Che Olimpiadi sono state, mi chiedono di raccontare. E io, prima di tutto, lo chiedo a me stesso. Perché il giornalismo e la modernità sono fatti così e hanno sempre fame di nuovo e fame di riassunto. Fame di opinioni forti. O meglio, di opinioni forti a metà: incisive nel titolo, se possibile, così la gente clicca, ma ecumeniche nel contenuto, per favore, che così nessuno si offende davvero. Le Olimpiadi dell’inclusione? Le…
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