Era un'anteprima molto attesa da parte dei fan torinesi che lunedì sera (12 marzo) hanno aspettato Paolo Virzì per la proiezione del suo "Un altro Ferragosto", il sequel del cult "Ferie d'agosto". Peccato, però, che qualcosa non sia andato per il verso giusto, almeno dal punto di vista del regista toscano il quale a fine proiezione ha sbottato abbandonando in malo modo la storica sala di corso Vittorio Emanuele II.
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Da giovedì 14 a mercoledì 20 marzo 2024 (lunedì sala riservata), il nuovo film "Un altro Ferragosto" di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Laura Morante, Silvio Orlando e Christian De Sica, torna in programma al Cinema Adriano di Firenze (via Romagnosi, 46). Nell’estate del 1996 sull’Isola di Ventotene, Cecilia Sarcoli (Laura Morante) rimase incinta di Sandro Molino (Silvio Orlando) ed ebbero un figlio, Altiero Molino che oggi ha ventisei anni.
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Paolo Virzì: “Il populismo patriottardo mi fa paura. Chiudersi nella propria nazione è pericoloso” elisabetta fagnola, riprese e montaggio di Maurizio bosio (ag. reporters) Ventotto anni dopo la loro estate insieme, i Molino e i Mazzalupi tornano a Ventotene: è "Un altro Ferragosto", il nuovo film di Paolo Virzì che il regista ha presentato a Torino. È il sequel delle "Ferie d'agosto" girato da Virzì nel 1996
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Ferie d'agosto e Un altro ferragosto, le due opere consequenziali di Paolo Virzì, hanno raccontato la fine e l'inizio di una stagione politica del nostro Paese, interrogandosi sulla ciclicità di alcuni elementi e lasciando un buco nero riguardo il futuro. Analizziamo le similitudini. La prima ambizione di Ferie d'agosto, scritto nel 1994, girato nel 1995 e uscito nel 1996, era quella di raccontare un momento, sospeso nel tempo delle vacanze estive.
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Siamo a pranzo in una pizzeria nel quartiere dove abbiamo scattato le fotografie di queste pagine. Andrea è l’ultimo a essere servito – ha chiesto delle semplici verdure alla griglia, niente di che – ma non trascorre quei venti infiniti minuti scrollando il telefono, come chiunque di noi avrebbe fatto per ammazzare l’attesa e l’imbarazzo di trovarsi a tavola con degli sconosciuti. Lui no, non abbassa lo sguardo, si guarda intorno in silenzio, osserva gli altri che…
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