Già condannato per associazione mafiosa - ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Filippo Serio . La stessa scelta è stata fatta dal funzionario regionale Giancarlo Teresi , arrestato insieme a lui nell’ambito delle stesse indagini. Per la Procura, Vetro avrebbe ottenuto tre commesse pubbliche legate al dragaggio di porti tra il Trapanese e il Ragusano versando mazzette per decine di migliaia di euro…
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Altre informazioni:
/03/2026 22:05:00 Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari di Palermo l’imprenditore Carmelo Vetro e il dirigente regionale Giancarlo Teresi, arrestati nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta su corruzione e infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. I due indagati sono comparsi per l’interrogatorio di garanzia dopo l’esecuzione delle misure cautelari disposte dalla magistratura palermitana, ma hanno scelto di non…
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Dal caso Cuffaro all'inchiesta Iacolino, senza anticorpi di etica pubblica rimane il disastro. La Torre, Impastato e Mattarella: tre modelli per ripartire di Marco Olivieri SICILIA – La nuova tempesta giudiziaria sulla Regione siciliana. Dal caso Cuffaro all’inchiesta Iacolino il tema è quello della responsabilità della politica. I magistrati faranno le loro valutazioni e le indagini seguiranno il loro corso secondo i criteri dello Stato di diritto.
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Non è indagata eppure il suo nome viene fatto nell’inchiesta che riguarda il boss Vetro e l’ex dirigente generale della Regione salvatore Iacolino. Si tratta di Bernadette Grasso, esponente di Forza Italia ed ex assessore regionale, indicata in più di una occasione come possibile futuro nuovo assessore. Nelle carte dell’inchiesta c’è il racconto della presunta messa a disposizione di Iacolino nei confronti del boss di Favara e in un caso Iacolino avrebbe…
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/03/2026 09:16:00 Buongiorno dalla redazione di Tp24, in diretta con Buongiorno24 su Tp24.it, su Rmc 101 e sui nostri canali social per raccontare i fatti più importanti del giorno. Apriamo dalla politica e dalla cronaca giudiziaria che scuote la Regione Siciliana. L’inchiesta della Procura di Palermo su sanità e appalti arriva ai vertici dell’amministrazione regionale. Il direttore generale del Policlinico di Messina, ed ex eurodeputato, Salvatore Iacolino, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.
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Un’altra inchiesta solleva pesanti ombre sulla Regione Siciliana. Esattamente come venti anni anni fa, i magistrati ci dicono che Cosa nostra ha la possibilità di condizionare le scelte dell’amministrazione. E nel settore che più impatta sulla vita della comunità, quello della Sanità. La gravità delle accuse, testimoniate dagli atti in mano ai magistrrati, è evidente e conferma la sconfortante sensazione che la Sicilia sia rimasta dentro una inattaccabile macchina del tempo ma soprattutto riapre un’enorme…
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I rapporti con l'imprenditore e mafioso Carmelo Vetro e la rete di amicizie PALERMO – Lo hanno monitorato e pedinato per mesi. L’ultima informativa su Salvatore Iacolino è arrivata sul tavolo dei pubblici ministeri lo scorso febbraio. Nel decreto di perquisizione notificato dalla Procura di Palermo si fa riferimento a “numerosi incontri documentati tra Vetro e Iacolino anche in sedi istituzionali”.
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Per la Regione siciliana era una figura «indispensabile», tanto da restare al lavoro anche dopo avere raggiunto l’età pensionabile. Ma per la Procura Giancarlo Teresi, dirigente regionale già arrestato nel 2020 per corruzione e ancora sotto processo per quella vicenda, avrebbe piegato il proprio ruolo agli interessi di un imprenditore mafioso. È con l’accusa di corruzione aggravata dall’avere favorito Cosa nostra che l’ingegnere è…
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Alla Regione Siciliana sembra di trovarsi dentro Squid Game: alla fine ne resterà solo uno. Perché la lista degli indagati e imputati nella maggioranza del governatore Renato Schifani si allunga ogni giorno sempre più. L’ultimo nome è quello del super manager della Sanità Salvatore Iacolino, ex europarlamentare del Pdl, da poco nominato (e oggi autosospesosi) …
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In seguito alle indagini della Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, dopo la sospensione, il dirigente si congeda PALERMO – “Do conferma delle dimissioni presentate dal direttore generale dell’Azienda universitaria Policlinico di Messina Salvatore Iacolino. E quindi prendiamo atto della conseguente interruzione definitiva dell’incarico. La Regione aveva proceduto con immediatezza e urgenza alla sua sospensione”.
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Avrebbe messo a disposizione del boss di Favara, Carmelo Vetro, l'influenza e la rete di relazioni costruite grazie alla posizione ricoperta alla Regione e alla sua esperienza politica, contribuendo al rafforzamento del clan. Con questa accusa risulta indagato Salvatore Iacolino, ex eurodeputato nelle file del Pdl e direttore generale del Policlinico di Messina. Nominato alla guida del nosocomio della città siciliana, Iacolino è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e…
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Un sistema che crea “grave allarme sociale e suscita sfiducia verso l’operato delle istituzioni“, così scrive il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Filippo Serio. L’inchiesta, non a caso, è già un terremoto politico in Sicilia, dove piovono le richieste di dimissioni, perfino nei confronti del presidente della Regione, Renato Schifani: “Questa inchiesta è un macigno sul governo Schifani”, tuona Antonio De Luca, portavoce del M5s in Sicilia.
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