Le prime certezze sul giallo di Pietracatella arriveranno dalla relazione finale delle autopsie. Da depositare entro il 30 giugno. Un pool tecnico metterà la parole finale sulle cause della morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita. La Procura di Larino affianca al medico legale De Luca e al gastroenterologo Laterza altri due consulenti: il direttore del centro Antiveleni Maugeri di Pavia Locatelli e il chimico forense Merli.
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Avverrà in modalità telematica il conferimento dell'incarico ai due consulenti tecnici che la Procura di Larino ha deciso di nominare per effettuare ulteriori approfondimenti sulla ricina che avrebbe avvelenato Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita. Il direttore del centro antiveleni di Pavia Carlo Locatelli e il chimico forense Daniele Merli arriveranno in Molise probabilmente la prossima settimana.
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Blefaroplastica, l'intervento che rimuove la pelle in eccesso Garlasco, per la procura la traccia 33 appartiene a Sempio Garlasco, le lettere scritte dalla mamma di Sempio a Stasi Garlasco, il discorso di Stasi prima della condanna del 2014 Madre e figlia avvelenate con la ricina, proseguono le indagini 19 anni dopo tornano centrali i 3 video intimi tra Chiara e Alberto Stasi che si trovavano sul pc della ragazza.
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Il caso della ricina che ha sconvolto il Molise continua ad essere al centro delle indagini con nuovi interrogatori e verifiche sempre più approfondite. Nelle ultime ore, negli uffici della questura di Campobasso, è stata ascoltata ancora una volta la professoressa di matematica amica della famiglia Di Vita. Per gli investigatori non si tratta di un passaggio secondario: è infatti la terza…
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Nel giallo di Pietracatella, oltre alla cugina Laura Di Vita, c'è un'altra donna su cui gli investigatori insistono: è un'insegnante dell'istituto professionale agrario di Riccia, quello già al centro dell'attenzione nelle scorse settimane per ventilate ricerche sulla ricina effettuate dai pc del laboratorio informatico e perché la pianta della ricina potrebbe essere stata oggetto di studio. La …
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Roberta, l'ex fidanzato: "L'amavo, non dovevo lasciarla da sola quel giorno" Il paese invaso dai pavoni: "Con il buio sono i padroni della città" Pese invaso dai pavoni: lo sfogo dell'uomo aggredito in casa Galrasco, per i consulenti di Andrea Sempio "Chiara non si è difesa" Dolci piange per Pamela: "In questa cappella pregava, aveva paura" Pamela e la tomba profanata: parlano gli avvocati di Francesco Dolci…
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Gianni Di Vita è disponibile a consegnare il suo telefono alla Polizia. Questa la novità che emerge dall'interrogatorio di ieri pomeriggio in Questura a Campobasso. Entrato nel primo pomeriggio, l'uomo è uscito circa sei ore dopo quando era calato il buio. Insieme a lui la figlia Alice, riaccompagnata dagli agenti della Squadra Mobile intorno alle 18. Padre e figlia sono parte offesa nel procedimento della Procura di Larino che indaga sulla morte di Antonella Di Ielsi…
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Blitz d'Israele a Gaza, ucciso il nuovo capo dell'ala militare di Hamas Il fendente e la fuga in treno, rissa tra gang nella stazione di Milano Il giallo della ricina, si indaga sulla torta della zia ultranovantenne La tragedia delle Maldive, l'ateneo di Genova riporta la prof sul sito Maggio mai così caldo da 100 anni, sono 11 le vittime in Europa L'anziana convocata in questura, sentiti ancora il marito e la figlia.
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Il papà è ancora in Questura, ascoltato dalla Mobile. Sua figlia invece è uscita verso le 18, dopo un'audizione durata circa due ore e trenta. Gianni, 55 anni, e Alice Di Vita, 18, sono entrati nel posto di polizia a Campobasso verso le 15 e 30, convocati come persone informate sui fatti che riguardano la morte, per un avvelenamento dovuto alla ricina, di Antonella e Sara, rispettivamente mamma e…
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CAMPOBASSO – Giallo di Pietracatella. gli Sco e gli esperti dell’Anticrimine hanno iniziato questa mattina presso la Questura di Campobasso nuovi accertamenti tecnici non ripetibili di estrazione dei dati dai telefoni, tablet, portatile, modem e quant’altro, sequestrati nei giorni passati nell’abitazione di Pietracatella dove dimoravano Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi decedute per un presunto avvelenamento da ricina nel periodo delle feste natalizie.
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Foto: Ansa / Nicola Lanese (4 maggio 2026) Il punto sul giallo Gli inquirenti analizzano messaggistica e ricerche online delle vittime: nei dispositivi sequestrati le risposte sul caso della ricina Stando alle ultime indiscrezioni che emergono a fatica, sul giallo di Pietracatella sulla misteriosa morte di mamma e figlia per avvelenamento da ricina, dopo lunghe e articolate indagini…
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Cosa cercavano in rete madre e figlia prima di morire? con chi chattavano? hanno scritto messaggi relativi alle loro condizioni fisiche durante i ricoveri ospedalieri? Questo e altro cerca la Procura di Larino che ha disposto accertamenti tecnici irripetibili sugli apparecchi portati via dalla casa di Pietracatella nell’ultimo sopralluogo. Le operazioni sono iniziate stamattina in Questura, ma serviranno mesi prima che le parti possano avere una copia forense a disposizione Sono…
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Una svolta decisiva per svelare il mistero che avvolge la tragica scomparsa di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, morte avvelenate a causa dell'assunzione di ricina nel dicembre scorso. Sono iniziate ufficialmente questa mattina, presso la Questura di Campobasso, le operazioni peritali affidate dalla Procura agli esperti informatici dello Sco, il Servizio Centrale Operativo. L'obiettivo è l'estrazione totale dei dati da telefoni, modem…
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Sono cominciate questa mattina in Questura a Campobasso le operazioni, affidate dalla procura agli esperti informatici dello Sco, per l'estrazione dei dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei giorni scorsi dalla casa di Pietracatella dove vivevano Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi, morte avvelenate con la ricina nel dicembre scorso. Presenti anche alcuni rappresentanti delle parti, tra questi l'avvocato Vittorino Facciolla, che assiste Gianni e Alice Di Vita…
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Le ultime mosse dei pm che indagano sul giallo di Pietracatella, su madre e figlia avvelenate con la ricina, fanno pensare che la Procura di Larino stia lavorando su un'ipotesi precisa. E non solo perché nel decreto con cui dispone nuovi accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici delle due vittime, Antonella Di Ielsi (nella foto) e Sara Di Vita, vengono citati tre capi di imputazione con aggravanti da ergastolo, essendo contestato l'omicidio volontario commesso in ambito familiare, ma anche perché nello stesso…
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Dagli atti dell’inchiesta sul delicato caso di Pietracatella emerge oggi un elemento che sembra delineare con maggiore precisione il contesto nel quale la Procura di Larino sta portando avanti, con prudenza e massimo riserbo, le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute tra il 27 e il 28 dicembre dopo l’esposizione alla ricina. Nel procedimento, al momento aperto contro ignoti, vengono richiamati gli articoli…
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(Adnkronos) – Gli investigatori, al lavoro sul giallo di Pietracatella, vogliono sapere se, a cercare in rete notizie sulla ricina, siano state le stesse donne poi morte avvelenate, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia. E’ quanto emerge dalla convocazione dei legali delle parti offese e degli indagati, per venerdì mattina, in Questura a Campobasso, quando saranno estratti i dati da telefoni, modem, pc e tablet prelevati nei…
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BOLOGNA – Le due vittime hanno cercato informazioni sulla ricina? Per togliersi anche questo dubbio, la Procura di Larino (alle prese con l’intricatissimo giallo delle due donne, madre e figlia, avvelenate con la ricina sotto Natale) ha deciso di far analizzare tutti i dati contenuti nei cellulari e nei dispositivi elettronici in uso ad Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte il 27 e 28 dicembre scorso.
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Le ricerche della testa di Pamela Genini sono state sospese. La Procura ha deciso di interrompere le attività delle unità cinofile e degli speleologi impegnati dalle scorse settimane nei terreni dell'ex fidanzato Francesco Dolci, l’unico indagato per vilipendio di cadavere e furto della testa, e nelle aree rurali circostanti al cimitero di Strozza fino ai sentieri che conducono al santuario della Madonna di Cornabusa…
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