I lavoratori di Volkswagen si preparano a intensificare le proteste con scioperi prolungati lunedì prossimo, aggravando un duro scontro con la dirigenza dell’azienda. Al centro della disputa ci sono i piani di licenziamenti e la possibilità di chiusure di stabilimenti in Germania, scenario senza precedenti per il gigante automobilistico europeo. A dichiararlo è stato giovedì il sindacato IG Metall, che ha confermato che i lavoratori di nove stabilimenti in tutta la nazione si fermeranno per quattro ore.
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Lo scontro all’interno di Volkswagen sta assumendo toni di una certa durezza, che tendono a crescere giorno dopo giorno. Esemplificati da quanto accaduto nel corso della riunione del consiglio di fabbrica dell’impianto di Wolfsburg, cui avrebbero partecipato ben 20mila persone, almeno stando ai resoconti apparsi sui media. Un incontro durante il quale è intervenuto anche…
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Proseguono le trattative con i sindacati, il quarto round è fissato per lunedì 9 dicembre. Nei giorni scorsi anche il cancelliere Olaf Scholz ha chiesto di assicurare il futuro degli impianti della casa automobilistica tedesca, un tema di campagna elettorale in vista del voto il 23 febbraio 2025
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Il Gruppo Volkswagen si trova ad affrontare la crisi più profonda in 87 anni di storia, con il management che preme per adottare misure di ristrutturazione senza precedenti e i sindacati pronti a tutto. Durante l’incontro con circa 20mila lavoratori nella sede del gruppo a Wolfsburg, il ceo Oliver Blume ha lanciato messaggi molto netti, che hanno acceso un dibattito infuocato tra i dipendenti. Blume, in fondo, ha ribadito quanto sostenuto dall’azienda nelle ultime settimane: la chiusura…
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Reuters Secondo alcuni analisti aziendali, è la sindacalista più potente d’Europa. Si chiama Daniela Cavallo, 49 anni, tedesca, nata a Wolfsburg da genitori calabresi, è presidente del General and Group Works Councils di Volkswagen, cioè del potente Consiglio di fabbrica che rappresenta oltre 662mila lavoratori del colosso automobilistico tedesco in tutto il mondo. E che ha guidato ieri il primo turno dell’ondata di scioperi negli stabilimenti tedeschi del Gruppo.
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Bergamo. La crisi negli stabilimenti tedeschi dell'automotive preoccupa e non poco anche le aziende bergamasche. Lunedì 2 dicembre i dipendenti delle fabbriche Volkswagen in Germania hanno dato il via ad uno sciopero ad oltranza, convocato dopo i tagli salariali e le migliaia di licenziamenti che la casa di Wolfsburg avrebbe in programma come parte del piano di riduzione dei costi per rispondere al calo dei risultati finanziari.
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Un’adesione massiccia al primo turno di scioperi ha segnato l’inizio della protesta a oltranza negli stabilimenti Volkswagen in Germania. Secondo il sindacato IG Metall, oltre 98.650 dipendenti del gigante automobilistico europeo hanno partecipato a un’agitazione "di avvertimento", una cifra enorme rispetto ai circa 130.000 lavoratori complessivi del gruppo nel Paese. L’interruzione del lavoro, durata due ore, ha interessato nove dei dieci stabilimenti tedeschi del gruppo, incluso il quartier generale di Wolfsburg, e si inserisce in…
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