"Ero ingenua, ma avevo immaginato che sarei stata io ad annunciare la morte di mio marito, Paul Auster". Inizia così il post pubblicato da Siri Hustvedt, moglie dello scrittore americano deceduto a 77 anni. "È morto a casa, in una stanza che amava, la biblioteca, una stanza con libri su ogni parete dal pavimento al soffitto, ma anche con alte finestre che lasciavano entrare la luce - scrive ancora - È morto con noi, la sua famiglia, intorno a lui il 30 aprile 2024 alle…
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Siri Hustvedt in un post su Instagram ritiene che la sua famiglia sia stata "derubata" della "dignità" dopo che un'amica ha rapidamente confermato la morte dello scrittore ai media Siri Hustvedt, moglie dello scrittore americano Paul Auster, morto il 30 aprile a 77 anni, ritiene che la sua famiglia sia stata "derubata" della "dignità" dopo che un'amica ha rapidamente confermato la morte dello scrittore ai media.
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Lo scrittore americano è scomparso il 30 aprile nella sua casa di Brooklyn, aveva 77 anni. La moglie Siri Hustvedt: «Ingenuamente, pensavo che sarei stata io a dare la notizia della morte di mio marito. Ma la notizia è stata data prima ancora che il suo corpo venisse portato via da casa»
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Newark, New Jersey, 3 febbraio 1947 e poi New York, 30 aprile 2024: sono le date di nascita e morte di Paul Auster, figlio di genitori ebrei, scrittore per anni precario fino al boom di Trilogia di New York (Einaudi, che lo traduce in Italia) nel 1987 e da lì in poi anche sceneggiatore, saggista, poeta, regista, produttore, attore. Non è stato uno scrittore né una persona facile, Auster, anche se ha raggiunto presto quel certo tipo di popolarità affettuosa che forse non è toccata nemmeno al suo più anziano concittadino…
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In ricordo di Paul Auster, il geniale scrittore americano morto martedì a New York, pubblichiamo uno stralcio de “L’invenzione della solitudine”, suo primo memoir del 1982. Un giorno c’è la vita. Per esempio, un uomo sano, neanche vecchio, senza trascorsi di malattie. Tutto è com’era prima e come sarà sempre. Passa da un giorno all’altro …
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E dunque questo è «il paese delle ultime cose». Scriveva: «A una a una scompaiono e non ritornano più… non devi sprecare tempo a cercarle. Quando una cosa sparisce, finisce». Eppure s’invoca un minimo tempo supplementare per radunarle in questa cerimonia dell’addio, l’ultimo articolo su Paul Auster. C’è l’ultimo libro, Baumngartner, storia di uno svagato alter ego che, attraversando l’esistenza …
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Milano, 2 mag. – “Qui non c’è nessun Paul Auster”. Probabilmente inizia con questa frase, che viene pronunciata nelle primissime pagine del romanzo “Città di vetro”, che apre la “Trilogia di New York”, la grande fama di Paul Auster, lo scrittore di Brooklyn che è morto il 30 aprile a 77 anni lasciando una cospicua eredità di romanzi e una storia personale complessa e affascinante. A pronunciare la frase è Quinn, il protagonista del libro del 1985, dopo…
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