nel 2024 peggio farà la Germania, per la quale è stimata una crescita zero (-0,2 punti percentuali rispetto a luglio). Per il 2025 il Fondo stima una crescita tedesca allo 0,8% (-0,5 punti percentuali).
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Il Fondo monetario internazionale conferma al 3,2% le stime di crescita per l’economia mondiale nel 2024 e 2025. Ma è una crescita bassa, che resterà debole nel medio termine ed esposta alle ombre che si allungano dall’alto livello del debito pubblico e dalla frammentazione del mondo in blocchi sempre meno dialoganti. «L’inflazione è in calo e l’atterraggio morbido è alla portata, ma i rischi sono in aumento», sottolinea il capo economista Pierre-Olivier Gourinchas.
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Il debito pubblico è un problema mondiale, non solo di questo o quel Paese. In coincidenza con l'inizio, a Washington, degli incontri annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, la Direttrice generale del Fondo, Kristalina Georgieva, ha sollecitato i governi a ridurre il debito elevato che le stime prevedono in coppia con una bassa crescita. Il tono è proprio di una situazione di emergenza.
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Domani il FMI aggiornerà le sue previsioni di crescita globale. La scorsa settimana, la sua direttrice generale Kristalina Georgieva ha segnalato una prospettiva poco brillante, affermando che il mondo, afflitto da un forte indebitamento, si sta avviando verso una crescita lenta a medio termine e indicando un «futuro difficile». Tuttavia, la Georgieva ha dichiarato di non essere «super-pessimista» sulle prospettive, visti alcune zone che mostrano segnali di ripresa, in particolare negli Stati…
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Nuovo allarme sul debito pubblico globale. A lanciarlo è il Fondo monetario internazionale, in uno dei capitoli analitici del Fiscal Monitor, che sarà presentato il 22 ottobre. Le ultime stime dell’istituto di Washington parlano di livello “molto elevato”, che dovrebbe superare quest’anno i 100 mila miliardi di dollari, attestandosi al 93% del Pil. Una crescita trainata da Cina e Stati Uniti. E che dovrebbe segnare nuovi aumenti entro la fine del decennio, quando è…
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