Se ne vantava con gli amici, ma di notte il rimorso lo aggrediva in forma di incubo. Nell'inchiesta della Procura di Milano sui «turisti di guerra» partiti dall'Italia verso la Bosnia negli anni Novanta a caccia di prede umane fa irruzione ieri, per la prima volta, una storia concreta. È la storia di Lucio Cavanna, genovese di 65 anni, già iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario, aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
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Mattina News Indagine cecchini Sarajevo, sequestri in Piemonte - 18/06/2026 St 2025/26 1 min Una foto con un uomo armato è tra i materiali sequestrati dai Ros ad Alessandria. L'indagine riguarda presunti cecchini coinvolti nella guerra nei Balcani. Gli investigatori cercano prove su viaggi e attività legate a sparatorie sui civili. La difesa parla di equivoco: l'immagine sarebbe un ritaglio e non ritrae l'indagato.
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Durante cene e incontri tra vecchi compagni di scuola, che avevano frequentato lo stesso liceo milanese, si sarebbe lasciato andare, raccontando di essere andato a Sarajevo durante l’assedio degli anni ’90 e di aver sparato. Sospetti che, nell’indagine sui "cecchini del weekend", italiani che avrebbero esercitato un sadico tiro al bersaglio contro i civili quando la città era nella morsa delle milizie serbo-bosniache, si concentrano anche su un nobile milanese, che all’epoca…
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Appassionato di armi, discendente di un antico casato, alle spalle problemi con la giustizia e una storia oscura che ora si incrocia con le indagini della Procura di Milano sui “cecchini del weekend“, italiani che avrebbero sparato contro i civili durante l’assedio di Sarajevo degli anni ’90. I sospetti si concentrano su un nobile milanese, trentenne all’epoca della guerra in Bosnia, che secondo una testimonianza raccolta dallo scrittore Ezio Gavazzeni e ora al vaglio degli inquirenti in passato si sarebbe…
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Sequestrati un silenziatore e una foto che ritrae un ex dipendente del Comune di Genova, indagato nell'inchiesta sui cecchini in Bosnia negli Anni '90, con attrezzi da caccia. Perquisita la casa del 64enne nell'Alessandrino. Finora, l'uomo non ha risposto negli interrogatori. In casa aveva un poligono di tiro e un taglierino con la svastica. L'ex compagna: "Mi disse che sparava in Bosnia contro i musulmani".
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Foto: ANSA E AI L'indagine La perquisizione nell’abitazione del 64enne dell’Alessandrino nasce dalle testimonianze dell’ex moglie e dell’ex compagna. Al centro dell’inchiesta i presunti viaggi in Bosnia per sparare durante l’assedio La pista passa da una casa dell’Alessandrino, ma porta dritta a Sarajevo. Non la Sarajevo di oggi: quella assediata tra il 1992 e il 1995, quando la guerra di Bosnia trasformò colline, hotel e linee di tiro in…
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«Quando convivevamo, una notte, dopo aver visto un film di guerra, ebbe un incubo e si svegliò di soprassalto colpendomi involontariamente. Mi spiegò di avere avuto quegli incubi perché in passato aveva ucciso delle persone nella guerra in Bosnia negli anni ’90. Mi disse che partiva da Milano con l’aereo, che con lui c’erano delle persone che facevano questi weekend». Gigi Riva: «In guerra ci si aggrappa alla vita…
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Sarà analizzata dagli inquirenti una fotografia ritenuta potenzialmente decisiva nell’inchiesta sui presunti “cecchini del weekend” che avrebbero operato durante l’assedio di Sarajevo negli anni novanta. Nel corso di una perquisizione effettuata questa mattina dai carabinieri, su delega della procura di Milano, a un sessantaquattrenne della provincia di Alessandria sono stati sequestrati un silenziatore e una…
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Sono emersi nuovi dettagli nell'inchiesta della Procura di Milano sui cecchini del weekend, cittadini italiani e non che andavano a pagamento a sparare sulla linea del fronte a Sarajevo e in altre città della Bosnia durante la guerra civile degli anni '90. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Il primo riguarda un cacciatore di 64 anni della provincia di Alessandria, già segnalato e ascoltato dall'autorità giudiziaria, che ha subito mercoledì una perquisizione da…
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Sono stati definiti "positivi" gli esiti di una perquisizione effettuata stamane a casa dell'indagato per la vicenda dei cecchini italiani in Bosnia negli anni 90: ritrovata dagli inquirenti una foto "significativa"
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Il racconto della donna che ha messo a verbale dei viaggi del suo ex compagno. Agli inquirenti ha spiegato che l'uomo si concedeva diversi weekend con altri «per fare il cecchino e sparare ai musulmani». A che cosa serviva quella foto custodita così gelosamente Una fotografia ritenuta «significativa», ma frutto di un equivoco stando a quanto sostiene l’avvocato dell’indagato, e un…
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Una foto definita “significativa” e un silenziatore. I carabinieri del ROS li hanno sequestrati stamane a uno degli indagati per omicidio nell’inchiesta sui presunti cecchini del weekend a sarajevo. In casa dell’uomo, 65 anni, che vive nell’alessandrino, ex dipendente comunale a genova, sono stati trovati anche un taglierino con una svastica, un tesserino e una coppa che fanno presumere si esercitasse in un poligono di tiro Sono state l’ex moglie e…
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Lucio Cavanna, 64 anni, residente a Ponzone nell'Alessandrino, conduceva una normale vita da pensionato con la passione per la caccia, dietro la quale però secondo gli inquirenti si celerebbe una seconda vita rimasta sepolta per decenni nel fango negli anni Novanta. L'inchiesta della procura di Milano sui "cecchini del weekend" – cittadini europei che avrebbero pagato per sparare sui civili intrappolati nell'assedio di Sarajevo tra il 1992 e…
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– Un silenziatore e una fotografia che lo ritrae con attrezzatura tecnica sono stati sequestrati stamani durante una perquisizione nell’abitazione di uno dei quattro indagati per omicidio nell'inchiesta sui presunti cecchini del weekend a Sarajevo negli anni '90. La perquisizione, effettuata dai carabinieri del Ros su delega del pm di Milano, Alessandro Gobbis, e del procuratore Marcello Viola, si fonda sulle testimonianze della ex…
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Anche un nobile milanese sarebbe coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sui cecchini del weekend di Sarajevo, gli italiani che durante l’assedio della città avrebbero pagato per sparare sui civili. Il suo nome non è stato reso pubblico, ma secondo fonti investigative si tratterebbe di un membro di una famiglia molto nota a Milano, appassionato collezionista di armi militari e già in passato finito al centro di verifiche…
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