Ci mancava solo la vicenda della Biennale a dividere la maggioranza tra pro e contro Putin. Per molto tempo, lo spettro dello Zar ha aleggiato in occasione del decreto sugli aiuti all’Ucraina: con la Lega, schierata per lo stop, ogni volta costretta dalla disciplina di governo a un via libera malmostoso. Un balletto così frequente da essere derubricato dagli alleati a dettaglio trascurabile: solo che, con il trascorrere del tempo e l’accentuarsi di quella che Giorgia Meloni battezzò war fatigue nell’opinione pubblica, la…
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Il padiglione della Russia ai Giardini della Biennale rimarrà tecnicamente chiuso nei giorni in cui sarà aperta al pubblico la 61° Esposizione internazionale d'arte. «Non ci sarà nessuno». Sarà proiettata all'interno ininterrottamente la video installazione della performance degli artisti invitati a partecipare - ma che si esibiranno a Venezia solo dal 4 all'8 maggio, a cavallo dei giorni del pre-opening riservato agli addetti ai lavori.
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La partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, per l'Ucraina è inaccettabile. Tetyana Berezhna, vice-premier e ministra della cultura a Kyiv, lo ha comunicato ieri al ministro italiano della Cultura, Alessandro Giuli. Il quale ha poi diffuso una nota, per ribadire "l'impegno del governo italiano per la tutela dell'identità culturale ucraina minacciata da oltre quattro anni, a causa dell'invasione russa".
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L’Ucraina boccia il padiglione della Russia e ringrazia il governo italiano per la sua netta presa di posizione contro il progetto della Biennale. Mentre nelle stesse ore la Regione, di fatto, approva la scelta fatta dal presidente Pietrangelo Buttafuoco a conferma di una situazione parecchio diversificata ed in costante evoluzione. Biennale, Luca Zaia: «Padiglione della Russia? Difendo la posizione di Buttafuoco.
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La sempre più entusiasmante, ma anche sempre più deprimente vicenda della Biennale di Venezia, si dimostra soprattutto sempre più istruttiva. La comunanza di sentimenti mi porta a leggere il blog di Luigi Iannone nelle pagine online del Giornale. Anche lui, come me, condivide la scelta di Pietrangelo Buttafuoco di aprire l’Esposizione d’arte agli artisti russi, e a quelli iraniani e palestinesi e israeliani, nella convinzione che l’arte si ama o si critica o si contesta ma non si censura.
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La vagheggiata egemonia culturale della destra finisce nella sua capitale. No, non è Roma, ma Venezia. La destra aveva installato la sua fabbrica del bello proprio lì, forse perché l’allineamento fra governo, regione e comune è perfetto e non ci sono amministrazioni locali che possano contrastare i desiderata governativi. E dunque si è piazzato un intellettuale di riferimento, uno vero, uno dei p…
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Notte agitata al governo. Le falle si aprono da tutte le parti e la coesione della maggioranza è messa a dura prova: dall’attacco all’Iran non comunicato dagli «stati amici» all’incertezza sul voto del referendum fino all’imprevista bomba a orologeria in cui si è trasformata la Biennale di Venezia. Luogo che si pensava di poter controllare con la nomina del presidente Pietrangelo Buttafuoco scelto ad hoc nel 2024 e anche attraverso i propri membri del Ministero della cultura nel Cda.
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