Sei giorni sospeso tra la vita e la morte, poi il silenzio in una stanza d’ospedale. Sabato si è spento così, al Niguarda, Wenhan Liu, il trentenne cinese colpito alla testa e a una spalla da due proiettili esplosi dal fucile d’assalto di un agente delle Uopi, il reparto speciale antiterrorismo della polizia, durante l’intervento di domenica scorsa in via Cassinis, a Rogoredo. Nel pomeriggio di ieri i medici hanno dichiarato il decesso: Liu non si era mai ripreso dalle ferite.
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Cittadino cinese di 30 anni, il 1° febbraio aveva avuto uno scontro a fuoco con la polizia. Pochi giorni prima dell'incidente era stato più volte segnalato e fermato. Infine ricoverato in psichiatria ma dimesso poco dopo E’ morto sabato sera il rapinatore che una settimana fa aveva sottratto la pistola a un vigilante e l’aveva usata contro i poliziotti nel quartiere di Rogoredo, periferia di Milano
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Milano, morto in ospedale 30enne ferito in sparatoria a Rogoredo 8 febbraio 2026 Milano, 8 feb. - È morto ieri all'ospedale Niguarda di Milano Liu Wenham, il cittadino cinese di 30 anni ferito gravemente in uno scontro a fuoco con la polizia lo scorso 1° febbraio in piazza Mistral, zona Rogoredo. Il giovane aveva rubato l'arma a una guardia giurata e, dopo averla puntata contro i poliziotti intervenuti, aveva esploso diversi colpi.
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È morto il 30enne cinese a cui i poliziotti avevano sparato circa una settimana fa a Rogoredo (Milano). L’uomo aveva rubato una pistola a una guardia giurata e aveva minacciato gli agenti. Nel corso di una sparatoria era stato ferito gravemente e portato all’ospedale Niguarda. La morte del 30enne cinese La sparatoria a Rogoredo I precedenti del 30enne cinese La morte del 30enne cinese Il 30enne cinese era ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano dal 1°…
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È morto Liu Wenham, il trentenne di origini cinesi che lo scorso primo febbraio era rimasto gravemente ferito durante una sparatoria con la polizia nel quartiere milanese di Rogoredo.Wenham aveva aggredito una guardia giurata con una mazza rubandole l’arma e con quella aveva sparato alle pattuglie speciali dell’Uopi, il reparto speciale della polizia creato all’indomani degli attentati al Bataclan, che lo stavano inseguendo mentre scappava tra le vie della periferia milanese.
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È morto all'ospedale Niguarda di MIlano, dove era ricoverato da domenica scorsa, Liu Wenham, il 30enne cinese che una settimana fa aveva rubato la pistola a un vigilante usandola poi contro dei poliziotti che avevano risposto al fuoco ferendolo gravemente. L'episodio era avvenuto nella periferia di Rogoredo, dove qualche giorno prima un pusher marocchino di 28 anni era stato ucciso da un altro agente.
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L’uomo aveva rubato la pistola a un vigilante, usandola poi contro dei poliziotti che avevano risposto al fuoco ferendolo gravemente. Era stato colpito alla testa a e una braccio È morto all'ospedale Niguarda Liu Wenham, il 30enne cinese che una settimana fa a Milano aveva rubato la pistola a un vigilante usandola poi contro dei poliziotti che avevano risposto al fuoco ferendolo gravemente. Era ricoverato nel nosocomio da domenica scorsa.
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È morto all'ospedale Niguarda, dove era ricoverato da domenica scorsa, Liu Wenham, il 30enne cinese che una settimana fa a Milano aveva rubato la pistola a un vigilante usandola poi contro dei poliziotti che avevano risposto al fuoco ferendolo gravemente. La sparatoria L'episodio era avvenuto nella periferia di Rogoredo, dove qualche giorno prima un pusher marocchino di 28 anni era stato ucciso da un altro agente.
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È morto all'ospedale Niguarda, dove era ricoverato da domenica scorsa, Liu Wenham, il 30enne cinese che una settimana fa a Milano aveva rubato la pistola a un vigilante, usandola poi contro dei poliziotti che avevano risposto al fuoco ferendolo gravemente. L'episodio era avvenuto nella periferia di Rogoredo, dove qualche giorno prima un pusher marocchino di 28 anni era stato ucciso da un altro agente.
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Prima della sparatoria con la polizia, l'uomo aveva aggredito una guardia giurata rubandogli l'arma, usata poi per sparare contro la volante blindata dell'Uopi È morto nel pomeriggio di oggi il 30enne di nazionalità cinese rimasto ferito lo scorso 1 febbraio nel corso di una sparatoria con la polizia avvenuta in piazza Mistral, in zona Rogoredo, a Milano. L'uomo era ricoverato all'ospedale Niguarda e sin da subito le sue condizioni erano apparse gravissime.
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È morto dopo sette giorni il cittadino cinese responsabile di una sparatoria a Rogoredo con la Polizia di Stato. Liu Wenham, 30 anni, una settimana fa ha sottratto una pistola a una guardia giurata e ha poi ingaggiato uno scontro a fuoco con le forze speciali che sono andate a raggiungerlo per tentare di fermarlo e mettere in sicurezza il quartiere. Alla vista degli agenti l’uomo ha sparato e i poliziotti hanno risposto al fuoco, colpendolo.
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Per quasi una settimana i medici del Niguarda hanno tentato l'impossibile. Ma alla fine non c'è stato nulla da fare. È morto Wenham Liu, l'uomo di trent'anni ferito a colpi di pistola nel pomeriggio di domenica 1 febbraio da un poliziotto delle Uopi, le unità operative di primo intervento della polizia. Il decesso del trentenne è stato dichiarato oggi pomeriggio in quell'ospedale dove era arrivat…
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A meno di una settimana dal suo lancio, ha già raggiunto quota 15.000€ la raccolta fondi del SAP per sostenere la tutela legale del collega accusato di omicidio volontario dopo che, lo scorso 26 gennaio, è stato costretto ad aprire il fuoco a Rogoredo. “Vogliamo ringraziare le oltre 300 persone che già hanno preso parte attivamente a questo appello”, ha detto il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni…
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Un agente indagato per omicidio volontario dopo aver risposto a una minaccia armata nel boschetto dello spaccio di Rogoredo. Foti e Ronzulli denunciano il paradosso: "Indulgenti con i violenti, severi con le divise". Ma non solo: e allora ripartiamo dalla vicenda che sta concretizzando un sospetto che rischia di
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Poliziotti indagati a Milano. ROMANO (SIULP): “Dall’atto dovuto alla responsabilità di gregge. L’unico atto dovuto è quello di dire grazie ai poliziotti”. “Non si è fatta attendere la conferma che per i poliziotti la maggior preoccupazione non è rischiare la propria vita, ma dover poi entrare nella centrifuga di un sistema giudiziario da cui usciranno strapazzati nel morale e patrimonialmente massacrati.
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