L’attesa per martedì prossimo quando a Roma si terrà il vertice convocato per l’accordo di programma. Luca Lazzaro, consigliere comunale di Taranto di Fratelli d’Italia: “Abbiamo l’opportunità per Taranto polo della siderurgia sostenibile”.
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Approfondimenti:
Provincia di Taranto, Comune di Taranto e Comune di Statte hanno espresso una posizione comune sull’ex Ilva, respingendo l’accordo di programma nella forma attuale. I tre enti dichiarano di voler elaborare un percorso alternativo, con una proposta concreta capace di “risarcire Taranto dopo oltre 60 anni di sacrifici”, ponendo al centro la tutela della salute, la salvaguardia ambientale e la dignità dei lavoratori.
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Contrarietà netta a qualsiasi accordo che preveda la continuità dell’attuale assetto industriale dell’ex Ilva. È la posizione ribadita dal consigliere comunale Mirko Di Bello (Italia Oltre), che ha contestato la scelta di non convocare un Consiglio comunale monotematico l’11 agosto, alla vigilia dell’incontro del 12 con il ministro Adolfo Urso, definito “giorno della verità e della responsabilità” per la città.
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Quello che Francesco Zambon, commissario Ilva, aveva annunciato a Novi una settimana fa, è divenuto realtà. Al ministero dell’Industria è stato pubblicato il nuovo bando per la (ri)vendita del colosso dell’acciaio, ex Ilva, dopo che quello di fine 2024 non aveva portato a nulla. Chi vorrà acquistare il «pacchetto», stabilimento di Novi compreso, dovrà fare riferimento a punti chiave: dalla decar…
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A Taranto, il dibattito sul futuro industriale e ambientale della città resta acceso. L’assessore comunale all’attuazione del programma, Gianni Cataldino, ha difeso con decisione la strategia adottata dal sindaco Piero Bitetti, sottolineando come nelle ultime settimane l’amministrazione abbia scelto di mantenere un profilo istituzionale rigoroso, senza replicare agli attacchi provenienti da stampa e ambienti politici vicini al Governo.
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Gianni Cataldino, assessore al Comune di Taranto per l’attuazione del programma, ha diffuso una dichiarazione in cui ha spiegato la posizione dell’amministrazione sulle recenti polemiche riguardanti l’Accordo interistituzionale di programma. Cataldino ha ricordato come, nelle ultime settimane, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, abbia mantenuto un profilo istituzionale evitando repliche agli attacchi provenienti da stampa e parlamentari, per privilegiare il bene della città rispetto a…
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Genova. Lo spezzatino, vale a dire la possibilità che lo stabilimento di Cornigliano sia venduto come asset a sé, oppure insieme agli altri stabilimenti del Nord Italia ma separatamente da Taranto, diventa un possibilità concreta per l’ex Ilva. Lo prevede il nuovo bando del Mimit, ministero per il Made in Italy. La notizia è stata diffusa dal ministero due giorni fa. E la scadenza per presentare offerte, si legge nella nota del…
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Sono scesi sul piede di guerra, da un lato, le associazioni imprenditoriali metalmeccaniche, dall’altro, le organizzazioni sindacali. Nel mirino, la maggioranza comunale guidata dal sindaco Bitetti, prigioniero di contraddizioni in termini gioca, si fa per dire, a mosca cieca. Siccome nell’area ionico salentina è stagione di «pizzica e tarantismo» la gente crede di fare tutto e il contrario di tutto, ma è un lusso che non si può permettere il sindaco di Taranto, vivendo in una città a rischio di…
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“Il 12 agosto, il Ministro Urso ha chiamato tutte le parti a sottoscrivere l’accordo di programma per la decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia (ADI), ex ILVA. Si tratta di un passaggio che non possiamo permetterci di perdere: l’accordo deve essere firmato. Ma deve essere accompagnato da garanzie precise, trasparenza sulle risorse e assunzione di responsabilità da parte di tutti”.
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La mancanza di un gestore privato d'impresa è la chiave per comprendere nell'attualità e a fondo il dramma o la tragedia dell'ex-Ilva di Taranto. Questa assenza non solo non semplifica la situazione, ma la rende ancora più intricata. È proprio questo vuoto che esaspera le dinamiche locali e rende più evidente lo scontro con il Governo. Il punto è che i quattro attori locali (istituzioni, associazioni, sindacati e indotto) non si confrontano con un'entità unica e definita, ma con l'incertezza…
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«Taranto sta dando di se un’immagine anti-industria. Stiamo avendo segnali al riguardo. Più di qualche imprenditore, sia italiano che straniero, che doveva venire qui ad investire extra Ilva, ad esempio nel settore delle rinnovabili, ci ha detto: abbiamo paura di venire a Taranto perché vediamo dalla realtà sociale un atteggiamento anti-industriale». Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto, segue gli sviluppi del caso ex Ilva per l’impatto economico che ha sulla città, sui posti di lavoro e…
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A pochi giorni dal vertice a Roma, nella sede del ministero delle Imprese e del made in Italy, sulla definizione dell’Accordo di programma interistituzionale, si infittisce il pressing sul sindaco Piero Bitetti affinché convochi una seduta straordinaria del Consiglio comunale in modo che tutte le forze politiche possano portare il rispettivo contributo di idee. Una richiesta pressante dovuta alla decisione da parte dei partiti di maggioranza, poi…
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Una città sotto scacco. Taranto continua a vivere come se fosse sospesa sul ciglio di un burrone: da una parte l’acciaio che resiste, ferito ma ancora dominante; dall’altra la speranza di un’alternativa che tarda a concretizzarsi. L’ex Ilva resta il cuore di un conflitto irrisolto che tiene in ostaggio la città: salute contro lavoro, ambiente contro occupazione, presente contro futuro. Ma ora qualcosa si è rotto, almeno nel linguaggio politico.
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Si scalda la partita per l’ex Ilva. Mancano pochi giorni al tavolo, convocato il 12 agosto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, per la definizione dell’accordo di programma per la decarbonizzazione di Taranto. Il “giorno della verità” per il ministro Adolfo Urso, che però deve fare i conti con il ‘no’ arrivato dal Comune di Taranto, con il sindaco Piero Bitetti che, senza mezzi termini, ha detto: "Non firmerò nessun accordo", sconvocando la seduta del consiglio comunale prevista per…
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«Con tutto l’acciaio di cui abbiamo bisogno non basta l’Ilva, ce ne vogliono più d’una». Parola di Matteo Salvini. Il Ponte sullo Stretto di Messina dunque salverà l’acciaieria di Taranto. E il suo collega delle Imprese e made in Italy, Adolfo Urso, si spinge a promettere che sarà «il sito siderurgico più ambientale e più sostenibile d’Europa». Nessuna preoccupazione, quindi, se non ci sono altri privati disposti a prendersi in carico l’impianto più grande, più inquinante e meno…
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Rispetto alle vicende vissute negli ultimi 13 anni dall’Ilva o, se preferite, dalla ex Ilva, abbiamo scritto più volte che tali vicende hanno dato luogo alla storia industriale più ingarbugliata che il nostro Paese abbia mai conosciuto. Appare quindi quasi impossibile pensare che tale storia, nell’ultima settimana, si sia ancor più ingarbugliata. Eppure è proprio questo ciò che è accaduto in questi giorni.
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Cosa c’è nel nuovo bando di gara per l’ex Ilva Dopo il fallimento delle trattative con Baku Steel, il ministero delle Imprese ha pubblicato un nuovo bando di vendita per Acciaierie d'Italia: si cerca un investitore privato disposto ad acquisire l'ex Ilva, anche a pezzi. Ecco le novità e il ruolo del governo. Il governo ha pubblicato il nuovo bando per la vendita di Acciaierie d’Italia, la società in amministrazione straordinaria che gestisce gli impianti dell’ex Ilva a Taranto, Genova e Novi Ligure, tra gli altri.
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A cui dovrebbe poter rispondere un ambientalismo pragmatico, che invece non c’è. La vicenda Val di Susa dura da decenni, tra una guerriglia black block e l’altra, quella di Taranto almeno dal 2015, quando la magistratura intervenne bloccando l’impianto. Da una produzione potenziale di 8 milioni di tonnellate si è scesi intanto a poco più di uno. E lo Stato ha continuato a sovvenzionare un impianto che, così come è, brucia 50 milioni al giorno.
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La decarbonizzazione del sito di Taranto, per chi voglia rilevare l’ex Ilva, non è più un’opzione ma diventa un obbligo vincolante. Questa è la principale novità della nuova procedura di vendita degli asset aziendali di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria: le offerte vincolanti dovranno essere presentate entro il 15 settembre 2025. I nuovi investitori dovranno impegnarsi allo spegnimento delle aree a caldo alimentate a…
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«Si continui a negoziare ancora rispetto al processo di decarbonizzazione nell’Accordo interistituzionale inserendo una clausola vincolante all’ interno dello stesso che avrà una sua efficacia una volta raggiunto l’Accordo di programma, così come previsto dall’articolo 34 del Tuel per raggiungere gli obiettivi quali investimenti certi e responsabilità del gestore sulla fase di transizione ecologica».
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Il diktat del Governo sulla vicenda ex Ilva ha il sapore dell'ennesima imposizione sul futuro della città di Taranto. Come dire: "O facciamo così, oppure Taranto sarà abbandonata al suo destino". Perché in parole povere di questo si tratta, inutile arrampicarsi sugli specchi. Insomma, Taranto è con le spalle al muro. Come ormai accade da troppi anni. Nonostante sentenze europee, italiane e studi scientifici s'oppongano alle scelte che i vari governi (ben nove dal 2012 a oggi) hanno compiuto sacrificando questa terra sull'altare del…
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