Una serie di servizi e approfondimenti dedicati al fenomeno dell’inverno demografico, la crisi delle nascite che ormai da anni ha investito il nostro Paese determinando l’invecchiamento della popolazioneÈ vero, come ha scritto Assia Neumann Dayan domenica su questo giornale: decidere di avere figli o di non averne sono entrambe scelte plausibili, comprensibili e parimenti degne. Ed è vero che non…
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ROMA – I nuovi dati sulla mobilità interna descrivono un Paese sempre più dinamico, ma anche più diviso. Intanto i trasferimenti crescono del 5,1%, trainati dai cittadini stranieri, mentre il Mezzogiorno continua a perdere abitanti a favore della “locomotiva” settentrionale. Il 2025 conferma una tendenza che non è solo statistica, ma profondamente sociale: l’Italia è un Paese in movimento. Secondo gli ultimi dati sui trasferimenti di residenza, pubblicati da…
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– L’Italia continua a perdere popolazione per effetto del calo delle nascite e dell’invecchiamento, ma riesce a mantenere un equilibrio complessivo grazie al contributo delle migrazioni. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto annuale dell’ISTAT sugli indicatori demografici, che fotografa un Paese sempre più anziano e sempre più dipendente dall’apporto della popolazione straniera. Nel 2025 si registrano 355mila nascite a fronte di 652mila decessi, con un saldo…
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La crisi demografica italiana non è più soltanto un tema da dibattito accademico o politico, ma una realtà strutturale che emerge con chiarezza dai dati più recenti diffusi dall’Istat. Il report pubblicato a fine marzo, aggiornato al 2025, restituisce l’immagine di un Paese sempre più anziano, caratterizzato da un calo persistente delle nascite, un aumento della longevità e un equilibrio demografico mantenuto quasi esclusivamente grazie ai flussi migratori.
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ROMA – Il calo delle nascite non si ferma: 1,14 figli per donna. Calano i matrimoni religiosi, mentre le coppie con figli cedono il passo al primato di chi vive da solo. L’istantanea scattata dai dati provvisori del 2025, pubblicati dall’Istat, restituisce l’immagine di un’Italia sempre più piccola, più anziana e, soprattutto, più solitaria. Nascite in Italia, cosa dicono i dati Il declino demografico del Paese ha raggiunto un nuovo punto di…
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Le iscrizioni scolastiche a Pordenone, per l'anno 2026/2027, confermano anche dalle nostre parti il calo demografico descritto dai dati Istat di questa settimana. La riduzione generale degli alunni si vede più nei cicli scolastici inferiori, mentre le scuole superiori cittadine tengono ancora, chi più chi meno. Ma è questione di tempo. NUOVI NATI L'andamento demografico nazionale è impietoso: i nuovi nati nel 2025 sono stati 355mila, contro i 370mila…
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È, a livello nazionale, il dato più basso della storia della Repubblica, e a Messina il calo percentuale raffrontato all’anno 2024 è ancora peggiore rispetto alla media nazionale. Con 355mila nascite nel 2025 in Italia , secondo il bilancio demografico 2025 diffuso dall’Istat nei giorni scorsi, l’anno scorso ha segnato un record storico nettamente scoraggiante per il nostro Paese per il crollo della natalità.
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Nei giorni scorsi sono stati pubblicati tre diversi rapporti Istat, dedicati agli indicatori demografici, ai fattori di rischio per la salute e ad alcuni aspetti della vita quotidiana. Nel loro insieme restituiscono una fotografia dell’Italia con pochi figli, livelli di istruzione bassi e una scarsa attenzione alla propria salute. Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna nel 2025, il …
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Lo scorso anno abbiamo fatto 15 mila figli in meno rispetto al 2024. Meno di mille figli al giorno. E un nato su otto era di cittadinanza non italiana. Nel 2008 c’erano state 576 mila nascite. Dati sconfortanti. Si potrà dire che in fondo non siamo soli. Persino in Francia e Svezia, considerati i Paesi che in Europa che fanno più figli, si registrano cali. Anche se la Francia non ha mai fatto scendere la percentuale di nascite per ogni donna sotto la quota di 1,5, arrivando anche oltre due nascite per donna.
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Poche le nascite in Italia nel 2025, peggio ancora che nel 2024. L'Italia si conferma un Paese anziano L’Italia è sempre più vecchia. Il trend della denatalità non si arresta dal 2008, e anche il 2025 conferma il calo delle nascite che interessa il nostro Paese da ormai più di un decennio. Nell’anno appena finito i nuovi nati sono stati 355 mila, ovvero meno di mille al giorno in media e circa 15 mila in meno rispetto all’anno precedente (-3,9%), che già aveva segnato un nuovo minimo storico.
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Il 31 marzo l'ISTAT ha pubblicato l’aggiornamento annuale degli indicatori demografici, un’occasione per fotografare la struttura per età della popolazione residente e analizzare i principali movimenti demografici, i cui effetti si dispiegano nel tempo, data la lentezza con cui queste dinamiche modificano il loro trend. Popolazione stabile solo grazie alle migrazioni Nel 2025 la popolazione italiana…
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“I dati del Bilancio demografico 2025 pubblicato dall’Istat confermano che la Puglia è esposta a un calo demografico drammatico e persistente. La regione continua a perdere residenti per l’aumento dei trasferimenti verso altre regioni o all’estero e la significativa diminuzione delle nascite. Uno scenario che richiama, ancora una volta, la necessità di un patto generazionale capace di affrontare dinamiche che stanno trasformando profondamente la…
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Più che di «stagione» si dovrebbe forse cominciare a parlare di «era geologica». Il ciclone che da anni attraversa l’Italia - e la provincia di Bergamo non fa eccezione - non sembra più avere molto senso chiamarlo solo «inverno demografico». Ma se proprio si vuole mantenere l’immagine stagionale, l’impressione è che questo inverno sia destinato a durare ancora. I dati dell’Istat sulla demografia del 2025 confermano infatti un quadro che replica l’andamento…
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Calo demografico, la provincia di Frosinone la più colpita nel Lazio. Secondo i dati definitivi dell'Istat sull'andamento demografico del 2025 pubblicati in questi giorni, la Ciociaria in un anno è passata da 462.661 a 460.266 abitanti, perdendo quasi 2.400 residenti in un solo anno. Latina e Viterbo, invece, crescono rispettivamente di oltre 400 unità, superando i 567.000 abitanti nel caso della prima, e registrando una…
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ROMA – “I dati Istat sul calo delle nascite nel 2025 confermano che anche nel Lazio la crisi demografica è ormai strutturale e non può essere affrontata con bonus o misure assistenziali temporanee”. Lo afferma la professoressa Filomena Maggino, docente di Statistica alla Sapienza Università di Roma e consigliere dell’Osservatorio Vita e Natalità (Onv), commentando i nuovi dati sulla denatalità. COSA DICONO I DATI “Nel Lazio, secondo i dati provvisori Istat, nei primi sette mesi…
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