L’abisso finanziario, sportivo e morale del calcio italiano non è un crollo improvviso, ma una lenta deriva etica prima che tecnica o economica, una crisi che riguarda il senso, prima dei risultati. Il calcio, da quando esiste, è stato (occorre iniziare a usare i verbi al passato) racconto collettivo, educazione sentimentale, grammatica popolare. Oggi quella funzione educativa sembra sparita. Il punto non è la nostalgia, sempre cattiva consigliera, ma lo sguardo: come siamo arrivati qui? E cosa…
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Da quando ho smesso di pensare da allenatore e ho iniziato a ragionare da Presidente, mi sono reso conto di quanto nei settori giovanili italiani si privilegi la fisicità a scapito della tecnica, puntando quasi esclusivamente sulla tattica. Non si vedono più ragazzi cimentarsi nell’uno contro uno, dribblare l’avversario: la ricerca della vittoria è impartita a qualsiasi costo, con allenatori che pensano a se stessi anziché al bene dei giovani.
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Le eliminazioni di Bologna e Fiorentina hanno chiuso il cerchio del 2026 annus horribilis del nostro calcio. In parallelo al terzo Mondiale mancato di fila sono risultati che descrivono la gravità della situazione, e spiegano il traffico per l’elezione del nuovo presidente federale. Qui solleviamo tre questioni inerenti al tema. 1. Occorre varare una strategia di lungo periodo, o una che intervenga subito sull’esistente?Entrambe.
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La crisi della Nazionale italiana non può più essere considerata un evento eccezionale, ma il segnale di un declino strutturale ormai evidente. Dopo le mancate qualificazioni e le delusioni recenti, l’idea di “shock” perde significato: secondo il report “The Italian Job is Getting Harder” della LTT Sports, l’Italia non fa più parte stabilmente dell’élite mondiale. Prenderne atto è il primo passo per avviare una reazione concreta, che dovrà…
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Intervenuto sulle frequenze di Radio Sportiva, Enzo Bucchioni ha analizzato il momento complicato che sta attraversando il calcio italiano. Il giornalista propone una ricetta ben precisa per far tornare ai fasti di un tempo il nostro calcio. "Il calcio italiano è prigioniero di un balletto di poltrone". "Dopo tre Mondiali persi, si punta ancora su nomi del passato per lo status quo. Serve azzerare tutto: commissariamento con Malagò e un comitato dei…
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E con questo sono tre mondiali consecutivi out per gli Azzurri, un record negativo unico per una Nazionale che è stata campione del mondo: non una, ma quattro volte. Resta una magra consolazione statistica, che su 18 mondiali, uno ogni quattro e mezzo portiamo a casa la coppa, e un Mondiale su tre arriviamo in finale, ma in totale sono quattro le edizioni saltate per mancata qualificazione e uno, quello del 1930, a cui gli Azzurri non parteciparono.
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Sono passati 15 giorni dal dramma nazionale dell’ennesima eliminazione dell’Italia dai Mondiali di calcio, segno non di sfortuna ma di incapacità. Un’eliminazione che ha fatto riemergere il nostro peggior difetto: siamo un popolo capace di polemizzare su tutto, senza saper trovare soluzioni concrete. Si polemizza, poi le polemiche si spengono e tutto o quasi resta come prima. Io però trovo interessante, in questa tragedia popolar-calcistica, vedere cosa hanno scritto all’estero della nostra ennesima eliminazione.
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Malagò, Abete o un terzo uomo. Al prossimo presidente della Figc (carica su cui Giovanni Malagò ha posto una seria, anche se non definitiva, ipoteca dopo l’investitura da parte della Lega Serie A) spetterà l’arduo compito di far uscire il pallone tricolore e la nazionale da una crisi di risultati ormai ventennale (ad eccezione dell’estemporaneo trionfo all’Europeo 2020). Ma basterà un nuovo presidente federale a trasformare il nostro calcio? Diciamolo subito: no.
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Due settimane a dire: “ Non è una questione di nome, ma di riforme ”. E poi, in un giorno solo, spuntano due nomi e non lo straccio di un programma . L’inizio della nuova era del calcio italiano è scoraggiante, per la serie: non cambieremo mai. Per carità, bello vedere la Serie A compatta come dovrebbe essere, magari non sempre, ma almeno molto più spesso. E bello anche il nome di Giovanni Malagò , un dirigente sportivo superlativo, con le capacità e il carisma di mettere le mani in quell’aggrovigliato pasticcio che è il calcio…
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Nel dibattito sulla crisi del calcio italiano si continua a parlare di talento, infrastrutture, risorse economiche. Temi reali, certo, ma che rischiano di nascondere un problema più profondo e sistemico: la scarsa qualità del pensiero in campo dei calciatori e, di conseguenza, una formazione degli allenatori ancora troppo limitata. L’episodio recente che ha visto protagonista Alessandro Bastoni è emblematico, ma non isolato.
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Lamancata qualificazione dell’Italia ai prossimi Mondiali di calcio avrà un impatto negativo intorno al 15-20% sulla raccolta pubblicitaria Rai ,dice l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi. Ma il tracollo azzurro ha ripercussioni negative anche sugli sponsor della Nazionale, come racconta Corriere.it secondo cui la Figc sta scoprendo “nel modo più brutale possibile che la mancata qualificazione ai Mondiali non è solo una figuraccia sportiva, ma un declassamento…
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L'ex allenatore del Parma, Nevio Scala, ha rilasciato una lunga intervista a Radio Kiss Kiss Napoli in cui ha parlato del declino del calcio italiano nell'ultimo periodo e della mancata qualificazione dell'Italia al prossimi Mondiali. A seguire le sue parole: Scala: "Non andare ai Mondiali per 3 volte di fila è inaccettabile. Il calcio italiano è cambiato" "Quello che stiamo vivendo nell'ultimo periodo, la nazionale che è assente da tre volte consecutive dai…
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Foto: Ansa / Alessandro Di Marco (24/6/2014) La nuova speranza Dopo l’eliminazione dell’Italia alle qualificazioni per i mondiali, nella partita persa ai rigori contro la Bosnia il 31 marzo 2026, i tifosi si sono rammaricati e anche il ondo della politica è rimasto scosso per l’accaduto. D’altra parte, è da 12 anni che la nostra nazionale non partecipa a un mondiale di calcio. Né Luciano Spalletti, né Gennaro Gattuso sono riusciti a…
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La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali non è solo una catastrofe sportiva. È un disastro commerciale. E i numeri, questa volta, non lasciano spazio all’ottimismo azzurro. Il conto, quasi 20 milioni che evaporano La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 presenta un conto durissimo alla Figc: l’impatto economico stimato si avvicina ai 20 milioni di euro tra mancati introiti e riduzione dei contratti.
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L’ultima idea di Luciano Spalletti è quella di far giocare obbligatoriamente un Under 19 in ogni squadra italiana. «Così devo farne crescere almeno quattro, e iniziare a capire due anni prima chi sono i potenziali giovani su cui poter puntare». Si è parlato tantissimo di giovani talenti e di dove andarli a trovare, dopo la terza eliminazione di fila da un Mondiale. Qualcuno è andato giustamente a ripescare le 900 pagine del piano scritto da Roberto…
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