"Dove sei, Mojtaba?". Mojtaba Khamenei c'è ma non si vede. La nuova Guida Suprema dell'Iran si presenta con un messaggio affidato alla tv di Stato. Il figlio dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio nei primi attacchi di Stati Uniti e Israele, rimane invisibile. Ufficialmente, è rimasto ferito nella prima giornata del conflitto e si trova in un luogo protetto. La sua assenza prolungata dalla scena pubblica, però, alimenta domande e dubbi.
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Schizzano prezzi dei carburanti, contro gli sciacalli corsa a San Marino Altro ostacolo ai centri in Albania, braccio di ferro tra governo e toghe "Uno l'ho salvato anch'io", "bene, così gli facciamo il c... a questi sbirri" Dai copioni di scena alla tuta da meccanico, i giubbotti di pelle a il jukebox Lancio di droni sulla base italiana di Erbil, al Tg4 il racconto dell'inviato La sinistra in piazza contro le politiche Usa.
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«Vendicheremo il sangue dei martiri». È la promessa lanciata da Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell’Iran, nel suo primo messaggio rivolto alla nazione dopo la nomina da parte dell’Assemblea degli Esperti, avvenuta domenica scorsa in seguito alla morte del padre, Ali Khamenei. Il leader iraniano non è apparso né in pubblico né in televisione: il messaggio è stato letto da una giornalista della televisione di Stato.
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Fatta eccezione per il leader nord-coreano Kim Jong-un e per il presidente russo Vladimir Putin, anche i dittatori più spietati e sanguinari non possono più fare a meno di aprire un proprio affaccio sui social media. Presidiare l’info-sfera delle piattaforme è innanzi tutto una dimostrazione plastica di potere, di forza e di controllo della narrazione, alla quale nessuna leadership, non solo quelle democratiche ma anche quelle autoritarie, può sottrarsi senza pagar pegno.
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