Riproponiamo, a distanza di qualche giorno dalla prima uscita, la videointervista al primario del Pronto Soccorso dell'ospedale di Cuneo, dottor Giuseppe Lauria In questi giorni siamo tornati a cinque anni fa, quando in Italia arrivava il Covid. Con un impatto devastante a livello sanitario, sociale e umano. Targatocn ha deciso di ricordare quei momenti e quei giorni intervistando due dei medici con cui, per…
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Altre notizie:
In questi giorni, cinque anni fa, l’Italia piombava nell’incubo del Sars-Cov2. Il coronavirus arrivato dalla Cina cominciava a diffondersi e a mietere vittime anche lungo la via Emilia, a cominciare da Piacenza. In cinque anni in Emilia-Romagna metà della popolazione è risultata positiva al virus (quasi 2,3 milioni, di cui 1,5 solo nel 2022), ci sono stati oltre 20 mila morti (20.173 secondo dati forniti dalla Regione), oltre 102 mila persone…
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Sindaco Passerini dov’era la sera del 20 febbraio 2020? «A Codogno. Avevo appena terminato un incontro sul redigendo Piano di governo del territorio. Era circa mezzanotte. Insieme a un mio consigliere comunale mi sono recato in un bar vicino al municipio per mangiare qualcosa perché non avevamo ancora avuto modo di cenare». Intorno alla mezzanotte riceve una…
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Autorità e cittadini di Casalpusterlengo, a cinque anni dallo scoppio della pandemia, si sono ritrovati ieri dalle 9.45, per un momento di preghiera, al memoriale “Sassi di memoria e comunanza“ di via Don Minzoni, il primo luogo simbolo inaugurato nel Basso Lodigiano e che ricorda le vittime del Covid. L’idea era stata suggerita dal professore e artista Ottorino Buttarelli. "Il 21 febbraio di cinque anni fa è cambiata la nostra vita – ha esordito il sindaco Elia Delmiglio durante la commemorazione –.
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Invisibile. Come tutti i virus era invisibile, eppure i suoi effetti furono devastanti. Il Covid 19 cinque anni fa segnò per sempre la nostra vita, in particolare quella di noi bergamaschi che abbiamo pagato più di tutti questa pandemia. Tanto che Bergamo è stata definita la Wuhan occidentale. Il campo B1 del cimitero monumentale di Bergamo è la testimonianza concreta di quanti furono i morti. Così come tanti cimiteri delle nostre valli.
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Sono passati cinque anni dai primi problemi derivanti dal Covid-19 e, proprio per questo abbiamo parlato con il Primario del reparto di malattie infettive dell’Asl 1 Imperiese, Giovanni Cenderello, che ha vissuto tutto il periodo e ancora adesso conduce il reparto. “Il 20 e 21 febbraio, sabato e domenica – ci ha detto il Dottor Cenderello - stavamo preparandoci per la pandemia con le simulazioni…
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Un bilancio nel quinto anniversario dall'inizio dell'emergenza e del primo caso italiano accertato a Codogno. Nel 2020 i morti (per tutte le cause) sono stati 101mila in più rispetto alla media che si registrava prima della pandemia. Dal rapporto tra numero di decessi e percentuale di popolazione anziana emerge che il nostro Paese è riuscito a gestire il coronavirus meglio di altri. Anche di questo tema si è parlato nella puntata del 21 febbraio di Numeri…
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"Ci siamo trovati in 12 volontari disponibili su 20, perché molti, anziani, avevano paura per la loro incolumità o erano malati e quindi, per farcela, abbiamo coinvolto cittadini e associazionismo: il Covid è stato fronteggiato grazie al grande senso civico di tutti!". A 5 anni dallo scoppio della pandemia, l’ex coordinatore della protezione civile Lorenzo Nicolini (nella foto), oggi referente tecnico del sodalizio, ricorda spettri e spiragli di luce del terribile periodo.
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"Ricordo le notti con mancanza di respiro, sembravano interminabili. Con il buio che acutizzava il silenzio. Ricordo sofferenza, solitudine e paura di concittadini che mi chiedevano aiuto per capire come muoversi nel marasma che c’era. Ero indignata, per come venivano gestite tante cose a livello sanitario, senza informazioni, con gente allo sbaraglio, lasciata a sé stessa. E anche la tipologia di informazione, propinata con conferenze stampa televisive assurde, proprio non mi andava…
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Il 31 gennaio 2020 il governo dichiara lo stato di emergenza: il Covid, che sembrava un affare tutto cinese, bussa alle porte dell’Italia. Il 22 febbraio il presidente della Regione Cirio annuncia: «Confermato il primo caso di positività in Piemonte, a Torino. Riguarda un uomo che ha avuto contatti con un familiare di un contagiato della Lombardia. Attivata l’Unità di crisi, ai cittadini con sint…
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Cinque anni dopo, il ricordo impasta sentimenti inscindibili. Il dolore della tragedia, la forza della ripartenza. Ma rielaborare il vissuto pandemico resta ancora complesso, per chi l’ha toccato da vicino nelle corsie degli ospedali: «È difficile, anche perché la quotidianità pone sempre nuovi obiettivi. La pandemia è stata un’esperienza triste e dolorosa, ma ha anche generato risorse impensabili», riflette Francesco Locati, dal 2024 direttore generale dell’Asst Papa…
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Non era Mattia Maestri da Codogno il «paziente zero», l’untore che esattamente cinque anni fa portò in Europa il coronavirus. Maestri in Cina non c’era mai andato e da chi abbia contratto il Covid-19 è tuttora un mistero. Però adesso sappiamo che le polmoniti anomale si registravano già in gennaio, soprattutto nella Val Seriana. Dato che «Bergamo is running» – così disse la locale Confindustria – e non si può fermare, nessuno aveva approfondito quel segnale.
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L'anniversario nella prima città che stabilì una zona rossa tra familiari delle vittime, sindaci, insegnanti. Il primo cittadino di Vo': "Infermieri e medici erano eroi, ora sembra che non gli si riconosca più quel valore"
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Primario del Pronto Soccorso e direttore della Medicina d'Urgenza ed Emergenza dell'ospedale di Cuneo, torna con la memoria alla prima riunione operativa: "Eravamo in cortile, in cerchio, distanziati. Quel momento ha compattato il gruppo"
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Sono passati cinque anni dall’inizio della pandemia di Covid, un’emergenza che ha portato via quasi tremila padovani. Tutto inizia la sera del 21 febbraio 2020, quando all’ospedale di Schiavonia vengono isolati i primi due cittadini positivi. Poche ore dopo arriva la notizia del primo decesso in Italia, quello di Adriano Trevisan, 78 anni, di Vo’, ricoverato in ospedale da un paio di giorni. Da quel…
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La vita di Mattia Maestri, fino al febbraio del 2020, si divideva tra la famiglia, la moglie Valentina, incinta della prima figlia, il lavoro e lo sport. Mattia era alto, in forma, sano. Ma, in poche ore, un virus avrebbe cambiato tutto. Il racconto del paziente 1
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Si sono tenute questa mattina le celebrazioni per la giornata dedicata alla comunità resiliente di Codogno, che intende tener vivo il ricordo delle tante persone decedute a causa del Covid-19 e di un momento storico che ha segnato in modo indelebile la città e il territorio. Prima la deposizione di una corona di alloro al cimitero da parte dell’amministrazione comunale, poi il gesto ripetuto al…
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Sono decine i giornalisti soprattutto stranieri che nelle scorse settimane e in questi giorni sono a Bergamo e in Val Seriana per raccontare i 5 anni dalla pandemia da Covid19 che devastò la nostra provincia. Chiedono ai familiari, ai medici, a chi era in prima linea cosa è rimasto e cosa è cambiato. Nulla, è la risposta che accomuna tutti. A 5 anni da quei drammatici giorni, dalla scoperta dei primi positivi all’ospedale di Alzano Lombardo e al Papa Giovanni di Bergamo tra il 22 e il 23 febbraio 2020 fino alla parata dei…
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Quest’anno ricorre il quinto anniversario della Pandemia da Covid. La mia memoria torna quei giorni difficili e impegnativi dal punto di vista emozionale. Tornano alla mente tutte le persone scomparse, specialmente quelle conosciute. Il tricolore appeso ai balconi seguito dal canto dell’Inno Nazionale ed i lumini accesi sulle finestre delle case per dimostrare presenza ed attaccamento alla vita in un periodo difficile dove la paura del contagio faceva da padrona.
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È una memoria comunitaria quella che caratterizzerà le cerimonie organizzate nella “prima zona rossa d’Europa” a cinque anni dallo scoppio della pandemia. È una memoria comunitaria perché in quei monumenti, in quelle targhe, in quelle corone d’alloro, in quei brani musicali, in quei discorsi, in quelle preghiere, ci sono dentro tutti. Coloro che non ce l’hanno fatta. Chi ha superato la prova. Chi si è speso (ciascuno secondo il proprio ruolo) affinché quel…
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Ci sono almeno cinque o sei comprensibili ragioni se non circola una gran voglia di ricordare il periodo del Covid, in particolare a Milano e dintorni: e vale anche per chi, saggiamente, non abbia rimosso proprio niente e abbia metabolizzato tutti gli insegnamenti del caso. Anzitutto: sono passati cinque anni dal primo contagiato di Codogno, certo, ma neanche due anni dalla fine dell'emergenza: capirai che voglia possa esserci in giro di commemorare.
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Il 21 febbraio del 2020 era un venerdì, proprio come oggi. Quella mattina si diffuse la notizia, ancora in parte snobbata dai mezzi di informazione, che a Codogno era stato registrato il primo caso, quello del paziente uno, di covid in Italia. Ad ognuno di noi è rimasto impresso nella memoria un dettaglio, un’immagine, un frammento di quel giorno. Abbiamo chiesto a Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico che allora rivestiva il ruolo di Ministro…
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«Cinque anni fa esattamente, era pure giovedì...alle 21,30 cambiò il mondo». Giulio Gallera, consigliere regionale (Fi) ricorda quei giorni concitati, il 20 febbraio 2020 quando ricopriva la carica di assessore al Welfare di Regione Lombardia. «Ero fuori a cena ad Abbiategrasso e mi chiama il dg Cajazzo per dirmi abbiamo il primo caso di Sars Cov-2, corro in Regione dove è riunita la prima unità di crisi.
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La Cina sembrava lontana, Codogno un po’ meno. Fu allora, quando il virus comparve in terra lodigiana, cinque anni fa esatti, che l’allerta montò davvero. In realtà, probabilmente il Sars-CoV-2 già circolava anche qui: rapidissima e violenta, la catena del contagio diventò uno tsunami che s’abbatté su Bergamo con inedita ferocia. A resistere nella tempesta pandemica c’era il «Papa Giovanni XXIII», sino a diventare la più grande terapia intensiva Covid d’Europa.
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