Roma, 26 gen - Chiusura in ribasso per la Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che lascia sul terreno l'1,79% e termina le contrattazioni a 52.885,25 punti. Gli investitori sono stati condizionati dalle incertezze globali sul fronte geopolitico e commerciale ma anche l'apprezzamento dello yen ha avuto un peso rilevante. Ancora piu' significativo il calo dell'indice allargato Topix: -2,13% a fine seduta a 3.552,49 punti.
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Seduta in ribasso per la maggior parte dei mercati azionari asiatici, guidati da Tokyo, con gli investitori che valutano le persistenti preoccupazioni geopolitiche e la possibilità di un intervento delle autorità giapponesi sul mercato dei cambi dopo la perdita di fiducia del mercato a seguito della possibilità che il nuovo governo implementi politiche fiscali ancora più espansive in un paese altamente indebitato.
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Chiusura del 23 gennaio Chiusura negativa per l'indice nipponico, con un ribasso dello 0,87%. L'analisi di medio periodo conferma la tendenza positiva del Nikkei 225, mentre se si analizza il grafico a breve, viene evidenziato un indebolimento delle quotazioni al test della resistenza 53.642,3. Primo supporto visto a 52.238,4. Tecnicamente, si attende nel breve periodo, un'evoluzione in senso negativo della curva verso il bottom visto a 51.559,7.
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MILANO Le Borse asiatiche chiudono in calo mentre il dollaro si svaluta sulle principali valute, favorendo le esportazioni americane a competere con Cina e Giappone. Sui mercati c'è incertezza mentre si guarda alle mosse di Trump sul fronte dei dazi. Sotto i riflettori restano le tensioni geopolitiche, in particolare quelle tra Russia e Ucraina. Intanto prosegue la corsa dell'oro che sale a 5.092 dollari l'oncia.
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Borse asiatiche contrastate mentre si preparano alla riunione di politica monetaria della Federal Reserve in agenda il 27-28 gennaio (per gli economisti manterrà i tassi di interesse invariati) e i titoli giapponesi sono crollati a causa del forte rafforzamento dello yen. Inoltre, i futures statunitensi preannunciano un avvio in calo (-0,12% quello sul Dow Jones e -0,13% quello…
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' min read For feedback, please contact [email protected] Translated by AI Versione italiana At 7.20 a.m. Italian time here is the situation: Shanghai -0.12%; Shenzhen -0.74%; Tokyo -1.72%; Hong Kong -0.19% while Mumbai is closed. At 7:40 a.m. Italian time: Shanghai +0.02%; Shenzhen -0.84%; Tokyo (close) -1.83%; Hong Kong -0.03%. Loading... We consider these five stock exchanges because they are among the world's top ten by capitalisation (source: World…
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TOKYO La Borsa di Tokyo avvia la prima seduta della settimana in calo, penalizzata dal netto rafforzamento dello yen che pesa sul comparto dell'export, dopo gli avvertimenti della premier nipponica Sanae Takaichi su un possibile intervento delle autorità monetarie per arrestarne la progressiva debolezza. In apertura l'indice di riferimento Nikkei segna una flessione dell'1,47% a quota 53.053,29, con una perdita di 793 punti.
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I mercati asiatici sono in fermento, trainati dall’ottimismo proveniente da Wall Street e dall’annuncio di un accordo significativo tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il segretario generale della Nato riguardo alla Groenlandia. Questo sviluppo ha portato alla cancellazione delle minacce tariffarie da parte di Washington, rassicurando gli investitori. L’oro ha raggiunto nuovi massimi storici, consolidando il suo ruolo di bene rifugio in tempi di incertezza economica.
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Home / FINTECH / Borse asiatiche in rialzo dopo lo stop di Trump, corrono i titoli tecnologici e l’export Borsa: Asia positiva dopo il passo indietro di Trump, in luce i tecnologici Asia in scia a Wall Street Sui listini asiatici prevale un clima moderatamente costruttivo dopo il rimbalzo di Wall Street, sostenuto dal passo indietro di Donald Trump sull’ipotesi di uso della forza in Groenlandia e su nuovi dazi contro l’Europa.
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Tokyo arretra, Cina e Hong Kong in equilibrio, Seoul resiste. Mumbai giù: tech sotto pressione. Cambi e materie prime raccontano la “giornata del rischio”. Le Borse asiatiche archiviano la seduta con un filo comune: nervi tesi e scambi guidati più dalla geopolitica che dai fondamentali. Il mercato ha reagito alle nuove frizioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, con un riflesso immediato su dollaro, beni rifugio e aspettative sui tassi.
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Le borse asiatiche sono contrastate, sui listini continuano a pesare le tensioni geopolitiche innescate dalle mire di Trump sulla Groenlandia. Le perdite, tuttavia, sono meno marcate dei giorni scorsi. L'attenzione di oggi sarà rivolta al Forum di Davos, in Svizzera, al quale partecipa anche Donald Trump. Cina Indice Hang Seng di Hong Kong sulla parità. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +0,5%.
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La maggior parte delle borse dell’Asia Pacifico è in ribasso e salgono i tassi di rendimento delle obbligazioni a seguito delle minacce di dazi ad alcuni paesi dell’Europa arrivate da Donald Trump nel fine settimana. Oro e argento sono sui massimi della storia, mentre il petrolio è poco mosso. Si indebolisce il dollaro su euro dopo la designazione del nuovo vice presidente della BCE, a sorpresa è stato scelto il croato Boris Vujčić.
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