Le malattie cardiovascolari sono ancora la principale causa di morte in Italia, nonostante negli ultimi venti anni il numero di decessi si sia ridotto in maniera significativa. Un calo non uniforme, secondo un rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità. Il divario tra le regioni del nord e quelle del sud, nella capacità di curare questo tipo di patologie, e prevenire le ospedalizzazioni, aumenta invece di diminuire.
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Un nuovo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) presenta un quadro dettagliato, e per certi versi contraddittorio, della salute cardiovascolare in Italia. Se da un lato è possibile osservare con un certo ottimismo la significativa riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari negli ultimi vent’anni – un dato che testimonia l’efficacia delle strategie preventive e terapeutiche implementate – dall’altro non si possono ignorare le profonde disuguaglianze…
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Un nuovo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) presenta un quadro dettagliato, e per certi versi contraddittorio, della salute cardiovascolare in Italia. Se da un lato è possibile osservare con un certo ottimismo la significativa riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari negli ultimi vent’anni – un dato che testimonia l’efficacia delle strategie preventive e terapeutiche implementate – dall’altro non si possono ignorare le profonde disuguaglianze…
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Negli ultimi vent’anni in Italia è calata la mortalità per malattie cardiovascolari, ma il miglioramento non è stato omogeneo. Le Regioni del Sud continuano a registrare più ricoveri, maggiore mortalità e un ricorso più elevato a cure fuori regione. È quanto emerge dal secondo rapporto del gruppo di lavoro su “Equità e salute” dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato sul sito Iss. Il divario Nord-Sud riguarda anche i fattori di rischio e i comportamenti preventivi.
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/06/2025 06:00:00 Le principali cause di ospedalizzazioni in Italia sono rappresentate dalle malattie cardiovascolari, si contano circa 390.000 nuovi ricoveri all’anno, l’11% per infarto e l’8,5% per ictus. Negli ultimi vent’anni si è ridotta di molto la mortalità per malattie cardiovascolari ma il calo non è stato uniforme su tutto il territorio nazionale, le regioni del Sud registrano un divario rispetto a quelle del Nord, questo significa…
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Advertisement ROMA – Il secondo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) su equità e salute nelle Regioni, fotografa un Paese spaccato a metà quando si parla di prevenzione e trattamento delle patologie cardiovascolari. E se in Italia la mortalità per malattie cardiovascolari è in diminuzione, il Sud non sta affatto bene. Per non parlare della Calabria tra mancate cure, mobilità sanitaria e stili di vita a rischio.
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Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in Italia. Lo conferma l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che ha evidenziato come negli ultimi vent’anni la mortalità sia diminuita ma non in maniera uniforme sul territorio nazionale, anzi mantenendo forti divari tra nord e sud. Nel Mezzogiorno d’Italia si muore di più. Stili di…
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Secondo il secondo rapporto dell’ISS su equità e salute, citato da ANSA.IT, nel 2023 la Calabria ha registrato il secondo tasso più alto di ricovero per infarto acuto del miocardio tra uomini e donne, oltre al più elevato tasso di mobilità sanitaria (29,5%). Negli ultimi 20 anni la mortalità cardiovascolare in Italia è diminuita, ma con un divario crescente tra Nord e Sud: il Mezzogiorno presenta tassi più alti di ricovero e mortalità, nonché maggiore ricorso a cure fuori…
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In Italia si muore meno per malattie cardiovascolari rispetto a vent’anni fa, ma non ovunque allo stesso modo. Il Sud resta indietro su prevenzione, diagnosi e accesso alle cure. È quanto emerge dal secondo rapporto su equità e salute dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che fotografa forti disparità regionali e una mobilità sanitaria ancora preoccupante. Il tasso di ricovero per infarto è diminuito sensibilmente: -20% negli uomini e -34% nelle donne a livello nazionale.
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Sanità Malattie cardiovascolari, al Sud si muore di più Nel Sud Italia si muore di più di ictus e infarto. Mentre nel resto d'Italia la mortalità si è ridotta, ciò non è avvenuto anche nel Mezzogiorno. Per l'istituto superiore di sanità le differenze risiedono negli stili di vita ma anche da una disomogeneità nell'organizzazione sanitaria che pesa sull'erogazione di cure adeguate.
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In Italia si muore sempre meno di cuore, ma al Sud si parte per sopravvivere: migliaia di pazienti costretti a migrare per ricevere cure che altrove sono un diritto In Italia si muore meno di malattie cardiache rispetto al passato, ma non ovunque allo stesso modo. I numeri, presentati dall’Istituto Superiore di Sanità nel nuovo rapporto su Equità e Salute nelle Regioni, mostrano con chiarezza una realtà inaccettabile: chi vive al Sud ha meno possibilità di essere curato in modo efficace e tempestivo, e spesso è costretto a…
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La Calabria si conferma tra le regioni italiane con maggiori criticità sul fronte della salute cardiovascolare. A segnalarlo è il secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che evidenzia come nel 2023 la nostra regione abbia fatto registrare il secondo tasso più alto di ricoveri per infarto acuto del miocardio, subito dopo la Valle d’Aosta, sia tra gli uomini che tra le donne.
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NAPOLI. Negli ultimi vent’anni si è ridotta di molto la mortalità per malattie cardiovascolari in Italia, ma il calo non è stato uniforme su tutto il territorio nazionale, con le regioni del Sud che hanno visto aumentare il divario con quelle del Nord, con il risultato che nel Mezzogiorno sono maggiori i ricoveri (ad eccezione per quelli per ictus dopo il 2020) e la mortalità, con più anni di vita persi, ma è più elevato anche il ricorso a cure fuori regione e persino i comportamenti sbagliati dal punto di vista della prevenzione.
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In Calabria, nel 2023, si è registrato il secondo tasso più alto tra le regioni come tasso di ricovero per infarto acuto del miocardio sia tra gli uomini che tra le donne e il tasso più alto di mobilità sanitaria (29,5% nel 2023). E' quanto emerge dal secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Negli ultimi vent'anni, rileva l'Istituto, si è ridotta di molto la mortalità per malattie cardiovascolari in Italia, ma il calo non è stato…
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Le recenti rilevazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) accendono un faro preoccupante sulla situazione sanitaria in Calabria, in particolare per quanto riguarda le patologie cardiovascolari. Nel 2023, la nostra regione ha purtroppo registrato il secondo tasso più alto in Italia per i ricoveri da infarto acuto del miocardio, sia tra uomini che tra donne. A ciò si aggiunge il triste primato per la mobilità sanitaria, con un allarmante 29,5% dei pazienti costretti a cercare cure…
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Le regioni del Sud sono indietro per numero di ricoveri e prevenzione, ma trainano la mobilita' sanitaria con i residenti costretti a migrare per l'impianto di un bypass o di una valvola aortica.In particolare, Calabria e Basilicata (ma anche il Trentino-Alto Adige) hanno la piu' alta percentuale di pazienti in fuga per curarsi: con la conseguenza che, nel Mezzogiorno, sono di piu' gli anni di vita persi per queste malattie.
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Calabria, nel 2023, si è registrato il secondo tasso più alto tra le regioni come tasso di ricovero per infarto acuto del miocardio sia tra gli uomini che tra le donne e il tasso più alto di mobilità sanitaria (29,5% nel 2023). E' quanto emerge dal secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Negli ultimi vent'anni, rileva l'Istituto, si è ridotta di molto la mortalità per malattie cardiovascolari in Italia, ma il calo non è stato uniforme…
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In Italia la mortalità per malattie cardiovascolari è calata sensibilmente negli ultimi decenni. Tuttavia, il quadro di salute del cuore resta diseguale: il Sud continua a pagare un prezzo troppo alto, sia in termini di cure disponibili che di anni di vita persi. Il recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, stilato dal Gruppo di lavoro su Equità e Salute nelle Regioni, mette nero su bianco le disparità sanitarie nel Paese…
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Nonostante negli ultimi vent’anni si sia registrata in Italia una significativa riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari, il miglioramento non è stato equamente distribuito. Le regioni del Sud mostrano ancora oggi tassi di mortalità più alti, un maggior numero di ricoveri e un ricorso più frequente alle cure fuori Regione. A segnalarlo è il secondo rapporto del Gruppo di lavoro su “Equità e salute” nelle Regioni dell’Istituto superiore di sanità (Iss), appena…
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In Calabria, nel 2023, si è registrato il secondo tasso più alto tra le regioni come tasso di ricovero per infarto acuto del miocardio sia tra gli uomini che tra le donne e il tasso più alto di mobilità sanitaria (29,5% nel 2023). E' quanto emerge dal secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Negli ultimi vent'anni, rileva l'Istituto, si è ridotta di molto la mortalità per malattie cardiovascolari in Italia, ma il calo…
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"Il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari nel Sud Italia continua a essere superiore alla media nazionale, con tendenze preoccupanti tra gli uomini e le donne" Nel 2023, la Calabria ha registrato il secondo tasso più alto di ricoveri per infarto acuto del miocardio in Italia, un dato che evidenzia l’alto impatto delle malattie cardiovascolari nella regione. Questo emerge dal secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che…
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Negli ultimi vent’anni si è ridotta di molto la mortalità per malattie cardiovascolari in Italia, ma il calo non è stato uniforme su tutto il territorio nazionale, con le regioni del Sud che hanno visto aumentare il divario con quelle del Nord, con il risultato che nel mezzogiorno sono maggiori i ricoveri (ad eccezione per…
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Le malattie cardiovascolari, prima causa di morte anche in Italia, non sono ancora sotto controllo per l’estrema difformità di risultati tra un’area e l’altra del paese. Se nel complesso negli ultimi venti anni la mortalità si è ridotta nettamente di ben il 70%, la forbice tra Sud e Nord è invece aumentata con uno svantaggio per le regioni meridionali in termini di maggiori ricoveri (tranne quelli per ictus nel 2020), decessi, migrazione sanitaria e stili…
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In Italia la mortalità per malattie cardiovascolari si è ridotta negli ultimi vent'anni, ma il miglioramento non ha coinvolto tutte le aree del Paese allo stesso modo. Il Sud è indietro in termini di ricoveri e prevenzione, e i residenti sono spesso costretti a spostarsi per le cure. Di conseguenza, nel Mezzogiorno sono di più gli anni di vita persi per malattie cardiovascolari. Lo evidenzia il secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).
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