"Russians, go home!". Lo slogan che ha attraversato la storia ungherese - trovando voce nelle barricate del 1956 contro l'Armata rossa e poi nelle piazze della transizione post-sovietica - è tornato a riecheggiare a Budapest, a dieci giorni dal voto considerato uno spartiacque per l'Europa intera. Nel centro congressi di Duna Rendezvenyhaz, sulle sponde del Danubio, il fronte pro-Ue che sfida Viktor Orban si è riunito sotto l'egida del Partito…
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"Dopo 16 anni di governo di Viktor Orban, queste elezioni rappresentano un test cruciale per l'Ungheria, ma anche per l'Europa. L'Europa non può voltarsi dall'altra parte quando la democrazia è sotto pressione. Dobbiamo essere presenti, coinvolti e chiari nel difendere i nostri valori". Lo ha detto il presidente del Partito democratico europeo ed eurodeputato liberale, Sandro Gozi, a Budapest, dal palco della conferenza contro le interferenze russe sul voto.
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Il leader dell'opposizione ungherese, Peter Magyar, consolida il proprio vantaggio nei sondaggi sul primo ministro Viktor Orban, ma resta ampia l'area degli indecisi. E' quanto emerge dall'ultima rilevazione pubblicata oggi dall'istituto Publicus, a dieci giorni dalle elezioni del 12 aprile. Secondo il sondaggio condotto tra il 27 e il 30 marzo, Magyar raccoglie con il suo Tisza il 41% dei consensi tra gli elettori già orientati, contro il 35% del partito di governo Fidesz
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"Russians, go home". A dieci giorni dalle elezioni ungheresi del 12 aprile, nel pieno di una campagna sempre più tesa e polarizzata, il Partito democratico europeo raduna a Budapest voci filo-Ue per lanciare un messaggio a difesa dell'Europa dalle interferenze di Mosca sul voto, dalla corruzione e dalla deriva democratica. A partire dalle 17, saliranno sul palco del centro congressi Duna Rendezvenyhaz, tra gli altri, l'ex sfidante di Viktor Orban alle elezioni del 2022…
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Mercoledì 1 aprile 2026 Pubblichiamo di seguito la notizia tratta da Bbc.com /// Magyar represents the biggest threat to Viktor Orban’s rule in Hungary since he won the first of four consecutive victories in 2010. Link alla notizia
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"Le elezioni in Ungheria non devono essere influenzate dalla paura, dall'uso improprio delle risorse statali o da interferenze straniere". Lo afferma la delegazione multipartitica di osservatori dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che si è recata a Budapest per monitorare come l'Ungheria si stia preparando al voto del 12 aprile. "Molti interlocutori hanno segnalato un clima tossico caratterizzato dalla confusione tra Stato e partito, dall'uso massiccio di tutte le…
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Mancano solo due settimane al voto in Ungheria ma la tornata elettorale del 12 aprile non sarà importante solo per gli ungheresi. Gli occhi di tutto il mondo, infatti, con Stati Uniti di Trump e Russia di Putin in testa, osservano attentamente quanto potrebbe accadere a Budapest. Ma particolarmente interessata all’argomento è soprattutto l’Ue, dalla conferma o meno di Orban, l’attuale premier, potrebbero dipendere molte…
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Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha ottenuto un grande successo nel suo Paese, vincendo quattro elezioni di fila. La sua politica illiberale, fondata sullo svuotamento delle istituzioni democratiche, l’attacco ai media indipendenti e la stigmatizzazione delle minoranze, è ampiamente celebrata dai commentatori di estrema destra di tutto il mondo. Ma è in Europa che la sua influenza si fa sentire maggiormente: Orbán sta infatti…
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True Valerio Benedetti L’Europa si prepara a punire gli ungheresi Viktor Orbán (Ansa) Ricatto elettorale: Bruxelles valuta, in caso di vittoria di Viktor Orbán, di togliere il veto a Budapest o cacciarla dall’Ue.Il 12 aprile è una data cerchiata in rosso nei palazzi di Bruxelles. Quel giorno gli ungheresi torneranno alle urne e, se Viktor Orbán dovesse ottenere un nuovo mandato, l’Unione europea si troverebbe di fronte a uno scenario che molti, nelle istituzioni comunitarie, considerano ormai inevitabile: la necessità di andare…
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Le ultime mosse di Viktor Orbán stanno riportando l’Ungheria al centro delle tensioni europee, ma non per un ruolo di mediazione o leadership. Al contrario, il premier ungherese sembra aver consolidato una strategia politica fondata sullo scontro continuo con l’Unione Europea, utilizzando ogni passaggio negoziale come leva per ottenere concessioni o rallentare decisioni comuni. Il nodo più evidente resta quello legato al sostegno all’Ucraina.
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SOCIETÀ Elezioni ad alto rischio in Ungheria: Viktor Orbán prepara le barricate di Andrea Gaiardoni CONDIVIDI REUTERS/Marton Monus C’è grande apprensione per l’esito delle elezioni parlamentari in Ungheria, il prossimo 12 aprile: perché comunque vada, dopo quasi sedici anni di dominio incontrastato dell’autocrate Viktor Orbán, da molti indicato, prove alla mano, come “la testa di ponte russa” nei palazzi dell’UE, sarà un crocevia decisivo anche per il futuro dell’Unione Europea.
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Roma, 30 mar. – A meno di due settimane dal voto del 12 aprile, le elezioni ungheresi non sono più soltanto l’ennesimo test di tenuta del sistema costruito dal premier ungherese Viktor Orban dal 2010, ma la prima vera competizione in molti anni in cui il potere può cambiare mano.Il dato politicamente più rilevante è che i sondaggi indipendenti più autorevoli continuano a dare in vantaggio Tisza, il partito guidato da Peter Magyar.
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