Domenica mattina Ahmed al-Qidra ha fatto salire i suoi sette figli sul carretto di famiglia, trainato da un asino, e si è diretto verso casa, nella parte orientale di Khan Younis. Il cessate il fuoco a quell’ora doveva essere cominciato e la famiglia non vedeva l’ora di lasciare la vita in tenda e di ritornare, dopo 15 mesi di continui lutti e sfollamenti. La mamma dei bambini, Hanan, era rimasta a sistemare le ultime cose, li avrebbe raggiunti nel giro di qualche ora.
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Khalida Jarrar è stanca, ha il volto segnato dalle malattie che la tormentano da anni e che non ha potuto curare in carcere. Ha dormito pochissimo dopo essere stata scarcerata nella notte di domenica nell’ambito dell’accordo di tregua a Gaza tra Israele e Hamas. EPPURE, la deputata palestinese e dirigente del Fronte popolare (Fplp, sinistra marxista), ieri mattina, dopo aver fatto visita alla tomba della figlia Suha morta giovanissima, ha provato a recuperare le forze.
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I nuovi equilibri globali dell’era Trump passano anche da un cambiamento netto in Medio Oriente, da un rimodellamento della regione che dia più sicurezza ad Israele e isoli definitivamente l’Iran. La concomitanza - non casuale, ma fortemente voluta anche dal tycoon - della tregua a Gaza e dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca regala plasticamente una chiave di lettura importante di come quest’area del mondo sarà tra le priorità della politica estera del nuovo presidente americano.
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Nel secondo giorno di cessate il fuoco a Gaza, il popolo palestinese scende in strada in Cisgiordania. È lì per accogliere i prigionieri palestinesi rilasciati nella notte - in cambio del rilascio dei tre ostaggi israeliani - dalla prigione israeliana di Ofer, poco a nord di Gerusalemme: la maggior parte delle 90 persone liberate proviene proprio dall’area occupata d…
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È arrivato il giorno dell’inaugurazione di Donald Trump alla guida della nazione più influente al mondo da un punto di vista geopolitico ed economico. Questo accade dopo un accordo che ha portato alla firma di un cessate il fuoco, richiesto da attivisti, organizzazioni umanitarie, associazioni per i diritti umani e da tutte le persone che hanno un minimo senso di empatia non intriso di nazionalismo, suprematismo bianco o razzismo
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LONDRA – Raggiungere l’accordo sul cessate il fuoco è stato difficile. Mantenerlo attraverso le tre fasi previste lo sarà ancora di più: su questo concordano tutti gli analisti e i commentatori di affari mediorientali. Ecco i problemi che potrebbero sospendere o addirittura fare franare la tregua che almeno temporaneamente ha interrotto la guerra di Gaza e portato alla liberazione dei primi ostag…
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Hanno molto colpito le immagini del corteo dei veicoli di Hamas prima nella Striscia per festeggiare la tregua, una vittoria come la interpretano loro, e poi il corteo che ha accompagnato le tre ostaggio nella piazza Saraya di Gaza City, tramutato nella sfilata della vittoria. Un giornalista di Channel 11 si è detto «scioccato» nel vedere le immagini di miliziani che giravano liberamente per Gaza…
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Papa Francesco: si rispetti la tregua. Basta con le armi Prezioso il lavoro dei mediatori, avanti con la soluzione dei due stati in Medio Oriente. Lo ha affermato Papa Francesco nell’intervista televisiva alla trasmissione “Che tempo che fa”. Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Dopo 15 mesi di guerra devastante, Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco che potrebbe segnare una svolta storica nel conflitto di Gaza. L'intesa, mediata e garantita da Stati Uniti, Egitto e Qatar, prevede una tregua iniziale di sei settimane e il rilascio di 98 ostaggi detenuti da Hamas. Se completamente implementato, l'accordo potrebbe portare alla fine permanente di uno dei capitoli più sanguinosi nella storia della regione.
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