Hani Fouad Nasra è stato dimesso dall’ospedale Niguarda dove era ricoverato dall'alba di sabato 10 maggio, dopo essere stato accoltellato da Emanuele De Maria, detenuto in permesso e suo collega, davanti all'hotel Berna di Milano. Ricoverato in gravi condizioni, il 51enne era stato operato e poi trasferito in terapia intensiva. Quando le sue condizioni sono migliorate, è stato sentito dagli inquirenti.
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Chamila Wijesuriya, la barista di 50 anni uccisa a coltellate il 9 maggio scorso all’Hotel Berna di Milano, temeva per la propria vita. Aveva confidato a più persone di avere “paura di essere ammazzata” da Emanuele De Maria, il 35enne detenuto per femminicidio ammesso al lavoro esterno nella struttura alberghiera. Il giorno successivo all’omicidio, De Maria ha anche tentato di uccidere un altro dipendente, Hani Fouad Nasra, colpevole – secondo l’aggressore – di aver…
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Chamila Wijesuriya aveva paura di Emanuele De Maria: lo hanno rivelato i colleghi di lavoro della donna, brutalmente uccisa dal 35enne che si è poi suicidato gettandosi dal Duomo di Milano. Si indaga su possibili omissioni circa il reale comportamento di De Maria, mentre il Ministro Nordio ha richiesto una relazione sul caso. L’omicidio di Chamila Wijesuriya Le rivelazioni dei colleghi della vittima: “Aveva paura” Il passato di Emanuele De…
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Avrebbe avuto "paura di essere ammazzata da lui" Chamila Wijesuriya, la barista dell'hotel Berna di Milano uccisa a coltellate il 9 maggio scorso da Emanuele De Maria, il detenuto per femminicidio (uccise una donna a Castel Volturno) ammesso al lavoro esterno nell'albergo, che il giorno dopo ha anche tentato di uccidere Hani Fouad Nasra, un altro dipendente che aveva messo in guardia la donna della sua pericolosità.
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Emanuele De Maria, il 36enne che in meno di 48 ore ha ucciso la 51enne Chamila Wljesuriya, ha ferito quasi mortalmente un suo collega di lavoro e alla fine si è suicidato lanciandosi dal Duomo di Milano con il volto coperto da una kefiah, per circa sei mesi si era arruolato nella Legione Straniera. “Avevo bisogno di sentirmi parte di qualcosa, di un gruppo”, dirà l’uomo alla psicologa del carcere di Bollate
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Il detenuto già condannato in via definitiva per un omicidio avvenuto nel 2016 e ricercato per aver accoltellato il giorno precedente un collega dell'hotel Berna di via Napo Torriani dove era impiegato alla reception con un permesso di lavoro esterno - riprese in due video. Nel primo, risalente a sabato scorso, l'uomo acquista il biglietto per accedere alla terrazza del Duomo. Nel secondo, ripreso domenica, l'uomo è intento a salire sulla terrazza della cattedrale dalla quale poco dopo si lancerà.
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Il permesso di lavoro concesso a Emanuele De Maria, il detenuto del carcere di Bollate che ha seminato una scia di sangue a Milano, è stato firmato da Giulia Turri, magistrato già noto alle cronache politiche. Lo scrive Libero evidenziando che Turri presta servizio presso il tribunale di Sorveglianza
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«La decisione è stata emessa in ragione di un percorso carcerario che si è mantenuto sempre positivo anche durante i due anni di lavoro presso l'albergo Berna, senza che nulla potesse lasciare presagire l'imprevedibile e drammatico esito». È questa la motivazione con cui il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giuseppe Ondei, e la…
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Milano – "La mia preoccupazione, che condivido con tutti, giustizia italiana compresa, è questa: fate più attenzione quando date la libertà a chi ha commesso un omicidio volontario". Parla così, in una intervista al Corriere della Sera, Himanshu, il marito della 50enne italo-srilankese Arachchilage Dona Chamila Wijesuriya trovata morta al Parco Nord di Milano probabilmente per mano…
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