Ancora un piazzamento per Jonas Vingegaard, che ieri nella tappa numero 20 da Nizza al Col de la Couillole è arrivato secondo alle spalle di Tadej Pogacar. Il danese non ha vinto questo Tour, ma ha lottato in ogni modo fino alla fine e per questo non si sente di incolparsi di nulla per il mancato successo. Oggi ci sarà la cronometro finale, che farà scendere il sipario su questo Tour, che per la prima volta nella sua storia, è partito da Firenze, in Italia, lo scorso 29 giugno.
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Mauro Gianetti, manager della Uae Emirates, si gode l’ennesimo trionfo del suo Tadej Pogacar, arrivato alla quinta vittoria di tappa. “Oggi non era nostra intenzione, ce l’ha servita la Soudal su un piatto d’argento. Vingegaard ci ha provato per dare un segnale, secondo me Tadej ha fatto bene a vincere e ad onorare la gara. È sempre stato più forte di Vingegaard, ma non possiamo adagiarci. Bisogna sempre lottare e migliorare.
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Ultima tappa di montagna di questo Tour de France, ma il menu ha previsto sempre un’altra vittoria di Tadej Pogaçar. Questa volta davanti il rivale Jonas Vingegaard tornato che ha consolidato il posto 2° posto con autorità. Pogaçar ha vinto davanti a Jonas Vingegaard in cima all’ultima delle quattro salite impegnative della 20ª tappa del Tour de France, il Col de la Couillole (15,7 km con una pendenza media del 7,1%).
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Cinque vittorie di tappa in un unico Tour de France non rappresentano un record. Neanche vincere tre Boucle in cinque anni (facendo secondo nei due anni “buchi”) rappresenta un record. Così come non rappresentano un record le 16 affermazioni parziali nella corsa, né tantomeno fare la doppietta Giro-Tour nella stessa stagione. Forse vincere un Tour a Nizza potrebbe esserlo, un primato, a ben pensarci.
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Tadej Pogacar è sempre più nella storia del Tour de France. Lo sloveno, nonostante il grande vantaggio nella generale, si va a prendere anche la ventesima tappa della Grand Boucle battendo Vingegaard sul Col de la Couillole. Battuto anche il combattivo Carapaz, che si consolerà con la maglia a pois. Molto bene anche Enric Mas, che ha retto quasi fino alla fine al forcing di Carapaz. Ciccone limita i danni e resta in top ten.
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La tappa 20 del Tour de France 2024 porta la carovana da Nizza al Col de la Couillole dopo 132,8 km. Sembra il terreno perfetto per una fuga: a maggior ragione dopo il lasciapassare di Tadej Pogacar, che ieri aveva calato il poker ammettendo di volersi 'riposare' il giorno successivo. In effetti una fuga parte e annovera anche pezzi grossi, come Richard Carapaz (da oggi ufficialmente maglia a pois, così come Biniam Girmay è il proprietario definitivo di quella verde)…
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Tadej Pogacar vince anche la tappa numero 20 del Tour de France 2024, centra il quinto successo e mette la ciliegina sulla corsa, che domani chiuderà da trionfatore. La maglia gialla si aggiudica oggi 20 luglio anche la Nizza-Col de la Couillole di quasi 133 km beffando negli ultimi metri Jonas Vingegaard. Pogacar scatta negli ultimi 100 metri, si consegna alla storia come il vincitore indiscusso di questo Tour de France e realizza la doppietta Giro-Tour che mancava da 26 anni…
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CICLISMO Lo sloveno batte Vingegaard negli ultimi metri e registra il quinto successo: domani la crono per incoronare Tadej Sempre e solo Tadej Pogacar, protagonista assoluto di questo Tour de France 2024. Lo sloveno della UAE Emirates trionfa a Col de la Couillole davanti al suo storico rivale Jonas Vingegaard del team Visma-Lease a Bike e a Richard Carapaz della EF Education – EasyPost. Sul Col de Braus, la prima salita di giornata, arrivano i primi attacchi…
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Implacabile, impietoso, veramente cannibalesco: sull’ultima montagna del Tour de France 2022, il Col de la Couilloule, Tadej Pogacar vince la sua quinta tappa senza la solita sparata da lontano ma in un modo ancora più devastante (e forse umiliante) per l’uomo che l’aveva battuto nelle ultime due edizioni, il danese Jonas Vingegaard. Nel gruppo di testa all’inseguimento dei soliti fuggitivi di…
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Non c’è che dire, Francesco Moser tiene in scacco il tempo. Per lui, il ciclista italiano più vincente di sempre con 273 successi, la bicicletta è un modo di essere. E’ l’identità stessa che lo porta a mostrare, senza finzione alcuna, esattamente quello che è. «Perché chi soffre in bici – racconta – non ha tempo per dissimulare. O pedali o resti lì, staccato, a piangerti addosso. Finanche a pregare».
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Non c’è che dire, Francesco Moser tiene in scacco il tempo. Per lui, il ciclista italiano più vincente di sempre, la bicicletta è un modo di essere. E’ l’identità stessa che lo porta a mostrare, senza finzione alcuna, esattamente quello che è. L'ex campione trentino lancia Pogacar oltre il mito del Cannibale. Intervista di Silver Mele
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Quarta vittoria, quarta impresa spaziale. Quarto luogo del crimine? Quattro indizi fanno una prova di colpevolezza? E Tadej Pogacar è un Alieno o un Baro? I fatti: salita di Isola 2000 dove ieri si è conclusa la 19ª tappa del Tour. In testa (4’ di vantaggio) scalatori sopraffini: Carapaz oro a Giro e Olimpiadi, Hindley che ha vinto pure lui il Giro, Simon Yates, Jorgenson. Pogi, scatenati tre scudieri a fiaccare un gruppo già stremato, si contiene…
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