Solo due mesi fa era arrivato l’annuncio che il gruppo torinese BasicNet, proprietario dei marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago e Briko aveva raggiunto un accordo per l’acquisizione di Woolrich, storico brand americano fondato nel 1830. La scorsa settimana l’annuncio della sospensione del trasferimento degli attuali 139 dipendenti della sede di Bologna. Insomma, molto è stato scritto in questi mesi e il nome Woolrich è stato protagonista di tante conversazioni nel settore del fashion.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Woolrich riparte dal Pitti Uomo dopo l’acquisizione dello storico marchio americano messa a segno nel novembre scorso dal gruppo torinese BasicNet (409,2 milioni di fatturato consolidato 2024 e 61,1 milioni di ebitda) della famiglia Boglione, quotato su Euronext Milan, che ha arricchito ancora il portafoglio di marchi casual (Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Briko…
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Woolrich torna a Pitti Uomo dopo la recente acquisizione da parte del gruppo Basicnet, avvenuta lo scorso autunno. Lo stand del marchio americano riprende non solo alcuni dei suoi codici distintivi come il motivo buffalo check ma ospita anche alcuni capispalla d’archivio, cataloghi, immagini storiche e testimonianze materiali della propria storia tra cui alcuni rocchetti di filato originali, dipinti del fondatore John Rich e della sua famiglia.
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Mentre alla Fortezza da Basso va in scena il rilancio del brand dopo l’acquisizione da parte di BasicNet, fuori cinquanta lavoratori protestano contro il trasferimento a Torino. Sindacati, istituzioni e azienda al tavolo: “Il 30 gennaio si decide tutto”
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Focus sull’heritage del brand di outdoor, dopo l’acquisizione da parte della società torinese del braccio europeo per 90 milioni. «Il salone è un primo test per i mercati potenziali», dice a MFF il ceo del gruppo controllante, Lorenzo Boglione «Vogliamo tutelare i dipendenti», ha aggiunto in vista dell’incontro con i sindacati del 30 gennaio
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BOLOGNA – Protesta in trasferta per i lavoratori della Woolrich, che hanno organizzato un presidio davanti alla Fortezza da Basso di Firenze, dove è in corso il salone dell'abbigliamento maschile Pitti Uomo. E’ l’iniziativa organizzata dai dipendenti a fronte della volontà della nuova proprietà (BasicNet) di trasferire a Torino i 130 addetti in forza alla sede centrale di Bologna e i 30 della sede di Milano
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– Woolrich torna a protestare. Questa volta con un presidio davanti alla Fortezza da Basso di Firenze, dove è in corso il salone dell’abbigliamento maschile Pitti Uomo. Una protesta in risposta alla volontà della nuova proprietà (BasicNet) di trasferire a Torino i 130 addetti in forza alla sede centrale di Bologna e i 30 della sede di Milano. L’iniziativa è stata indetta da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
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Presidio dei lavoratori Woolrich fuori dalla vetrina internazionale della moda msschile. I dipendenti del marchio di abbigliamento casual, nel pieno di una difficile vertenza sindacale, hanno svolto un sit in a Firenze, a pochi metri da Pitti Uomo, che si svolge per la seconda giornata in questa edizione numero 109. Circa 50 tra lavoratrici e lavoratori del marchio, uno dei piu' antichi produttori americani di tessuti in lana e abbigliamento outdoor.
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Con il recente ingresso nel gruppo BasicNet, Woolrich torna a Pitti Uomo 109 con un progetto espositivo che riparte da dove tutto è cominciato: nel 1830, in Pennsylvania, tra miniere e foreste immerse nel paesaggio rurale americano., È da qui che nasce lo slogan “Outdoors since 1830”, ed è da lì che John Rich, con un carro carico di filati e abbigliamento da lavoro, iniziò a rifornire cacciatori, taglialegna e operai.
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