L'accerchiamento di Pokrovsk è quasi completo. La Russia lo ripete da settimane e martedì oltre 300 soldati russi sono entrati nella città al centro di una rinnovata offensiva nell'oblast di Donetsk. L'obiettivo delle truppe sarebbe quello di raggiungere il limite settentrionale e così chiudere la morsa. A sentire le sirene russe, Pokrovsk non ha scampo e farebbe meglio ad arrendersi, ma il comandante delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrskyj, smentisce e afferma che nonostante le 150 mila truppe inviate dal Cremlino, la città continua a difendersi…
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Le forze russe premono per conquistare Pokrovsk, roccaforte del Donbass, dove alcune centinaia di incursori sono entrati con il favore della nebbia. Kiev nega l'accerchiamento ma ammette che la "situazione è difficile", rivendicando progressi su altri settori del fronte. “Ci sono altre linee di difesa”, dice Francesco Strazzari, ma sembra sgretolarsi il quadro politico - prima ancora che militare - mentre le promesse armi americane non arrivano a causa dello shutdown.
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