Nel 2024 l’economia italiana ha mostrato segnali di crescita, con un incremento del PIL in volume dello 0,7%, in linea con il tasso di crescita registrato nel 2023. L’Istat ha reso noto che questo sviluppo è stato sostenuto da un contributo positivo proveniente sia dalla domanda nazionale, al netto delle scorte, che dalla domanda estera netta, rispettivamente pari a +0,5% e +0,4%. La variazione delle scorte, tuttavia, ha avuto un impatto leggermente negativo del -0,1%.
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ROMA "I dati Istat di oggi confermano, come da sempre sostenuto con convinzione, che la finanza pubblica è in una condizione migliore del previsto". Lo dichiara il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. "L'avanzo primario certificato oggi dall'Istat - prosegue - è una soddisfazione morale. La crescita corrisponde a quella che avevamo aggiornato a dicembre", ha aggiunto. "Naturalmente tutto questo è confortante ed è ragione di soddisfazione.
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Nei conti italiani si riaffaccia il saldo primario, cioè la differenza positiva fra entrate e spese delle amministrazioni pubbliche, per la prima volta da quando il Covid si è affacciato sulla scena. Ed è sensibilmente migliore di quanto previsto a ottobre nel Piano di bilancio strutturale. Le cifre diffuse dall’Istat indicano che il 2024 si è chiuso con un avanzo al netto degli interessi dello 0,4% del Pil, cioè 9,6 miliardi di euro, contro il più timido…
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Obiettivo mancato. Nel 2024 l’economia italiana è cresciuta dello 0,7%, un dato inferiore alla stima del +1% indicata dal governo nel Piano strutturale di bilancio. Male, in particolare, l’industria – in un trend negativao che prosegue anche nei primi mesi nel 2025 –, mentre segnali positivi sono arrivati dai servizi e dall’agricoltura. Tuttavia, al di là dei proclami della politica, lo scorso anno l’Istat ha rilevato l’incremento della pressione fiscale salita dal 41,4 al 42,6%.
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Nel 2024 l’economia italiana è cresciuta dello 0,7% . Il dato è inferiore alla stima del +1% indicata dal governo nel Piano strutturale di bilancio. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil (ovvero il rapporto deficit-Pil) è stato pari a - 3,4% , a fronte del3 -7,2% nel 2023. Le previsioni del governo contenute del Piano strutturale di bilancio indicano un valore del -3,8% .
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Pil: Istat, +0,7% nel 2024, deficit scende al 3,4% (RCO) Saldo primario migliora a +0,4%. Pressione fiscale sale (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 03 mar - Nel 2024 l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,7%, pari a quella del 2023. Lo rende noto l'Istat aggiungendo che lo sviluppo e' stato stimolato "sia da un contributo positivo della domanda nazionale al netto delle scorte (+0,5%) sia della domanda estera netta (+0,4%), mentre e' stato lievemente negativo…
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Nel 2024 l'economia italiana è cresciuta dello 0,7%. Lo rende noto l'Istat. Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.192.182 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,9% rispetto all'anno precedente, spiega l'Istat, aggiungendo che in volume il Pil è cresciuto dello 0,7%. Il dato è inferiore alla stima del +1% indicata dal governo nel Piano strutturale di bilancio. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, ovvero il…
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Roma, 3 mar. – L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche , misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,4%, a fronte del -7,2 % nel 2023. Lo ha reso noto l’Istat.Il saldo primario (indebitamento netto meno spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari a +0,4% (-3,6% nel 2023). In valore assoluto, l’indebitamento per il 2024 è stato di -75.547 milioni di euro, in diminuzione di circa 78,7 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente.
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Nel 2024 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,7%, pari a quella del 2023. Lo sviluppo è stato stimolato sia da un contributo positivo della domanda nazionale al netto delle scorte (+0,5%) sia della domanda estera netta (+0,4%), mentre è stato lievemente negativo il contributo della variazione delle scorte (-0,1%). Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato crescite in agricoltura (+2,0%), nei servizi (+0,6%) e, in misura inferiore…
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