Nel post diffuso dalla famiglia, Foreman viene ricordato come «una persona di grande umanità, un olimpionico e due volte campione del mondo dei pesi massimi, profondamente rispettato». E ancora «una forza sempre rivolta al bene, un uomo di disciplina, forti convinzioni e custode della sua eredità morale, che ha combattuto instancabilmente per preservare il suo buon nome per la sua famiglia», ha aggiunto la dichiarazione.
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Quando George fece i conti col passato, tornò da un sacco di posti e a 45 anni si riprese la cintura
Aveva fatto scorrere fiumi di dollari nei bordelli di lusso, si era regalato cuccioli di leone, regredendo un passo alla volta - ma con le tasche piene - verso la vita che aveva vissuto da ragazzo: un adolescente nero di Marshall, Texas, forte come un bufalo, ignorante e menefreghista come soltanto uno che vuole diventare ricco può riuscire a essere. Inconsapevole, soprattutto. Con i guantoni avrebbe fatto più soldi che con le rapine, rischiando…
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George Foreman, ex campione del mondo dei pesi massimi, è morto all'età di 76 anni. Il decesso dell'ex pugile è stato annunciato oggi 22 marzo dalla famiglia. Foreman, campione olimpico per gli Usa ai Giochi di Città del Messico 1968, nella carriera da professionista (impreziosita da 76 vittorie e 68 successi per ko a fronte di sol 5 sconfitte) è stato per due volte campione dei pesi massimi. Il suo nome rimane legato al match più famoso di tutti i tempi.
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Roma La leggenda del pugilato George Foreman è morta all'età di 76 anni. Nato in Texas, Foreman iniziò la sua carriera di pugile nei pesi massimi diventando medaglia d'oro olimpica a Città del Messico 1968. Nel 1973 divenne campione del mondo battendo Joe Frazier. La sua fama di atleta inarrestabile si arrestò a Kinshasa quando, nel 1974, perse la 'Rumble in the Jungle', uno dei combattimenti più memorabili nella storia della boxe, contro Muhammad Ali
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Chissà, ora George Foreman metterà in scena un "Rissa in Paradiso" con Muhammad Alì: la leggenda del pugilato è morta all'età di 76 anni dopo aver lascito un segno indelebile nella storia non solo della Nobile arte, ma di tutto il Novecento dal punto di vista sportivo, mediatico, sociologico. Nato in Texas, Foreman inizia la sua carriera di pugile nei pesi massimi diventando medaglia d'oro olimpica a Città del Messico 1968.
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