"Non ho colpito io, non l'ho ammazzato io, ero sul luogo sì ma non l'ho ucciso io". Così, in sostanza, si è difeso, interrogato stamani dalla gip di Milano Sara Cipolla, Jefferson Smit Echevarra Verano, 19enne peruviano e uno dei due destinatari (l'altro è irreperibile) del decreto di fermo della Procura di Milano, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal numero degli aggressori, in tutto 17, di Gianluca Ibarra…
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Milano – Il branco dei diciassette compare nelle telecamere della stazione Certosa alle 19.25 del 26 maggio: sono vestiti di nero, avanzano compatti. Probabilmente, alcuni di loro hanno già colpito qualche ora prima, aggredendo un gruppo di persone con un lancio di bottiglie. Si muovono da padroni. Ed è proprio quello l’intento: conquistare il territorio, marchiandolo con le lettere “LK” su muri e segnali stradali.
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Omicidio stazione Certosa a Milano, Ibarra accoltellato trenta volte. Fermato un 19enne “Latin King”
Le vie di fuga presidiate e il rumore del vetro delle bottiglie strisciate sulla selciato della stazione per accrescere la paura. Non ha scampo Gianluca Ibarra Silvera la sera del 26 maggio all’interno della stazione di Milano-Certosa. Il 22enne italiano di origini ecuadoriane attende il treno al binario 5 con il fratello minore Gianfranco e l’amico Johan. Il branco di 17 giovani sudamericani si trovava dalla parte opposta dello scalo.
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Sono otto i giovani indagati per aver aggredito e ucciso Gianluca Ibarra Silvera la sera del 26 maggio alla stazione Certosa di Milano, in concorso con altre nove persone “in corso di identificazione”, si legge nel decreto di fermo disposto dal pm Elio Ramondini e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini nei confronti di un 19enne peruviano fermato venerdì sera e di un 20enne al momento irreperibile.
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Un’azione “unitaria e coordinata”, con il gruppo che si dispone lungo le banchine per controllare le vie di fuga, poi l’inseguimento sui binari e infine l’accerchiamento della vittima già a terra. È questa la ricostruzione dell’accusa sull’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne ucciso nella notte tra il 26 e il 27 maggio alla stazione di Milano Certosa. Secondo il capo d’imputazione, sarebbero almeno 17 i giovani coinvolti nell’aggressione, oltre a nove persone ancora da identificare.
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Dopo un diverbio con la vittima, suo fratello e un amico avvenuto alle 21.50 nel sottopasso e fuori dalla stazione, il gruppo che si definiva appartenente ai 'Latin King', avrebbero messo in atto una "azione preordinata dell'intero gruppo"
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Emergono nuovi dettagli in merito all'omicidio di Milano alla stazione Certosa. Secondo il decreto di fermo firmato dal pm meneghino Elio Ramondini, il 22enne Gianluca Ibarra Silvera è stato colpito 30 volte con coltelli e cocci di bottiglia da 17 persona quando era a terra. Un vero e proprio massacro quello che emerge dalla ricostruzione della procura, con i componenti della banda Latin King che hanno preso il corpo…
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