Potrebbe intaccare anche il mondo dei mutui il conflitto Usa-Iran. Anzi è praticamente sicuro, probabilmente già dal prossimo mese di aprile. Del resto gli effetti già visti sul prezzo di gas e petrolio non potranno non riflettersi sull’andamento dell’inflazione e quindi sui tassi di interesse. Le banche centrali per ora non sono intervenute, fermo restando che, se la guerra dovesse protrarsi, un rialzo dei tassi di interesse sarà inevitabile, e infatti i…
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Nonostante l'allentamento della politica monetaria della Bce, per le famiglie italiane mutui e prestiti "restano più cari rispetto ai principali Paesi dell'Eurozona". Inoltre, "il contesto internazionale tornato più instabile, tra tensioni geopolitiche, la guerra in Iran e nuovi segnali di pressione inflazionistica, rende oggi poco probabile un allentamento duraturo delle condizioni di finanziamento per famiglie e imprese".
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BCE, tassi fermi nonostante lo shock energetico: cosa cambia per i mutui? Tassi fermi, almeno per ora. Anche la BCE resta vigile a fronte dell'attesa accelerazione dei prezzi al consumo, dovuta allo shock energetico prodotto dal nuovo conflitto armato in Iran. Per le famiglie italiane che hanno un mutuo in corso o che intendono sottoscriverne uno la parola d’ordine rimane prudenza. 19/03/2026 ⏰ In 30 secondi: La BCE mantiene i tassi fermi al 2% nonostante lo shock energetico; I mutui…
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La Banca Centrale Europea ha mantenuto all’unanimità i tassi di interesse invariati e ha avvertito che l'impennata dei prezzi dell'energia dovuta alla guerra in Medio Oriente rischia di alimentare l'inflazione e di frenare la crescita nell'Eurozona, nel tempo. “La guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica” si legge nella nota al termine del Direttivo.
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Le incognite sono tornate nell’area euro. «L’economia dell’area euro è rimasta resiliente nel 2025, nonostante l'incertezza e gli shock della politica commerciale», ma oggi «le prospettive economiche sono di nuovo offuscate» a causa dell’escalation militare in Medio Oriente. La guerra e le conseguenti interruzioni della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, rotta vitale per il petrolio e i…
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“Il Consiglio della Bce è determinato ad assicurare che l'inflazione si stabilizzi sul target del 2% nel medio termine, a dispetto dei rischi associati alla crisi in Medioriente ed alle pesanti ripercussioni dei prezzi dell'energia. La guerra in Medioriente ha reso le prospettive economiche significativamente più incerte, creando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Tassi fermi, ma grande attenzione all’evoluzione dell’economia. Come previsto dagli analisti, la Banca centrale europea ha mantenuto il tasso sui depositi al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.
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Nessuna sorpresa sui tassi. Come largamente previsto dagli operatori e dagli investitori professionali, nella riunione odierna del Consiglio direttivo della Bce, l’istituto di Francoforte ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dell’area euro al 2% (per quanto riguarda il tasso sui depositi). Il tasso sui rifinanziamenti principali resta al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,40%.
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Oggi si terrà l'incontro della BCE e, stando alle aspettative di mercato, gli esperti sostengono che il ritorno degli aumenti sia solo questione di tempo. Analizzando l'andamento dell'Euribor, valore di riferimento per i mutui a tassi variabile, Facile.it ha rilevato che a seguito dello scoppio del conflitto in Iran gli indici sono già tornati a salire; dal 27 febbraio al 16 marzo, l'Euribor a 3 mesi è cresciuto di circa 15 punti base, un rincaro che potrebbe tradursi, già dalla rata di aprile, in un aumento…
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True Tobia De Stefano Il mutuo ci costa 200 euro in più Da inizio guerra i tassi per i prestiti immobiliari (Euribor ed Eurirs) sono cresciuti di 0,15-0,18 punti. Ecco il peso su finanziamenti da 200.000. I future vedono altri rialzi.È la settimana delle banche centrali - oggi tocca alla Fed e giovedì alla Bce - con decisioni che al momento sembrano pressoché scontate. Vista la spinta inflazionistica che arriva dal Golfo Persico, sia Christine Lagarde sia un Jerome Powell alle sue penultime battute dovrebbero lasciare i tassi così come sono.
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La guerra e gli effetti su mutui e credito al consumo, Riccardo Colombani a Rai News 24: “Dalla pandemia la gran parte degli italiani si è orientata verso i mutui a tasso fisso. Oggi solo poco più di un quarto dei mutui è a tasso variabile. Un rialzo imminente dei tassi da parte della Bce a causa della guerra non è scontato. Sul credito al consumo il Taeg resta più elevato rispetto alla media dell’area dell’euro, della Germania e soprattutto della Francia.
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Il tasso medio dei mutui casa si posiziona su valori superiori rispetto agli altri Paesi Europei: 3,55% a inizio 2026, contro una media europea del 3,23%, con la Spagna, più virtuosa al 2,49%. Mutui casa, dunque, più cari in Italia. Costo del finanziamento casa superiore a Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Finlandia e Paesi Bassi. Lo attesta l’ultimo Rapporto Fabi, evidenziando, come, le…
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Nonostante la Banca Centrale Europea abbia avviato un progressivo allentamento della politica monetaria, le famiglie italiane continuano a sostenere un costo del credito sensibilmente più alto della media europea. Lo rivela uno studio della Fabi, a Federazione Autonoma Bancari Italiani, che fotografa una situazione di persistente svantaggio per chi in Italia accende un mutuo o ricorre a un prestito personale.
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Le dinamiche regionali sono molto diverse. La Lombardia si conferma la prima regione italiana per stock di prestiti alle famiglie: segna un aumento da 132,0 a 136,3 miliardi di euro, pari a +4,32 miliardi e a una crescita del +3,3%, leggermente inferiore alla media nazionale ma significativa in valore assoluto. “Il contributo lombardo rappresenta una quota rilevante dell’aumento complessivo italiano, segnalando una domanda ancora sostenuta di…
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IN ITALIA IL CREDITO È UN LUSSO: PRESTITI E MUTUI PIÙ ALTI DELLA MEDIA EUROPEA PRESTITI ALLE FAMIGLIE OLTRE I 604 MILIARDI: +23,3 MILIARDI IN UN ANNO IL SUD ACCELERA: PUGLIA PRIMA IN ITALIA PER CRESCITA (+4,5%) CREDITO AL CONSUMO: USATO COME SOSTITUTO DEL REDDITO Nonostante l’allentamento della politica monetaria della Bce, per le famiglie italiane mutui e prestiti restano più cari rispetto ai principali Paesi dell’Eurozona.
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Nonostante l’allentamento della politica monetaria della Bce, per le famiglie italiane mutui e prestiti restano più cari rispetto ai principali Paesi dell’Eurozona. L"allarme è lanciato dalla Fabi in uno studio in cui emerge che, a inizio 2026, il tasso medio sui mutui in Italia si attesta al 3,55%, contro il 3,06% della Francia, il 2,49% della Spagna e una media europea del 3,23%. Il divario dei tassi tra Italia ed Europa Il divario è ancora più marcato sul…
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I fondi raccolti grazie all’acquisto di panettoni e pandori da parte dei soci Coop durante il periodo natalizio (Perugia) Una donazione di grande valore simbolico e concreto quella effettuata oggi dalla cooperativa Unicoop Etruria a favore della Croce Rossa Italiana – Comitato di Perugia. Si tratta di un buono spesa del valore di 38.780 euro, frutto dell’iniziativa “Un dolce per te, uno in buono, uno in dono” promossa da Coop durante il mese di dicembre 2022.
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Condividi Un incontro tra culture gastronomiche diverse, ma unite dalla stessa passione per la qualità e la valorizzazione dei prodotti del territorio. Nei giorni scorsi Celestino Mauro, noto chef di…
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