Prandini (Pres. Coldiretti): "Nonostante guerre esportazioni di vino italiano per 7,8 miliardi" 17 aprile 2024 “È stato un Vinitaly con dei numeri sicuramente confortanti, in un momento drammatico che il mondo sta attraversando con due scontri bellici, tutto sommato il settore vitivinicolo legato alle esportazioni ha tenuto, con 7,8 miliardi di valore complessivo, ma soprattutto con una crescita del consumo legato alle nuove generazioni”, ha…
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E se improvvisamente il vino italiano dovesse sparire dal nostro paese? A parte il gusto e le tradizioni che andrebbero perdute, ci sarebbe un impatto economico significativo da considerare. Secondo... Leggi tutta la notizia
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Intesa Sanpaolo al Vinitaly per il terzo anno. Ad ogni edizione un motivo diverso per approfondire mercati e strategie a favore delle molte aziende che lavorano nel settore agroalimentare... Leggi tutta la notizia
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Una rondine non fa primavera, soprattutto in tempi incerti come questi. Ma il settore del vino ha bisogno di segnali positivi, ed è netto quello che arriva dai dati Istat pubblicati oggi, in pieno Vinitaly 2024, e analizzati da WineNews sulle esportazioni di gennaio 2024, a 539 milioni di euro a livello mondiale, con un promettente +13,5% sullo stesso mese del 2023 (chiuso poi a -0,8% in valore, a 7,8 miliardi di euro), supportato da un bel…
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Intesa Sanpaolo al Vinitaly per il terzo anno. Ad ogni edizione un motivo diverso per approfondire mercati e strategie a favore delle molte aziende che lavorano nel settore agroalimentare legato al Made in Italy. Tema di quest'anno: "Filiere di internazionalizzazione. Le imprese agroalimentari italiane tra vecchi e nuovi mercati", che ha consentito di fare il punto su opportunità e sfide del settore vitivinicolo italiano, alla luce della specifica attenzione che la banca dedica al settore…
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Gli USA ricostituiscono gli stock dopo aver esaurito nel 2023 quanto messo in cantina nel dopo Covid: tornano così a crescere nel 2024 le esportazioni di vino italiano, con un rimbalzo in valore del 14% a gennaio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a testimonianza della resilienza del settore, più forte di cambiamenti climatici e tensioni internazionali. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su…
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Ho trascorso una importante giornata ieri al Vinitaly, la manifestazione più importante del comparto vitivinicolo del nostro Paese. Una conferma importante sotto tanti punti di vista, compresa la vitalità di un settore e dei suoi tanti operatori e operatrici che nonostante le difficoltà legate principalmente ad inflazione e cambiamenti climatici, riesce ancora a splendere e a farci splendere in tutto il mondo.
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Le esportazioni di vino italiano tornano a crescere, con un aumento del 14% in valore a gennaio rispetto allo stesso periodo del 2023, segnando un ritorno più forte che mai dopo un lieve arretramento ...
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Supporto alle imprese del vitivincolo nella crescita sui mercati esteri In occasione di Vinitaly 2024, Intesa Sanpaolo ha organizzato l’incontro “Filiere di internazionalizzazione. Le imprese agroalimentari italiane tra vecchi e nuovi mercati”, che ha consentito di fare il punto su opportunità e sfide del settore vitivinicolo italiano, alla luce della specifica attenzione che la banca dedica al settore dell’Agribusiness.
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Di Federica Bartoli Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Federvini in collaborazione con Nomisma e Tradelab, il comparto del vino è strategico per l’economia nazionale: 74mila lavoratori, 16 miliardi di euro di fatturato (il 9% del Food&Beverage italiano) e 8 miliardi di euro di esportazioni (il 16% del nostro F&B). Un settore cardine che nel 2023 ha visto nell’Europa il suo mercato principale con un peso pari al 41% dell’export complessivo, seguita dal Nord America (28%), Europa extra Ue (21%) e Cina, Giappone e…
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Tornano a crescere nel 2024 le esportazioni di vino italiano, con un aumento in valore del 14% a gennaio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a testimonianza della resilienza del settore, più forte di cambiamenti climatici e tensioni internazionali. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero, diffusi al Vinitaly. Dopo il lieve arretramento fatto segnare lo scorso anno, con un valore di 7,8 miliardi che fa comunque del vino la prima voce…
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Un po’ il clima che cambia e diventa sempre più caldo con la pianura padana che ribolle già a metà aprile, un po’ i mercati che lo impongono. Produrre vino con meno alcol rispetto a quanto si faceva fino a ieri, rispettando disciplinari e tradizione, potrebbe non essere una moda passeggera ma una tendenza consolidata. Addirittura una strada senza ritorno. A esserne consapevoli sono in primis i produttori.
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In vino veritas, dicevano gli antichi. E la verità è che il settore vitivinicolo vale moltissimo nell’economia italiana. Ma anche che il momento è delicato, tra le crisi internazionali che possono incidere su costi ed export e l’affermarsi di nuovi trend, come quello del “vino senza alcol” che pone nuove sfide. Oggi a Verona apre il Vinitaly, la storica fiera del settore, arrivata alla sua 56esima edizione.
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Nel giro di un ventennio le esportazioni di vino Made in Italy sono quasi triplicate (+188%) arrivando a raggiungere 140 Paesi, con le bottiglie tricolori che rappresentano la prima voce delle vendite di prodotti agroalimentari nazionale all’estero. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero negli ultimi venti anni, diffusa per il Vinitaly che apre domani, domenica 14 aprile a Verona, dalle ore 9.30, con una serie di iniziative a…
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Nel giro di un ventennio le esportazioni di vino Made in Italy sono quasi triplicate (+188%) arrivando a raggiungere 140 Paesi, con le bottiglie tricolori che rappresentano la prima voce delle vendite di prodotti agroalimentari nazionale all’estero. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero negli ultimi venti anni, diffusa per il Vinitaly che apre domani, domenica 14 aprile a Verona, dalle ore 9.30, con una serie di iniziative a Casa Coldiretti dedicate…
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«Una vendemmia in forte calo come quella 2023, anni fa sarebbe stato un problema. Purtroppo invece in questo momento il crollo produttivo è stato sentito meno su un mercato che non tira così come in passato. E questo ha spinto il nostro settore a una riflessione sul proprio futuro». A passare in rassegna le principali sfide del settore vitivinicolo alla vigilia del 56esimo Vinitaly di Verona, è la presidente di Federvini, Micaela Pallini.
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A Vinitaly, Federvini accende i riflettori sui valori del vino italiano. Il comparto è strategico per l'economia nazionale: 74mila lavoratori e 16 miliardi di euro di fatturato e 8 miliardi di euro di esportazioni
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"Il vino è la principale voce delle esportazioni, un'esportazione complessiva agroalimentare che ha raggiunto lo scorso anno i 64 miliardi e che proprio attraverso il vino fa capire come, in situazioni di crisi internazionali, di riduzione del commercio mondiale, di aumento dell'inflazione e riduzione del potere d'acquisto, il nostro export potrebbe rallentare. Il vino ha fatto lo -0,8% nel 2023…
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Condividi questo articolo Pubblicità Vista la presenza di visitatori di ieri all’apertura del 56° Vinitaly, diciamo che il settore, con tutte le difficoltà del momento, risolve in una battuta: non è la nicchia zero alcool che cambierà i destini del comparto vitivinicolo italiano, ma solo i giornali e il web. Come afferma il Ministro Francesco Lollobrigida presente ieri all’evento istituzionale: “L’Italia senza il vino sarebbe una Nazione più povera”.
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“Settore del vino fiore all’occhiello del nostro Paese. L’Italia leader del mondo per l’export di vino e il Piemonte in testa alla classifica della qualità del prodotto”. Lo afferma il Senatore piemontese della Lega, Giorgio Maria Bergesio, che oggi è intervenuto all’inaugurazione della 56ᵃ edizione del Vinitaly, a Verona, l’evento fieristico più importante nel panorama vinicolo italiano e internazionale.
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DONA ORA Vinitaly in corso , il ministro di Agricoltura e Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, giustamente al centro dell’attenzione, sembra non riuscire a cogliere l’occasione della fiera di uno dei prodotti d’eccellenza delle produzioni italiane per svolgere la funzione di ministro italiano, cioè quello che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani e non solo i seguaci della sua ideologia.
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Nel giro di un ventennio le esportazioni di vino Made in Italy sono quasi triplicate (+188%) arrivando a raggiungere 140 Paesi, con le bottiglie tricolori che rappresentano la prima voce delle vendite di prodotti agroalimentari nazionale all’estero. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero negli ultimi venti anni, diffusa per il Vinitaly. Tra i principali mercati, il balzo maggiore – rileva Coldiretti – si è registrato in Francia dove la…
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Uno spettro si aggira tra le vigne d’Italia. Non è il maledetto fungo parassita che ha cancellato fino al 30% del raccolto. Non è l’inflazione, neppure l’alto costo del denaro. È invece il cambio di passo delle nuove generazioni, che bevono sempre meno vino. Tra calo demografico e spinte salutiste, tra bevande aromatizzate alla frutta con basso o assente grado alcolico, il consumo pro capite che nel 1967 era di 110 litri è crollato sotto i 30.
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I vini stanno diventando più «leggeri», eleganti senza mostrare i muscoli dell’alcol. Più bianchi che rossi, perché cambia il gusto dei consumatori (l’88% degli italiani, tra occasioni speciali e uso quotidiano, secondo un sondaggio Euromedia Research per «Porta a Porta»). Non è una moda ma una svolta destinata a far sentire a lungo gli effetti. Si beve sempre meno, anche a causa dell’inflazione e delle spinte salutiste.
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